“Lo chiamavano Jeeg Robot” capolavoro o splatter?

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TRENTO. “Lo chiamavano Jeeg Robot” è un film italiano del regista Gabriele Mainetti, uscito nelle sale italiane un paio di mesi fa, ma ancora proiettato visto il successo della pellicola.

Il film non solo ha ricevuto critiche principalmente positive, ma è stato nominato per una valanga di candidature a diversi premi, per non palare poi dei 9 riconoscimenti vinti, tra David di Donatello e Bari International film.


maxresdefaultDopo i 118 minuti di azione, sono uscita dal cinema non del tutto soddisfatta. Il ragazzo che era con me ne era invece estasiato. Ha persino iniziato a fare un discorso, abbastanza supponente, della vicinanza del regista a Tarantino, ma anche al neo-realismo italiano, ecc ecc.

E qui mi sono posta una domanda: un film può essere considerato “oggettivamente” un bel film? I gusti delle persone possono variare, ad esempio per me un film (ATTENZIONE PICCOLO SPOILER) parecchio splatter – in cui si vede un dito mozzato di netto o un testa volare in aria – mi lascia decisamente insoddisfatta rispetto al mistero di un thriller, velato nel suo essere macabro. Altri considerano registi come Tarantino – che in Django ha consumato tutta la scorta di sangue finto presente a Hollywood – o come Mainetti – che fa prendere fuoco a un semicattivo, un poco sfigatello – geni del cinema, che riescono a ridicolizzare un grande parte di film degli ultimi vent’anni.


lo-chiamavano-jeeg-robot_notiziaMa nel giudicare un film si può prescindere dal gusto personale o dalla predilezione per un genere piuttosto che un altro? La risposta potrebbe essere che si debba dare maggiore importanza alle scelte registiche o al montaggio. Due sono i problemi di questa soluzione in primis, si dà per scontato che noi, da soli, senza aiuto di articoli di giornali o critiche esterne, siamo in grado di notare la linea di demarcazione tra una scelta regista geniale e non. Il secondo problema è che spesso ci facciamo influenzare dall’opinione altrui.

Ero partita prevenuta prima di guardare “Lo chiamavano Jeeg Robot”, successivamente avendo letto dei premi e sentendo l’opinione del mio amico, non so più se sia o non sia un bel film. Alcune parti della trama le ho trovate parecchio scontate, altre invece decisamente innovative, soprattutto se paragonate al cinema italiano, che attualmente certo non brilla per registi di alto livello.

In conclusione, andate a vederlo, e giudicate voi, magari di lunedì, con lo sconto studenti.



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Carlotta Barina

Comment List

  • Manuel 25 / 04 / 2016

    L’analisi critica di un film è come l’analisi sensoriale di un vino: la si deve fare guardando agli aspetti tecnici, al montaggio, alla regia, alla fotografia… e, parallelamente, ci sarà sempre un giudizio soggettivo basato sui propri gusti personali. Lo chiamavano Jeeg Robot è un film splatter? Senza dubbio si ricollega al cinema italiano degli anni 70, che era famoso per la ruvidezza (cinema a cui lo stesso Tarantino si rifà abbondantemente); secondo me ci si deve chiedere se sia una scelta coerente con la storia o meno: io credo che in un paese dove la malavita scioglie la gente nell’acido, non si possa fare un film sulla malavita ambientato nella periferia di Roma senza mostrarne la violenza. Una violenza spesso fine a se stessa, spesso come unico approccio alla vita, come è poi in realtà: fra tutte, la scena del camerino è forse quella più potente, da questo punto di vista. Unico neo del film (a mio avviso i pochi passaggi scontati sono funzionali alla narrazione e quasi necessari in un film di supereroi) credo sia il finale, troppo poco ad effetto per il tipo di film, ma il limite secondo me va cercato nei limiti di spesa della produzione. In conclusione un film che merita di essere visto, ben recitato, ben fatto, e con qualche pecca minore tipica delle opere prime.

  • Andrea Bonfanti 29 / 04 / 2016

    Parlo attraverso la voce di qualcuno che ha più voce di me: https://www.youtube.com/watch?v=AROkZW0SM2I

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