Il signore delle mosche di Golding

Il bambino( o l’uomo) è veramente un animale sociale?

Cosa ci fanno un ragazzo con i capelli biondi e uno più grassottello con gli occhiali su di un’isola tropicale? Quelli che a prima vista sembrano due piccoli vacanzieri, sono invece Ralph e Piggy, due membri di un gruppo di inglesi appena scampati da un disastro aereo. I sopravvissuti devono ben presto fare i conti con due fatti: non c’è nemmeno un adulto sull’isola e devono, pertanto, arrangiarsi. È meglio accendere un fuoco per farsi notare dalle navi o procurarsi il cibo cacciando? Quali sono le priorità del gruppo? Chi decide? La necessità di convivere e sopravvivere portano i bambini a cercare di diventare una comunità: capiranno come crescere improvvisamente ed organizzarsi? Riusciranno a passare dalla loro spensierata infanzia, in un mondo in cui gli adulti fornivano loro le soluzioni, ad un mondo in cui devono provvedere da sé?

Pochi libri brillano in chiarezza e in ricchezza di significato come questo di Golding: il tono pacato, costante, di un insegnante accompagna il lettore raccontando e simultaneamente spiegando i rivolgimenti della trama. Il risultato è che il complesso di idee che l’autore vuol trasmettere emerge direttamente dalla narrazione, rendendosi così superflue lunghe digressioni esplicative. In altre parole, l’autore opera come gli impressionisti, tratteggiando una serie di storie che naturalmente si riuniscono all’occhio del lettore, trasmettendo anche le tesi dell’autore.

Non solo la scorrevolezza porta a consigliare la lettura di un libro siffatto, ma anche la profondità delle riflessioni: Golding non ha alcun problema ad affrontare temi quali la sua visione del mondo, della natura e dell’attitudine a vivere in società dell’uomo. Quello che emerge è un quadro forse non inedito, ma provocatorio, fosse anche solo per il modo in cui viene proposto.
Golding, Il signore delle mosche, trad. it. a cura di F. Donini, Milano, Mondadori, 2015

Lorenzo Baldacci

Studente di giurisprudenza in quel di Trento; fermamente convinto dell'importanza di una buona informazione e di un proficuo confronto; appassionato di letteratura - chissà se un giorno, dopo averla studiata a fondo, riuscirò a farne anche io.

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