Rivoluzione per tasse universitarie e mobilità, ecco cosa cambia

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TRENTO. Ci sono due grandi novità in arrivo per gli studenti di Trento: lunedì infatti il consiglio di amministrazione dell’Università ha approvato una storica riforma delle tasse universitarie e l’introduzione di una card del prezzo di 50 euro che permetterà di usufruire gratuitamente dei trasporti su tutto il territorio trentino.

Questi due cambiamenti, che entreranno in vigore a partire dal prossimo anno accademico, sono stati approvati grazie alle liste Udu e Unitin, che da almeno due anni stavano cercando, tramite la loro rappresentanza negli organi dell’Università, di raggiungere questi importanti obiettivi. Ma ecco nello specifico cosa cambia.

Prima la tassazione era organizzata per scalini (13), mentre ora queste fasce scompariranno e la tassazione diventerà completamente progressiva con un importo personalizzato in base alla propria condizione economica. In questo modo per la maggior parte degli studenti le tasse diminuiranno, con l’obiettivo di tutelare maggiormente le fasce più deboli; ciò comunque non andrà a danneggiare né chi contribuisce di più, grazie ad una clausola per cui per nessuno le tasse possono aumentare più del 20%, né le casse dell’Università, per le quali il gettito sarà invariato in quanto le tasse saranno solamente rimodulate. I contributi saranno poi nulli per chi avrà un ISEE inferiore a 26000 euro.

A cambiare infatti sono anche le modalità di calcolo del reddito e di pagamento delle tasse. Si passa dall’ICEF (Trentino Indicatore di Condizione Economica Familiare) all’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), con il vantaggio che per calcolare la propria posizione reddituale non sarà più necessario recarsi in un CAAF di Trento ma potrà essere fatto da qualsiasi parte d’Italia. L’ISEE andrà poi calcolato ogni anno e non più ogni tre. Mentre per quanto riguarda il pagamento esso verrà spalmato su tre rate invece che due, con l’obiettivo di pesare meno sulle tasche delle famiglie.

Sul fronte mobilità, come accennato sopra, verrà introdotta per gli studenti la possibilità di acquisto di una card del costo di 50 euro che permetterà di spostarsi gratuitamente sui mezzi di Trentino Trasporti, che siano treni o bus, e sulle tratte intra provinciali dei regionali Trenitalia. Perciò ne potranno beneficiare non solo i pendolari residenti in Trentino ma anche chi arriva da fuori regione, in quanto si pagherà il treno solo a partire dalle ultime stazioni della provincia (Borghetto a sud, Primolano a est e Salorno a nord). Per esempio la tratta Trento-Padova costerà 12.70 senza carta e 9.75 con la carta, mentre la tratta Trento-Verona 7.75 senza e 4.80 con carta.

Soddisfatti i promotori dell’Udu, come afferma Lorenzo Varponi, presidente del Consiglio degli studenti e membro del consiglio di amministrazione Unitn: «La riforma della contribuzione studentesca e la carta di mobilità erano i punti numero 1 e 2 del nostro programma quando ci siamo candidati, nel novembre 2014, a rappresentare gli studenti. Fino ad oggi circa il 40% degli studenti si trovava nella fascia massima e con un euro di reddito in più si finiva a pagare anche 200 euro in più di tasse. Da oggi ogni studente avrà una tassazione “personalizzata” che significa una tassazione più giusta e più aderente rispetto alla sua condizione economica. Abbiamo dimostrato che la rappresentanza studentesca, se organizzata e determinata a fare gli interessi di tutti gli studenti, è in grado di avere un grandissimo peso nelle scelte dell’Ateneo».

Sorgono invece preoccupazioni sul lato borse di studio, poiché Varponi aggiunge che: «Siamo invece molto allarmati per il fatto che la Provincia non ci voglia ascoltare e che pensi di rispettare i livelli essenziali delle prestazioni stabiliti a livello nazionale a costi invariati. La giunta dovrebbe intervenire a breve sul diritto allo studio e dagli ultimi incontri abbiamo riscontrato totale chiusura a maggiori investimenti. Questo significa che passando all’ISEE e applicando una soglia di 18.000 quasi metà degli studenti che avrebbero preso la borsa con il sistema attuale non la prenderà più dal 2017/2018”. Si rischierà infatti di arrivare a dei livelli di accesso alle borse di studio fra i più bassi di tutta Italia, in quanto ci troveremo una soglia ISEE più alta solamente di Campania, Molise e Calabria, con il pericolo di avere il 45% di borsisti in meno (anche se va sottolineato che chi ora riceve una borsa di studio continuerà alle attuali condizioni fino al perseguimento della laurea, e si troverà a cambiare all’eventuale iscrizione ad una laurea magistrale)».