Diamo un taglio ai tumori: nuove cure su misura per i malati oncologici

TRENTO. Ieri al Dipartimento di Sociologia si è tenuto l’incontro organizzato dal  nostro giornale  e dall’associazione “RagionevolMente”, nata per aiutare a combattere la disinformazione scientifica, fenomeno dilagante nell’era di internet. In un aula gremita di giovani universitari la professoressa Francesca Demichelis, responsabile del laboratorio di oncologia computazionale al Centro di Biologia Integrata dell’Università degli Studi di Trento, ha spiegato cosa sia un tumore e quali siano le nuove frontiere della ricerca.

La professoressa ha iniziato chiedendosi che direzione stia prendendo la ricerca in campo oncologico. Infatti, le novità negli ultimi vent’anni sono state molte e  piuttosto rilevanti. Ad esempio la scoperta della medicina di precisione, di cui la Demichelis parla con entusiasmo, viste le enormi potenzialità.

È la nuova frontiera dei trattamenti oncologici, dove il farmaco viene disegnato specificamente per ogni paziente in base alle diversità genetiche che lo  caratterizzano. Viene quindi chiamata anche medicina personalizzata poiché grazie alla combinazione tra i dati genetici del paziente e la conoscenza della malattia si mira ad ottenere una cura “su misura”.

Il Cibio di Trento sta lavorando molto su questo aspetto, facendo un grande lavoro di analisi dei dati, in collaborazione anche con una università americana.

Oggi le sfide dei ricercatori sono di notevole complessità, ma si stanno aprendo prospettive molto interessanti per il futuro, tra cui  spicca proprio la medicina di precisione, che permetterà  di identificare la terapia adatta, nella dose migliore, al momento opportuno.

Gli elementi che incidono maggiormente sull’insorgenza di tumori, di qualsiasi tipo, sono due: un fattore ereditario, legato al nostro background genetico. In questo caso, c’è maggior probabilità si sviluppi un tumore in persone che hanno avuto familiari affetti. Il secondo elemento di influenza è legato all’ambiente esterno: esposizione a radiazioni o stili di vita scorretti, ad esempio alcool e fumo.

Si punta molto anche sul “genome editing”, una tecnica che permette di modificare con facilità il genoma umano e che potrebbe essere utilizzata per eliminare selettivamente le cellule tumorali. Questo tipo di intervento, però, nonostante l’enorme potenziale, pone ancora grandi questioni etiche.

Giulia Castelli

Studio Giurisprudenza, ogni tanto scrivo. Fondatrice ed ex presidente dell'associazione editrice de l'Universitario.

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