Gli studenti manifestano contro il taglio alle borse di studio

TRENTO. Piazza Dante a mezzogiorno. Il sit-in iniziato la mattina di giovedì 6 ottobre alle 11 di fronte al Palazzo della Provincia termina, in concomitanza del suono perentorio della sirena del mezzogiorno. Quasi un segnale d’allarme, che ben si sposa con la preoccupazione e la rabbia degli studenti scesi oggi in piazza su iniziativa delle rappresentanze studentesche di Udu e Unitin per protestare contro la riforma delle Borse di Studio, voluta dalla Provincia di Trento.

manifestaz2Nel discorso d’apertura del presidio, tenuto da Federico Crotti, rappresentante dell’Unione degli Universitari di Sociologia, viene chiarito il motivo di questa mobilitazione: mettere in guardia la comunità studentesca sul pericolo che la riforma delle borse di studio potrebbe costituire per l’Ateneo.

Il mancato incremento di finanziamenti statali alle borse di studio da parte della Provincia dal 2012 ad oggi, ha fatto sì che in questi anni l’Università degli Studi di Trento rimanesse sempre più indietro in termini di tutela del diritto allo studio (i fondi disposti dalla Provincia per il finanziamento alle borse – 6,5 milioni di euro circa – sono i più bassi in Italia, se escludiamo Molise, Calabria e Campania).

A questa problematica si somma quella che sarà una novità del prossimo anno, ovvero l’innalzamento della soglia ISEE, che andrà a sostituire l’ICEF nel calcolo della dichiarazione dei redditi delle famiglie degli studenti. Questa operazione, porterà a una drastica riduzione del numero di studenti che potranno usufruire dei benefici dell’Opera Universitaria (addirittura un 40% in meno, secondo i Rappresentanti di Udu e Unitin). Gli studenti collocati in terza e quarta fascia, fino ad ora abituati ad ottenere il finanziamento provinciale, si ritroverebbero dal prossimo anno a mani vuote.

senzastudQuesta modifica, viene ribadito più volte dalle rappresentanze presenti, è completamente illogica e nociva. Il salto di qualità che l’Ateneo ha svolto durante questi anni, puntando sulla qualità della didattica, sulle infrastrutture, sui servizi e sulla garanzia del diritto allo studio per gli studenti appartenenti a famiglie meno abbienti, rischia ora di essere messo in discussione, se non totalmente annullato.

Una mossa simile – mettono in guardia gli studenti – non farà altro che relegare l’Università in una dimensione localistica, “provincialotta”. A scegliere l’Ateneo tridentino saranno infatti sempre più solo gli studenti in sede. D’altro canto, i fuori sede – che già devono sostenere consistenti spese per alloggi e mantenimento – verranno scoraggiati dall’iscriversi in un’università che invece di incrementare i fondi per le borse di studio, li taglia e riduce. Il respiro che l’Ateneo – e di conseguenza anche la città – hanno preso in questi ultimi anni, con l’avvento di giovani menti provenienti da ogni parte d’Italia e, grazie ai ricchi programmi Erasmus, di studenti provenienti da diversi paesi europei ed extracomunitari, rischiano di dissolversi e venire dimenticati.

studuStudenti trentini e fuori sede, entrambi consapevoli di quanto questa riforma, voluta dall’assessora Sara Ferrari, metta a rischio, hanno usato il sit-in di questa mattina come un momento per manifestare l’unione e la solidarietà fra diverse rappresentanze ed esprimere congiuntamente il proprio disaccordo verso una siffatta politica. Si sono succeduti infatti interventi delle rappresentanze di Udu, Unitin, List One e del Fronte della Gioventù Comunista, orgogliose di essere scese in piazza assieme, oltre le differenze ideologiche. Presenti anche Arcigay Trentino e il segretario generale della CGIL del Trentino, Franco Ianselli

Critiche degli studenti sono state rivolte invece ai “grandi assenti” di questa giornata: i docenti del Senato Accademico e il rettore Paolo Collini, che, pur avendo dato agli studenti manifestazione di sostegno e solidarietà, non hanno fatto nulla per dare visibilità alla campagna. «Non ci aspettavamo certo di trovarceli in piazza – dice Crotti – ma almeno un articolo di giornale sulla vertenza delle borse di studio avrebbero potuto farlo scrivere».

A dire il vero è la partecipazione in generale ad essere scarsa: si contano una settantina di manifestanti, ma sono troppo pochi se paragonati al numero complessivo dei quasi 16000 studenti iscritti all’Ateneo.

Nel pomeriggio si è poi tenuto l’incontro dei rappresentanti degli studenti con il Presidente della Provincia Ugo Rossi e l’assessora all’Università e alla Ricerca Sara Ferrari, per discutere della riforma, che sarà votata domani 7 ottobre, in giunta provinciale.



Francesco De Vido

Ho 21 anni. Sono uno studente presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale di Trento. Sono trevigiano, ma mi sono lasciato adottare da Trento. Dal 2016 ho deciso di prendere parte al progetto de l'Universitario. Sono attivo nella redazione del giornale, in cui rivesto il ruolo di Caporedattore della sezione Attualità, e anche nel Direttivo dell'Associazione Editoriale.

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