Le elezioni, secondo una giovane americana

, Esteri

Ho conosciuto Taylor Allen durante il suo periodo di volontariato per uno dei progetti offerti da AIESEC Trento. L’8 novembre sarà chiamata alle urne per scegliere la/il sua/suo nuova/o Presidente. Abbiamo fatto una chiacchierata in merito all’argomento.

Quali sono le differenze tra le passate elezioni e quelle imminenti in termini di clima sociale e politico?

Queste elezioni sono differenti perché tutti i cittadini sono impegnati e coinvolti in un modo o nell’altro. I candidati discutono circa argomenti che sono sentiti emotivamente da tutti, come il razzismo e il sessismo, ancora prevalenti negli Stati Uniti.  Le opinioni su tali problemi sono estreme, polarizzate, ed esse influenzano il supporto o per Trump o per la Clinton. Non ci sono vie di mezzo. In passato le elezioni sono state vissute in maniera più passiva dagli elettori di entrambi i partiti politici. Ora, queste elezioni sembrano permanere nell’aria attorno a noi, non le puoi evitare.

Debolezze e punti di forza di entrambi i candidati.

Dalla mia prospettiva, la principale debolezza di Donald Trump risiede nella sua mancanza di adattabilità per il ruolo per cui si è candidato. Egli si rivolge a due gruppi agli antipodi: la classe operaia e l’élite americana, la classe imprenditoriale. Non si rivolge ad altri gruppi presenti negli USA e quando lo fa, ricorre a stereotipi. Per esempio, quando Trump parla delle comunità afroamericane, pensa che siano solo persone povere che vivono nelle zone underground delle città, cosa non vera. L’unico suo punto di forza risiede nel suo carisma. Parlando di Hillary Clinton, molte persone vedono in lei una mancanza di cambiamento tangibile, di capacità riformatrici. Trump stesso le ha rinfacciato di non aver fatto molto, pur ricoprendo una posizione politica da ben 30 anni. Inoltre, molti cittadini la ritengono una bugiarda in merito alle sue relazioni con altri Stati, come l’Arabia Saudita. La sua forza risiede nella sua capacità di attrarre a sé tutti i gruppi che fanno parte degli USA, nonché nella sua preparazione sulle varie tematiche sociopolitiche.

Entrambi i candidati hanno parlato di Russia con toni differenti. Secondo te, il/la prossimo/a Presidente dovrebbe migliorare o no il dialogo con Putin? Perché?

Dal mio punto di vista, abbiamo davvero bisogno di rafforzare le relazioni con Putin, perché la Russia è una superpotenza che è meglio avere come alleata o, se proprio non ci rimangono altre opzioni, come Stato neutrale.

Cosa ti mancherà della presidenza Obama?

Obama è stato un grande presidente. Ebbe un gran daffare quando venne eletto la prima volta. Ha apportato cambiamenti tangibili in termini di sanità, alleanze, diritti delle donne. Non solo si è dimostrato degno della carica, ma l’ha resa sua, personale, rimanendo positivamente carismatico. Ha inspirato una presidenza trasparente e democratica.

Giulia Masciavè

Studentessa all'ultimo anno di Studi Internazionali. Amante della lettura e della musica, nostalgica per passione.

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