Biblioteca d’autore, organizzata, coerente e maestosa. Ecco servita la nuova BUC

 

L’inaugurazione della nuova Biblioteca Universitaria Centrale (BUC), presso il quartiere delle Albere a Trento, è stato un momento di incontro importante per la comunità trentina.

La cerimonia di inaugurazione ha avuto inizio con il taglio del nastro arancione, colore caratterizzante della biblioteca, che ritroviamo in diversi dettagli della struttura, nei volantini informativi, nella segnaletica che aiuterà gli studenti ad orientarsi in questo vero e proprio labirinto di libri. Il nastro è stato simbolicamente tagliato dal Rettore Paolo Collini e dal Presidente dell’Università di Trento, Innocenzo Cipolletta, dal Presidente della Provincia Ugo   Rossi e l’Assessora all’Istruzione Sara Ferrari, dall’architetto e senatore Renzo Piano e dal sindaco della città, Alessandro Andreatta.

Il rettore Collini, nel suo discorso di apertura ha dato il benvenuto alla cittadinanza, comunicando a tutti quanto sia importante  questa giornata per Trento. Nel suo discorso ha sottolineato come lo scopo del progetto sia stato creare un luogo di conoscenza vivace, bello, in grado di attirare le persone grazie alla bellezza della struttura e ad  una serie di eventi e incontri, già in programma.

 

Immancabile la protesta del collettivo studentesco Refresh, che nelle ultime settimane ha condotto diverse iniziative di protesta in tutta la città contro la nuova riforma delle borse di studio. La contestazione ha interrotto gli interventi, ma è stata presto fermata e arginata all’esterno della struttura.

La cerimonia è proseguita con l’intervento del Presidente della Provincia Ugo Rossi, che ha parlato di “investimento a metà”, spiegando che sarà completato proprio quando i ragazzi potranno usufruire della struttura. Il sindaco Alessandro Andreatta nel suo dsc_2260saluto, invece, ha definito le biblioteche come “granai di cultura e antidoto verso ignoranza e indifferenza”. Il sindaco ha sottolineato inoltre lo stretto legame creatosi tra l’Ateneo e la città. La condivisione di questo edificio rafforza il rapporto fra le due comunità, e ne accresce il prestigio, segnando un punto a favore della candidatura di Trento a Città della cultura 2018.

E’ stato poi accolto non da ospite ma da vecchio amico l’architetto e senatore Renzo Piano, la personalità più attesa della cerimonia, che con umiltà afferma di essere solo un rappresentante del grande team che sta dietro all’opera. “Qui c’era una fabbrica e continuerà ad esserci una fabbrica”. Costruire luoghi per la cultura passa, secondo Piano, dalla coralità, quindi bisogna costruire luoghi per le persone. Tutto all’interno della BUC è stato pensato per favorire l’incontro tra libri, discipline, studiosi e pubblico. Ormai il libro non è più l’unico mezzo del sapere, ma resta pur sempre un fondamentale strumento per stare insieme.

Verso la conclusione della cerimonia sono intervenuti anche Innocenzo Cipolletta, Presidente dell’Università, Massimo Miglietta, Presidente del Consiglio di Biblioteca di Ateneo, Claudio Giunta, Delegato per la Stampa e comunicazione di Ateneo. Chiude con un breve intervento un’ospite d’eccezione: l’ex Rettrice Daria de Pretis, ora giudice della Corte Costituzionale, che durante il suo mandato aveva partecipato al progetto per la nuova BUC. La professoressa ha ricordato come il progetto iniziale fosse un altro, quello di una sala congressi, e di come sia servita grande abilità per modificare il progetto, per cogliere quella che va considerata un’occasione. “Ho sempre detto questo ai miei studenti: non perdete le opportunità”.

Non aspettatevi un nuovo CLA, non si tratta di una semplice maxi aula studio, ma di una vera biblioteca. La distribuzione dei posti studio non sarà in un’unica stanza, si potranno trovare piccoli tavoli distribuiti su tutti i piani e due aule studio al quarto. I sette piani raccolgono ognuno una materia di studio diversa e tutti i volumi possono essere trovati facilmente tramite schermi touch screen disponibili tra gli scaffali. Sono serviti ben 11 chilometri di scaffalatura per ospitare tutti i libri provenienti dalle due precedenti biblioteche universitarie: quella di Lettere e quella di via Verdi.

In particolare il piano interrato è utilizzato come archivio, al primo piano si trova un’aula didattica multimediale con scaffali per la consultazione e gran parte degli uffici, al secondo spazi studio e uno spazio polifunzionale, al terzo due grandi spazi per la consultazione, mentre al quarto uno ulteriore per lo studio. Il quinto ed ultimo piano ha una copertura di cristallo sulla quale sono stati installati pannelli fotovoltaici. È stato infine elaborato un sistema di raccolta dell’acqua piovana per rendere perfettamente green l’edificio.

La biblioteca sarà accessibile a tutti tra qualche settimana, per permettere di ultimare i lavori di cablaggio e montaggio dei mobili. Gli orari saranno gli stessi del CLA: dal lunedì al sabato dalle 8 alle 23:45, la domenica dalle 14 alle 20.45.

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