Shakespeare: quando il teatro supera il tempo

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Non è mai facile parlare delle opere di Shakespeare e tantomeno dei suoi travagliati personaggi, eppure non si può tacere a proposito della spettacolo di Hamlet che si è tenuto al Barbican Theatre di Londra a partire dallo scorso 5 Agosto.

La sublime interpretazione di Benedict Cumberbatch (noto per il ruolo di Sherlock Holmes nella serie televisiva della BBC Sherlock e candidato al premio Oscar per il ruolo di Alan Turing in The Imitation Game nel 2015) ha lasciato quasi tutta l’audience a bocca aperta, nonostante la durata di ben tre ore che comunque sono state tutt’altro che noiose e pesanti. E non solo per una sera; lo spettacolo si è replicato per ben due volte al giorno per dodici settimane, concludendosi il 31 ottobre.

L’adattamento portato in scena da Lyndsey Turner ci presenta un Amleto a tutto tondo, sormontato da un caleidoscopio di emozioni terrificanti e contrastanti che pian piano lo hanno portato al declino e alla pazzia.
Insomma, un Amleto vivo, ricco, non asettico e piatto come spesso accade nel realizzare personaggi di questo calibro, dalla psicologia complessa.

Un paio di parole si devono spendere anche riguardo la spettacolare scenografia, sicuramente studiata in tutti i suoi dettagli e mostrata al pubblico quasi come fosse un effetto cinematografico.

Non c’era alcuna ridondanza, nessun oggetto è stato messo a caso, come non lo erano i costumi di scena, presentatici in un mix tra passato e presente ponendo così il personaggio in un luogo senza tempo e facendoci intendere che le opere di Shakespeare non apparterranno mai esclusivamente al passato, ma saranno sempre presenti e sempre attuali. Ciò ha permesso anche al pubblico di sentirsi parte di Amleto e del suo animo travagliato. Un’empatia offertaci anche
dal pathos che trabocca dall’intensa interpretazione dell’attore che ne ha vestito i panni, dal suo modo di muoversi e porsi sul palco, dalle espressioni, dagli sguardi… perché i tormenti e le turbolenze d’animo, i conflitti interiori sono e saranno sempre parte dell’essere umano.

Per chi invece non avesse avuto la possibilità di vedere lo spettacolo a teatro, il 19 e il 20 Aprile, in occasione dell’anniversario dei quattrocento anni dalla presunta morte del Bardo, non può essersi lasciato sfuggire l’occasione di vederlo al cinema grazie a Nexo Digital che ha ben pensato di distribuirlo nelle sale di tutta Italia; un regalo che ci aveva già fatto con Macbeth (con Kenneth Branagh e Alex Kingston) e Coriolanus (con Tom Hiddleston).

Maja Urukalo

Studentessa di lingue e letterature straniere. A volte scrittrice, più spesso sognatrice.

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