Perché l’università rinnova appalti ad un’azienda accusata di rapporti con la camorra

La notizia era saltata fuori qualche settimana fa per l’interrogazione di un consigliere provinciale: l’università di Trento continua a rinnovare un appalto per le pulizie ad un azienda i cui vertici e consulenti sono coinvolti sia in un’indagine per camorra, che in un’altra in cui avrebbero violato le norme antitrust sulla concorrenza. Il comportamento dell’ateneo non è però dettato da principi garantisti o da sottovalutazione del problema, ma bensì dalle norme che regolano il modo in cui le pubbliche amministrazioni possono accordare appalti e forniture. E proprio oggi, primo aprile, l’appalto per le pulizie delle sedi dell’università a Trento, Mattarello e Pergine viene rinnovato a Kuadra, la società finita sotto inchiesta.

La società Kuadra è finita in un’inchiesta della squadra di mobile di Napoli, coordinata dai Pm Woodcock e Parascandolo, per l’assegnazione dei servizi di pulizia del polo pediatrico Santobono Pausilipon di Napoli. Le indagini sembrano aver evidenziato intrecci fra camorra e imprenditoria, e hanno portato, nel giugno 2016, all’arresto di 12 persone, compresi amministratori e consulenti di Kuadra, in qualità di esponenti di spicco della famiglia Lo Russo, clan coinvolto nella spartizione delle piazze di spaccio a Secondigliano. L’altra vicenda è quella per cui nel gennaio 2016 Kuadra, Cns, Manutencoop Facility Management e Roma Multiservizi sono finite sotto inchiesta dell’Antitrust perché accordandosi volevano condizionare una gara di CONSIP e alterare la concorrenza del mercato. Per questo sono state sanzionate per 110 milioni di euro.

Come riporta Il Dolomiti, Kuadra subentra a Teknobill per l’appalto dei servizi di pulizia l’1 febbraio 2011. Ma l’attenzione per una procedura che a prima vista può apparire strana si concentra negli ultimi due anni, quando l’ateneo affida l’appalto in forma diretta e negoziata, senza pubblicazione di bando, a Kuadra. Gli appalti affidati direttamente ammontano a quasi 2 milioni di euro, suddivisi in questo modo: quasi 500 mila euro dall’1 gennaio al 30 giugno 2015, altri 500 tra l’1 gennaio e il 30 giugno 2016, oltre 400 mila tra l’1 luglio e il 30 novembre 2016 e infine 300 mila euro tra l’1 dicembre 2016 e il 31 marzo 2017.

Le indagini su Kuadra partono però nella prima metà del 2016, e allora la domanda che in molti si sono fatti è: perché l’università ha continuato ad affidare in maniera diretta l’appalto alla stessa società, che seppur non condannata, era comunque accusata di reati gravi? Semplicemente perché non poteva fare altrimenti. Il perché ce lo ha chiarito il Rettore Collini, sentito dal nostro giornale: “la legge non permette alle Amministrazioni pubbliche di andare direttamente sul mercato per questo tipo di servizi, per cui l’Ateneo è obbligato ad assegnare il contratto ad una ditta che sia risultata assegnataria del contratto CONSIP (centrale nazionale degli acquisti della Pubblica amministrazione) o dell’APAC (cosiddetto aggregatore locale, ovvero la centrale degli acquisti provinciale). Queste entità (CONSIP e APAC) non agiscono su richiesta di una singola amministrazione, ma attivano in via preventiva una gara per i servizi di un determinato tipo e poi sulla base delle offerte seleziona una ditta assegnataria. Le pubbliche amministrazioni che hanno necessità di questi servizi possono stipulare un contratto di fornitura alle tariffe definite con l’assegnazione per le “quantità” necessarie”.

La ratio di questa normativa è che le pubbliche amministrazioni non possono fornirsi da soggetti che magari praticano prezzi più alti di quelli di mercato o non rispettano le certificazioni anti-mafia, ma devono farlo attraverso una centrale unica che seleziona con criteri uguali per tutta Italia le ditte idonee. In questo modo, per esempio, si può evitare che un ospedale paghi le siringhe dieci volte tanto rispetto ad un altro. E da questa norma non sono ammesse deroghe: “La norma non permette alle pubbliche amministrazione di seguire una strada diversa (non si può più fare una gara autonoma). Se anche l’aggregatore locale (APAC) ha fatto la gara, l’Ateneo può scegliere se assegnare alla ditta che ha vinto la gara CONSIP o a quella che ha vinto la gara APAC. CONSIP ha fatto per questi servizi una gara nel 2011. All’epoca non c’era (e nemmeno oggi c’è) una assegnazione APAC. L’Ateneo quindi nel rispetto della legge, ha assegnato alla ditta che ha vinto la gara CONSIP. Alla scadenza della assegnazione CONSIP, per motivi legati alla gara, CONSIP non è riuscita a chiudere in tempo la gara successiva e quindi l’ultimo soggetto assegnatario CONSIP è quello della gara precedente, cui l’Ateneo aveva già assegnato la gestione dei servizi di pulizia. Alla scadenza del contratto stipulato dall’Ateneo, non c’era quindi una ditta diversa che avesse vinto la selezione CONSIP. CONSIP in quei casi comunica che c’è un ritardo stimato in alcuni mesi. A quel punto non potendo assegnare ad un’altra ditta (non c’è nessuno che abbia vinto la selezione CONSIP e non sono ammesse per importi di questo livello, altre procedure di assegnazione e APAC non ha ancora fatto la gara) l’unica possibilità è la proroga tecnica alla ditta cui si è già assegnato. Se qualcuno conosce una strada diversa, che non comporti la violazione della legge e le conseguenti responsabilità personali, certamente l’Ateneo sarebbe felice di seguirla se preferibile. Ma non se ne ha notizia. Naturalmente si assegna per il periodo previsto (cioè quello che CONSIP comunica come possibile ritardo), ma poi CONSIP comunica che c’è un ulteriore ritardo e quindi si deve fare un’altra proroga tecnica”. Come è chiaro a questo punto, il ritardo di CONSIP ha obbligato l’ateneo ad agire in questo modo. Lo stesso CONSIP poi, a seguito dell’inchiesta per violazione delle norme antitrust delle quattro imprese sopracitate (fra cui Kuadra), non volendo azzerare le gare già assegnate per tutelarsi da possibili ricorsi e risarcimenti milionari, ha preferito temporeggiare e rivolgersi all’Anac di Cantone, ma la decisione è stata rimandata di trimestre in trimestre senza trovare una soluzione.

Come riporta Trento Today “i dipendenti addetti alle pulizie che operano presso le sedi dell’Ateneo Trentino alle dipendenze della suddetta società Kuadra spa sembrerebbe siano stati contattati nei giorni scorsi dai sindacati di riferimento, che avrebbero comunicato loro che a partire dal 1 aprile 2017 passerebbero alle dipendenze della società Esperia spa”, società sempre collegata a Kuadra S.p.A; in che modo non è però chiaro, perché l’organigramma della società è sparito dal sito della stessa, anche se è recuperabile da questa inchiesta di Casa della legalità, che aveva provato a ricostruire le ramificazioni ed i problemi giudiziari della società. Nonostante quindi si sia proceduto a cambiare la scatola dentro la quale sono inseriti i lavoratori che si occupano delle pulizie in università, per ora la situazion rimane bloccata, fino a quando CONSIP o la Provincia di Trento, per mezzo di APAC, non istituiranno una nuova gara.