Corso di fotografia al Liber Cafè: incontriamo la fotografa Anastasia Oss

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Scorrendo la home su Facebook, vedo alcune fotografie stupende e mi perdo a sfogliare tutto l’album.

Erano proprio dei capolavori con i colori che si intonavano perfettamente tra soggetto e paesaggio, le scenografie mai banali. Guardo il nome della pagina e ritrovo un’amica di vecchia data che era diventata una fotografa quasi professionista: Anastasia Oss.

Anastasia ha 21 anni e studia fotografia alla Laba di Brescia. Viene da Pergine e ama viaggiare. E’ appena tornata da 5 mesi a Porto, dove dice di aver ritrovato sé stessa. “Sarà che quando viaggi hai una mentalità diversa, ma sembrano tutti molto più cordiali, socievoli e disponibili. Inoltre Porto è una città splendida: è sull’oceano, ha un clima mite. Consiglio a tutti di andarci.”

 

Parlando con lei ho saputo che a breve terrà un corso di fotografia aperto a tutti. Il costo è minimo, così ho pensato potesse interessare a qualche studente appassionato. L’ho incontrata al bar e le ho fatto qualche domanda per conoscerla meglio.

 

Il corso di fotografia

Anastasia terrà un corso di Fotografia: sono 10 ore di lezione suddivise in 5 incontri da 2 ore ciascuno.

Cosa: Corso di Fotografia

Quando: Da Mercoledì 19 aprile ore 18.00-20.00 al Liber Cafè

Dove: Liber Cafè

Costo: 20 euro

Prerequisiti: Nessuno

Materiale: Se avete una macchina fotografica è meglio perché potete mettere in pratica quello che imparate, in caso contrario non è un problema. Il corso avanzerà anche in conformità con il tipo di classe che troverò.

 

“Cercherò di fare sia una parte tecnica di base, sia una parte culturale in cui presenterò alcuni artisti chiave e consiglierò qualche sito da guardare per ispirarsi. Vorrei che questo corso fosse molto interattivo, che i partecipanti cercassero di lavorare per crescere insieme sui lavori dei singoli partecipanti, stimolandosi a vicenda. Vorrei che passasse il concetto che è indispensabile aiutarsi.

Tra i professionisti spesso manca la comunicazione, i fotografi si sentono sempre in competizione tra loro ma è un controsenso: siamo tutti diversi con uno stile diverso. Bisognerebbe piuttosto supportarsi e aiutarsi a vicenda.”

 

Come è nata la tua passione per la fotografia?

Frequentavo la terza media, ero al castello di Sissi a Merano con mia cugina. Lì ho iniziato a fare delle fotografie ai fiori con una macchinetta compatta e da quel momento non ho più smesso. Sempre la stessa macchinetta mi ha fatto fotografare fiori e insetti, che sono i principali elementi da cui partono a fare fotografie praticamente tutti quelli che scoprono questo mondo. I miei genitori mi regalarono una reflex al compleanno e io continuai per un po’ a fotografare solamente fiori e insetti. Un giorno, in quarta superiore, un mio amico mi ha chiesto come mai non fotografavo persone invece che oggetti: da lì mi sono posta il problema. L’idea di fotografare persone non mi era nemmeno mai nemmeno passata per la testa. Così ho iniziato a mettere in scena qualche scatto con le mie amiche. Creavamo l’ambientazione, stavamo all’aperto e ci divertivamo. Purtroppo andando a scuola non potevo dedicarci le giornate, dovevo anche studiare qualche volta. All’università ho scelto di intraprendere questo percorso perché ero arrivata al punto di non riuscire a stare un giorno senza tenere in mano la macchina fotografica. E così sono capitata alla Laba (Libera Accademia di Belle Arti a Brescia), dove ho potuto rendere il mio hobby un lavoro.

 

Non è così semplice avere come lavoro il proprio hobby preferito. Una persona magari ha un hobby e lo pratica quando vuole staccare dalla vita quotidiana, ma se la tua vita quotidiana coincide il tuo hobby, non hai paura magari di stufarti?

Attualmente la fotografia per me è sia un hobby sia un lavoro. Fare fotografia come lavoro o farla per sé stessi è molto diverso, per questo può essere sia un hobby che un lavoro. Ci sono delle volte in cui un lavoro in fotografia può diventare poco interessante o noioso, altre volte in cui è stimolante; a volte si fa per conto di terzi, altre si fa per se stessi. Ognuno di questi aiuta a crescere e imparare.

Oggi la fotografia mi prende 24 ore su 24 ma non è un peso. Anche quando vado a dormire o mi sveglio la mattina in qualche modo sono sempre relazionata con la fotografia. Nel mondo di oggi siamo bombardati dalle immagini, ed è automatico che nella mia testa spuntino continuamente idee per nuove fotografie, oppure pensieri riguardo a immagini che ho attorno a me. Alle volte sono in giro per strada e mi accorgo di una luce particolare, e sembra il sole abbia deciso di illuminare quell’oggetto o quella persona proprio per renderlo un’immagine fantastica da fotografare. Devo ammettere però che solitamente non porto la macchina fotografica quando vado in vacanza; non riuscirei a non utilizzarla e a non fotografare tutto, e talvolta è bene anche prendersi delle brevi pause. Per le foto ricordo il telefono va più che bene.

 

Come vedi il mondo della fotografia oggi?

Oggi ci sono reflex di una buonissima qualità che tutti possono acquistare, e si possono imparare a usare anche in modalità manuale grazie ai numerosi tutorial che si trovano su internet. Quello che non si trova su internet è l’occhio: o ce l’hai o puoi allenarlo guardando immagini di altri. Il problema di questi fotografi allo sbaraglio che si credono tali solo perché hanno una reflex è che non sanno guardare; questo da una parte è un peccato perché spesso ci sono professionisti che vengono screditati. In una realtà anche piccola come Trento, un fotografo amatoriale per fare un reportage si accontenta anche di pochi euro a serata e chiaramente per chi organizza l’evento conviene di più un fotografo che costa poco, anche se i risultati non saranno mai gli stessi.

La gente non capisce che il mezzo che usi per realizzare le fotografie non fa da solo una bella immagine; è solo una macchina.

 

Il problema è che vediamo ogni giorno milioni di immagini di ogni tipo e le persone non sono abituate a distinguere le immagini di qualità. Basti pensare alla scarsa cultura che la maggior parte ha riguardo alla  fotografia; pochissime persone hanno un fotografo preferito e la maggior parte di loro a questa domanda risponderebbe: Steve McCurry, perché è l’unico che conosce.

 

E quindi, qual è il tuo fotografo preferito?

E’ difficile rispondere a questa domanda; non ho un fotografo preferito ma ho molti fotografi di cui adoro lo stile e i lavori. Alcuni nomi sono Ryan McGinley, Kristian Schuller, Anna di Prospero, Maud Chalard e Theo Gosselin.

 

Da qui a qualche anno dove ti vedi?

Dopo questa triennale vorrei fare un tirocinio in ambito moda; so che Milano è la capitale della moda, ma non mi piace per nulla la città. Preferirei andare all’estero, a Londra o Parigi.

Spero di lavorare, non in Italia. Ora voglio laurearmi il prima possibile e poi lavorare subito.

 

Come mai in ambito moda?

Mi piace la moda perché penso che a certi livelli ti consenta di costruirti il tuo mondo e di ricrearlo come lo vedi tu. Nella fotografia di moda da una parte c’è la libertà di esprimere quello che vuoi, e dall’altra c’è la possibilità di vivere di questa libertà, guadagnando bene. Chiaramente bisogna arrivare ad alti livelli per potersi esprimere totalmente, spesso il fotografo di moda è solamente l’esecutore delle idee di un direttore artistico.

 


Un vademecum per chi ama la fotografia?

  1. Guarda i lavori degli altri
  2. Prova tutti gli stili senza paura per trovare il tuo
  3. Continua ad esercitarti
  4. Confrontati con altri amanti della fotografia in modo sincero e costruttivo

 

Giorgia Folgheraiter

Redazione

La redazione de l'Universitario è composta perlopiù da studenti dell'Università di Trento

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