Gino Strada: «Dobbiamo unirci per dire no alla guerra»

TRENTO – «Curare i feriti è una droga della guerra». Così è stato per Gino Strada che, assuefatto da questa droga e insoddisfatto per lo stato delle cose, ha inizialmente operato in Pakistan come chirurgo per il Comitato internazionale della Croce Rossa e ha poi fondato Emergency nel 1994, un’associazione italiana indipendente e neutrale, nata per offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà. Ne ha parlato nei giorni scorsi al Festival dell’Economia di Trento.

Inizialmente Emergency aveva come solo obiettivo il curare più feriti possibile in guerra. Oggi questo scopo rimane, ma col passare del tempo ci si è resi conto che questo non bastava più. La medicina deve essere un mezzo per l’affermazione dei diritti umani, in primis quello alla salute, che deve essere garantito a tutti con la stessa qualità. Ed è questo il punto che differenzia Emergency, dice Gino, dalle altre organizzazioni che operano in campo sanitario nei paesi bisognosi.

Quando hanno costruito gli ospedali si sono fatti una domanda fondamentale: «sarei felice se un mio familiare fosse curato qui»? Due medici di Emergency, contagiati da ebola in Sierra Leone durante l’epidemia, hanno deciso di non rientrare in patria, ma di rimanere nell’ospedale dell’associazione. È un modo per capire il livello di qualità dei loro ospedali. A Goderich, sempre in Sierra Leone, c’è anche la terapia intensiva, dove vengono curati i malati di ebola. Eppure c’è chi si chiede ancora quale sia la loro utilità, in un continente, quello africano, dove gli aiuti umanitari spesso si fermano a farmaci scaduti e qualche vaccino.

«I feriti di guerra non sono solo le persone mutilate, i feriti da mina. Le conseguenze della guerra sulla salute della popolazione vanno oltre e si riflettono anche sulle donne in stato di gravidanza, cui viene tolta la sicurezza di vivere serenamente la loro condizione». È questa la risposta di Gino Strada, quando gli viene chiesto perché Emergency ha aperto un centro di maternità in Panshir. Lì ci sono 750 parti al mese, tanto che è stato necessario un ampliamento data la richiesta.

E qui inizia la discussione sul vero significato di “salute disuguale”, tema del Festival di quest’anno a Trento. I Paesi poveri meritano lo stesso trattamento sanitario di quelli più abbienti? Secondo Emergency sì. Questa visione si realizza portando negli ospedali la bellezza (il prossimo ospedale di chirurgia pediatrica sul lago Vittoria, in Uganda, lo sta progettando Renzo Piano). Ma anche cure all’avanguardia (come la già citata terapia intensiva in Sierra Leone, un Centro di cardiochirurgia in Sudan, un ospedale di chirurgia pediatrica in Uganda).

Ma alla radice di tutto c’è una battaglia. Emergency agisce per l’abolizione della guerra perché «non si può cercare di renderla più umana, la si può solo abolire».

Gino Strada al Teatro Sociale di Trento, gremito, ha lanciato un appello finale, accorato: «Bisogna esprimere il proprio no alla guerra. Se su questo tema si trovasse il mezzo giusto per fare esprimere i cittadini, sono sicuro che ci sarebbe un plebiscito».

Micaela Sehovic

Ciao! A volte scrivo, ma non pubblico, faccio volontariato qua e là e nel tempo libero studio Giurisprudenza.

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