La giornata del rifugiato a Trento

Lo scorso 20 giugno c’è stata la Giornata Mondiale del Rifugiato, le iniziative legate ad integrazione e gestione dei migrati sono state molte.

Passeggiando per Trento, abbiamo incontrato il nostro collega di Giurisprudenza Emanuele Pastorino, redattore nella sezione Attualità de l’Universitario e dell’associazione Ali Aperte, e il volontario per il Centro Astalli Federico Matranga (anche lui aspirante giurista): i due universitari partecipavano ad una delle molteplici iniziative, raccoglievano firme per una proposta di legge.

Ciao Federico, per cosa hai raccolto firme? Me lo spiegheresti in breve?

Si tratta della proposta di legge su iniziativa popolare (sostenuta da Radicali Italiani, ASGI, ARCI, ACLI, Centro Astalli e molti altri) per sviluppare il sistema ad accoglienza diffusa (cd. “modello SPRAR”), che facilita integrazione sul territorio e nel tessuto sociale locale dei migranti. Non è certo l’approccio emergenziale della caserma fuori città – luogo dove di solito vari tipi di migranti vengono ammassati, senza peraltro risultati buoni a livello d’integrazione.

In pratica sono piccoli numeri di migranti sparsi in vari centri urbani (secondo proporzione e possibilità) e non grandi numeri in pochi centri.

C’è un secondo punto sull’accesso al mondo del lavoro, una facilitazione per i migranti potremmo dire: vengono istituite figure come il mediatore culturale, specializzate nell’indirizzamento lavorativo e inserite nei centri per l’impiego – chiaramente è considerato anche tutto l’aspetto assistenziale, che è lungo da spiegare.

La legge prevede anche un particolare permesso di soggiorno temporaneo, quale il permesso per la ricerca lavorativa o per altre esigenze; la regolarizzazione più rapida per immigrati irregolari radicati durante gli anni (attraverso lavoro, famiglia, et cetera) – già a livello giurisprudenziale, in varie Corti d’Appello e in Cassazione i legami sociali sono stati considerati come fondamentali, durante i ricorsi per diniego di protezione (sussidiaria e di rifugiato, ossia quelle internazionali, e quella umanitaria); infine abolizione del reato di clandestinità.

Emanuele, dove potremo trovare altri punti di informazione ed eventualmente raccolta firme?

Ce ne saranno sicuramente altri, durante eventi successivi a questo, poichè si punta alle 50.000 firme entro questo autunno, basta rimanere aggiornati – molte associazioni che hanno a cuore questa tematica si stanno coordinando, quindi renderanno noti gli eventi in maniera capillare. Noi vi faremo sapere!


N.d.A. Per ulteriori informazioni sulla proposta di legge di cui parlano Federico ed Emanuele, nell’interesse dei sostenitori intenzionati a firmare o dei critici, vi rimandiamo al sito di Radicali Italiani – ove è possibile reperire una sintesi come anche il pdf del testo integrale.

Francesco Desimine

Diplomato presso il Liceo Classico "Quinto Orazio Flacco" di Bari, frequenta il corso di Giurisprudenza Internazionale, Transnazionale e Comparata presso la facoltà di Trento. Appassionato di filosofia, sociologia, attualità nazionale e internazionale, geopolitica e sistemi agroalimentari. È stato uno dei fondatori della testata, membro del Collegio dei Probiviri, redattore e caporedattore della sezione Attualità de l'Universitario, dopodiché Presidente dell'associazione editrice del giornale.

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