Quando dorme l’Unione Europea, in Spagna la politica gioca a scacchi

SCACCO MATTO?

 

Quanto sono complicate le relazioni? Sono complicati anche i più basilari rapporti umani, che ci legano in maniera confusa, facendoci risvegliare improvvisamente attorcigliati e incastrati in una matassa indissolubile. Possiamo ben immaginare quanto oscuri debbano essere, per forza di cose, i rapporti fra gli Stati; in questo secondo caso a stridere, a rimanere incastrati nell’ingranaggio, non saranno più solo i pensieri più banali dell’individuo – con le sue idee, il suo modo di essere o di vedersi e apparire, i suoi più intimi desideri, vizi o virtù, giudizi o pregiudizi, et cetera. Sono i complessi giochi di potere a stridere in questo caso, con le loro pesanti conseguenze sulla vita di ogni giorno.

Perché l’iniziale fuoco indipendentista del “popolo catalano” s’è trasformato ora in un urlo silenzioso, lungo 20 giorni, di sperata e disperata mediazione? Due giocatori nascondono i rispettivi assi nella manica, consapevoli dell’altrui e col rischio di perdere se si gioca male. Stallo. Una guerra fredda dove il giocatore più debole, la Catalogna, attende che una folata di vento – un elemento necessariamente esterno, visto che Madrid di mediazione non ne vuole sapere – scompigli le carte in tavola e cambi gli equilibri del gioco.

Dal referendum ad oggi il governo catalano di Puidgemont si è mosso spasticamente cercando di effettuare un’operazione di “alta politica” in un doppio senso: una mediazione col governo centrale e l’attesa della folata di vento europea. Le risposte non potevano che essere più negative: l’Europa è rimasta impassibile, mentre il governo centrale è determinato a intervenire ex art. 155 – come reazione al fatto che il presidente catalano non ha dato risposta positiva all’ultimatum di Rajoy.

La misura ex art.155 è eccezionale, infatti non è mai stata adottata in ben 40 anni di Costituzione; se applicata, comporterebbe il controllo politico sulla comunità autonoma da parte dello Stato centrale. Il problema per gli indipendentisti è che da ultimo Rajoy non si è limitato a ribadire la minaccia, ma l’ha datata: oggi, sabato 21 Ottobre, un consiglio dei ministri straordinario approverà l’attivazione della suddetta misura, delibera da sottoporre al voto del Senato.

Per comprendere a che punto dei giochi ci troviamo dobbiamo ora rispondere a queste due domande:

Cosa prevede l’articolo 155 nello specifico? Come riporta LaPresse, si prevede la possibilità che una comunità che abbia violato la Costituzione o abbia agito gravemente contro gli interessi generali possa essere “obbligata” dal governo centrale (con le “misure necessarie”) a rispettare gli impegni imposti dalla Costituzione o da altre leggi; il tutto in funzione di “protezione” degli interessi nazionali.

Come si attiva? 1. Il Governo, quindi il premier Mariano Rajoy, invia una richiesta al Presidente della comunità in questione, Carles Puidgemont. 2. Rajoy presenta la sua proposta di misure di controllo dell’autonomia al Senato, che potrà approvarle con maggioranza assoluta (attualmente posseduta dal partito popolare di Rajoy). 3. La procedura di applicazione del 155 al Senato è a sua volta regolata dal 189, che prevede la presentazione da parte del Governo centrale di una proposta chiara per ciascuna delle misure specifiche che intende adottare.

Cosa potrebbe succedere quindi se l’articolo 155 venisse applicato formalmente? Con l’approvazione del Senato, il Governo potrà controllare le finanze della Generalitat – apparato amministrativo catalano, quindi comandare i dipartimenti, controllare la Pubblica Amministrazione, sciogliere il Parlamento. Il Governo centrale non potrà però adottare misure che comportino o presuppongano cambiamenti dello Statuto; per questo motivo gli esperti parlano non di soppressione, bensì di forte limitazione dell’autonomia catalana.

Per poter leggere i fatti dobbiamo considerare tutto il panorama politico spagnolo – catalano, che non è composto solo dal fronte di alta politica Rajoy – Puidgemont:

  • L’ANSA martedì 17 ottobre ci ha riportato l’arresto, con l’accusa di sedizione per le manifestazioni pacifiche del 20 – 21 settembre dei presidenti di due grandi organizzazioni indipendentiste, ANC e Omnium: Jordi Sanchez e Jordi Cuixart;
  • È sottoposto invece a misure cautelari (ritiro del passaporto ed obbligo di firma ogni 15 giorni) il capo dei Mossos d’Esquadra, la polizia catalana, Josep Lluis Trapero;
  • Il commissariato di Lleida dei Mossos d’Esquadra viene perquisito in questi giorni da agenti della Guardia Civil spagnola in borghese, con il compito – su ordine del giudice istruttore – di sequestrare materiale registrato / documentato nella giornata referendaria del 1 Ottobre.

Questi fatti irrobustiscono il sospetto che la ricostruzione della situazione fatta dal giovane attivista Martì Compte – nell’intervista rilasciataci pochi giorni – fosse veritiera. L’art. 155 sembra essere già stato applicato informalmente. La situazione si è trasformata da tesa a pericolosa. Molte le voci che auspicano in un intervento mediatore dell’Unione Europea; meno che il vento europeo non porti equilibrio, temo che riusciamo a intravedere la fine dei giochi, lo scacco matto.

 

http://www.lapresse.it/catalogna-cos-e-e-cosa-prevede-l-articolo-155-della-costituzione.html

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/10/17/catalogna-vicepresidenteno-repressione_2ad5c503-1865-4632-989b-659d48116fa4.html

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/10/17/catalogna-vicepresidenteno-repressione_2ad5c503-1865-4632-989b-659d48116fa4.html

 

 

Giorgia Crosetta

Diplomata all'indirizzo linguistico del liceo "G.B. Brocchi" di Bassano del Grappa ed attualmente laureanda in giurisprudenza a Trento. Ho una grande passione per le lingue, che non hanno mai smesso di arricchire la mia routine di colorati imprevisti... non da ultimo questa splendida opportunità di collaborazione con "L'Universitario" al progetto "stele di Rosetta" ! Amo con tutto il cuore viaggiare, conoscere, comprendere. Le sfide mi appassionano profondamente e con esse tutto ciò che mi stimola a crescere!

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