Al bar con ricercatori e medici trentini: iniziano gli aperitivi scientifici di RagionevolMente

E’ martedì sera, fuori il tempo è un po’ grigio, ma al bar di Uva e Menta c’è il solito via vai delle 18, l’ora dell’aperitivo. La saletta principale è occupata dagli avventori abituali del locale, la saletta adiacente, quella dall’ampia vetrata, invece, ospita un evento speciale: il primo incontro del ciclo “Tumori e Timori”, organizzato dall’associazione di divulgazione scientifica RagionevolMente.

Michele è un ragazzo alto con  i ricci castani. Stasera indossa un paio di occhiali da vista neri e una camicia blu. Sta cercando da qualche minuto di capire se l’app che ha appena scaricato sul suo telefono funzioni. Durante l’incontro, di cui sarà moderatore,  sarebbe comodo scorrere le slides dei relatori dal suo iphone. Nel frattempo, alla vetrata del bar bussa qualcuno. E’ una ragazza magra dai capelli mori. Si chiama Veronica. Chiede qualcosa a Michele, e cerca di richiamare l’attenzione dei membri di RagionevolMente; ha bisogno di qualcuno che la aiuti a montare il cartellone dell’associazione fuori dal bar.

Mancano pochi  minuti alle 18, nella saletta Michele, Veronica e gli altri membri dell’associazione hanno già sistemato tutto e i relatori, Alberto Inga, professore di genetica dell’Università di Trento e ricercatore al CIBIO e Fiorenza Soli, medico genetista presso l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento, sono pronti a parlare di tumori e del mondo della ricerca che ci ruota intorno.

Le sedie colorate disposte nella sala sono tutte occupate, alcune persone sono costrette a rimanere in piedi. Studenti universitari, signore e una coppia di signori di una certa età. Il pubblico è piuttosto vario. Michele, dopo i ringraziamenti di rito a coloro che hanno sostenuto l’evento, passa  la parola ai relatori e si entra subito nel cuore dell’argomento. Partono dall’abc: dalla giornata tipo di un ricercatore e di un genetista per arrivare poi a spiegare cosa sia un tumore, una cellula che nel processo di riproduzione e moltiplicazione commette un errore e perde la propria identità. Si discute di familiarità, ereditarietà e dell’incidenza del caso sulla percentuale di possibilità che una persona possa contrarre questo male, ma anche delle possibilità di mappare il proprio dna per capire se ci siano possibilità di prevederne l’insorgenza.

La dottoressa Soli si sofferma su questo punto, mostrando una slide con la copertina del settimanale TIME raffigurante l’attrice Angelina Jolie  dal titolo un po’ enigmatico: “ The Angelina Effect”. Non tutti sanno, infatti, che Angelina si è sottoposta a un intervento di duplice mastectomia per prevenire il rischio di sviluppare un cancro al seno. La Jolie racconta l’esperienza in un articolo sul New York Times, “My medical choice”. L’attrice ha infatti dichiarato di avere la mutazione del gene BRCA1 e secondo i medici aveva l’87% di rischio di sviluppare il cancro alla mammella e il 50% di rischio di sviluppare il cancro alle ovaie, dato che la madre, la nonna e la zia erano morte per la stessa causa e che ora, grazie all’asportazione delle mammelle, le probabilità sono calate al 5%.

Dopo l’annuncio della mastectomia, il settimanale statunitense TIME le dedica una copertina. Il 24 marzo 2015 annuncia, sempre sul New York Times, di essersi sottoposta anche a ovariectomia, per abbattere le probabilità di soffrire di cancro alle ovaie. La vicenda ha aperto una discussione a livello mondiale su test genetici e interventi chirurgici preventivi. La dottoressa Soli sottolinea quanto sia stata importante la storia di Angelina Jolie perchè ha permesso di portare all’attenzione dell’opinione pubblica l’ipocrisia di fondo di chi critica la scelta di ricorrere ad interventi chirurgici così invasivi. Porta l’esempio di un articolo molto duro di un noto quotidiano italiano in cui si criticava la decisione della Jolie. “La scelta è personale e la donna deve essere libera di poter far ricorso a questo tipo di soluzione o all’alternativa: una sorveglianza stretta, con esami ravvicinati, per intercettare precocemente un eventuale tumore. Ovviamente nel primo caso è possibile ridurre il rischio fino al 97 per cento, nel secondo non si ha questa certezza”.

Il pubblico è attivo e apprezza le tematiche trattate. Infatti, sia gli studenti universitari  che i semplici cittadini pongono domande ai relatori. Una signora, ad esempio, prova a chiarirsi un po’ le idee. E’ vero che il tumore si nutre di glucosio? Risponde positivamente il professor Inga, precisando immediatamente: “ Le cellule tumorali si nutrono di glucosio ma questo non significa che riducendo o eliminando gli zuccheri dalla nostra dieta il tumore arresti la propria crescita. Queste cellule sono organizzate in modo molto complesso e non basta questo piccolo accorgimento per stanarle, anche se ovviamente secondo alcune ricerche una dieta specifica può portare a dei benefici per il malato.” Dopo un ampio giro di domande, Michele invita a partecipare ai prossimi incontri di “Timori e Tumori” per soddisfare tutta questa curiosità con RagionevolMente e dà appuntamento a tutti l’8 Maggio a  “ Cancro: che fare? Tra cure e falsi miti”e  il 12 Giugno a “Chi vive sano, va lontano! Tumori e cattive abitudini”.

“Chi vuole capire come si fa divulgazione scientifica e mettersi in gioco può contattarci tramite la nostra pagina Facebook  e iscriversi all’associazione. Fuori piove a dirotto, sono da poco passate le sette e dopo aver nutrito la nostra curiosità, è ora di rinfrescarsi il palato con una buona birra artigianale in compagnia.”  Michele non poteva trovare una conclusione migliore per questo primo aperitivo scientifico.

Giulia Castelli

Studio Giurisprudenza, ogni tanto scrivo. Fondatrice ed ex presidente dell'associazione editrice de l'Universitario.

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