Che fine hanno fatto i minori? DDL Pillon.

Siamo abituati a lottare sempre per conseguire il raggiungimento dei nostri diritti. Lo siamo un po’ meno quando vediamo toglierci questi diritti. È quello che sta accadendo in questo periodo con la legge Pillon. A titolo informativo, l’AULA ( Assemblea Universitaria di Lotta e Autogestione) e Non una di meno – Trento, hanno organizzato una formazione sulla legge DDL Pillon. Sicuramente nell’ultimo anno ne avrete sentito tutti parlare. Quanti di noi però sanno veramente di cosa tratta?

Simone Pillon, avocato e senatore leghista, è l’artefice di questa legge molto discussa fuori e dentro il suo partito. Conosciuto per essersi schierato contro le unioni civili e l’aborto, il disegno di legge è per lui un modo per difendere il nucleo famigliare.

La legge prevede la mediazione obbligatoria per le coppie in via di separazione con figli al scopo di definire la vita del minore. La maggior parte della legge è appunto focalizzata sul rapporto genitore-figlio. Come il tempo da trascorrere con entrambi i genitori, suddiviso in circa 12 giorni al mese con entrambi. Il minore così si ritroverà ad avere due domicili e le attività organizzate nell’arco di questo tempo. Non sarà scelta del minore decidere le attività, in quanto esse saranno stabilite dal piano genitoriale.

Un’altra questione che preoccupa tanto Pillon è l’assegno di mantenimento, che in seguito alla pianificazione del tempo verrà abolito. Infatti il mantenimento diretto mira alla ripartizioni delle spese in proporzione al reddito concordato con il mediatore. Se tale accordo verrà a mancare, la somma sarà decisa dal giudice.

Inoltre, in caso di rifiuto del figlio di vedere uno dei genitori, l’altro potrà essere accusato di aver manipolato il minore. In questo caso il giudice potrà togliere la responsabilità genitoriale a quest’ultimo. Nell’estremo caso di violenza domestica infine, quest’ultima sarà considerata reato solo nel caso in cui “la condotta violenta sia continuativa”

Questi sono solo alcuni punti del disegno di legge ideato dal senatore della Lega. Legge che, fin dalla sua prima apparizione, è stata molto discussa. Dagli operatori sociali ai movimenti femministi, fino alle associazioni per la tutela dei minori: il 10 novembre scorso sono scesi in molte piazze italiane, inclusa Trento, a protestare questa legge che sembra favorire più l’uomo che la donna.  Ma questa non dev’essere una lotta tra i due sessi ,bensì una lotta volta a salvaguardare i diritti dei minori. La parte lesa maggiormente in questa legge, visto come un oggetto incapace di intendere e volere. Il minore ha l’unico scopo di essere spartito in parti uguali tra i genitori. Tutto sembra tranne la normalità per un essere umano. Questa legge ci deve aprire gli occhi sul ruolo che il minore ricopre nella società: insignificante.