Autogestione in UNITN | chi, perché, quo vadit?

Cosa succede a Sociologia? Stanno autogestendo, occupando, entrambe le cose? Ci sono state delle attività nel colorato atrio della Facoltà “sessantottina”? Per comprenderlo e spiegarlo ai lettori di altre Facoltà o studenti che vivono l’Università di fretta – tra una lezione, un caffè e appunti da sbobinare – abbiamo seguito la pagina di AULA (Assemblea Universitaria di Lotta e Autogestione) e preso parte ad una delle assemblee.


PRIMO GIORNO

Il 21 novembre un’assemblea composta da studenti e studentesse decide di utilizzare l’atrio come spazio autogestito. Come mai?

Lo spazio che il Dipartimento pensa di consacrare all’autogestione attende tutt’oggi che una ditta di pulizie vinca l’appalto. I ragazzi vogliono essere presi seriamente in considerazione e ricevere uno spazio alternativo o accelerare l’iter, dunque danno luogo ad un’assemblea permanente per promuovere l’utilità di uno spazio comune; la promozione consiste in un una moltitudine di attività aperte a tutti.

SECONDO GIORNO

Il secondo giorno di autogestione inizia alle 8.00 del mattino, con una brutta sorpresa però: lo striscione appeso fuori dall’atrio è per terra ed i calendari delle attività sono strappati. La giornata prende comunque il via, come da scaletta, con la colazione – “a offerta libera” – per tutti gli studenti. La mattinata è continua con l’allestimento dell’atrio come aula studio, fino all’ora di pranzo. Il numero dei partecipanti è simbolico, molti studenti ne vogliono sapere di studiare lì. Dopo pranzo l’assemblea si riunisce per discutere come si sarebbe svolto il terzo giorno. Alle 18.00 viene proiettato il film statunitense “BlacKkKlansman”, sul tema del razzismo. La giornata si conclude con la chiusura del edifici.

TERZO GIORNO

Il terzo giorno incomincia con lo spostamento dello spazio autogestito dall’atrio all’ingresso dell’edificio; questo perché l’Università ha in programma altri eventi che coinvolgono l’atrio. I ragazzi continuano con la loro scaletta nonostante tutto. Verso le 11.00 si tiene un corteo per sensibilizzare gli studenti circa la tematica dell’autogestione. Alle 18.00, in contemporanea alla conferenza del Presidente della Provincia Maurizio Fugatti con rappresentanti del corpo nazionale degli Alpini, Arte Migrante Trento si unisce all’assemblea per balli, canti e condivisione di storie personali.

QUARTO GIORNO

Il quarto giorno molti ragazzi sono assenti, causa manifestazione nazionale contro il DDL Pillon a Roma. Dopo pranzo si gioca a calcio, prima del solito pomeriggio di studio. Alle 18.00 stati nuovamente costretti ad uscire dall’atrio, a causa di eventi altri organizzati dall’Università.

QUINTO GIORNO

Il quinto giorno si regista un’affluenza significativa di studenti: segnale che l’iniziativa dei ragazzi sta suscitando sempre più interesse. Dopo il consueto programma dalle 16.00 alle 18.00 si tiene l’auto-formazione sul sistema d’accoglienza in Trentino. A seguire, si svolge l’assemblea di gestione dell’atrio, per fare il punto della situazione: in questa occasione si decide di fare un altro corteo, per esercitare più pressione sui dirigenti del Dipartimento e dell’Ateneo. La serata si conclude con il cantautore trentino Luciano Forlese.

SESTO GIORNO

Il sesto giorno si svolge normalmente. Alle 16.00 l’assemblea, dove si discute di come “portare avanti la lotta”. Non vedendo apertura da parte dell’Università, decidono di continuare fino a che non raggiungeranno il loro obiettivo. Alle 18.00 si guarda un documentario “Binxet, sotto il confine” e s’affronta una realtà poco conosciuta, quella dell’esperienza rivoluzionaria e del confederalismo democratico nella Siria del Nord. La serata prosegue fino alle 23.00.

SETTIMO GIORNO

Il settimo giorno l’assemblea viene convocata alle 11.00 per discutere come “proseguire la lotta”, dopo aver ricevuto risposte poco specifiche dai direttivi. Si decide di proseguire con le attività. Alle 16.00 si tiene l’auto-formazione sul sindacalismo di base, argomento di tesi di uno dei ragazzi. Segue il film “L’economia della felicità”, che tratta del mercato di stampo capitalista. Come tutti i giorni, i ragazzi hanno pulito l’atrio autogestito.

OTTAVO GIORNO
L’ottava mattinata si è svolta come di consueto: colazione collettiva, aula studio, pranzo sociale. Alle 16:00 c’è stata l’autoformazione sull’università negativa, dove, partendo dalle riflessioni di Marcuse e della scuola di Francoforte, sono stati trattati i punti principali del documento sull’università negativa, redatto e messo in pratica negli anni ’60 dagli studenti di Sociologia, a Trento. Alle 18:00 è stato proiettato il documentario “Cowspiracy: The Sustainability Secret”, in merito alla questione ambientale, e alle conseguenze di un’alimentazione su larga scala basata principalmente su proteine animali. Successivamente alla proiezione è stata tenuta l’assemblea, dove si è deciso, visto l’ormai garantito ottenimento dell’aula, di portare avanti il percorso dell’atrio fino a venerdì pomeriggio, per poi spostarsi all’interno del nuovo spazio autogestito.

 


Resoconto dell’Assemblea di giovedì 28 novembre a cura di Gresa

Dopo le “otto giornate di Sociologia”, giovedì 28 novembre, l’assemblea per l’autogestione si riunisce per fare il punto della situazione. Questa volta ci siamo anche noi de l’Universitario. Non conoscendo bene le ragioni del trambusto degli ultimi giorni e percependo disinformazione generale sulla questione, c’è sembrato doveroso approfondire. La prima cosa apprendo – ammetto che non la sapevo – è stata la differenza tra occupazione e autogestione. Si differenziano nel fatto che la prima è una forma di protesta illegale, mentre la seconda consiste in una gestione concordata di uno spazio da parte degli studenti, i quali svolgono in autonomia le proprie attività. L’obiettivo dell’assemblea, dunque, è solo quello di farsi ridare l’aula – la cui gestione è stata revocata lo scorso maggio.

 

Il rapporto con le istituzioni universitarie ed i ragazzi che gestiscono lo spazio è tranquillo per tutta da durata dell’esperienza, tuttavia proprio il 28 novembre il Rettore Paolo Collini ha chiesto al Direttore di Sociologia di far liberare gli spazi quanto prima. Tuttavia la situazione è tornata distesa con la concessione dell’aula Rostagno come spazio autogestito.