Dagli Stati Uniti all’Italia, il morbillo fa ancora parlare di sé

di Emanuele Cattani – OpenWetLab

Mai sentito parlare di vaccinazione contro il morbillo? È un argomento di cui si legge sui giornali e su internet talmente spesso che pare quasi strano non sentirne parlare per un’intera settimana. Mi sembra quasi che, finalmente, una malattia potenzialmente mortale (110.000 morti nel mondo nel solo 2017), con un livello di contagiosità elevatissimo (il 90% dei non vaccinati che entrano in contatto con un malato si ammalano a loro volta) e che in Europa potrebbe già essere inesistente (come dimostrato già nel 2004 con un esperimento in Venezuela o con il caso degli Stati Uniti nel 2000) da un pezzo effettivamente sia sul punto di sparire.

Poi arriva la mattina dopo ed eccolo lì: “Una contea di New York dichiara l’emergenza morbillo, bandendo i bambini non vaccinati (contro morbillo-parotite-rosolia, non essendo disponibile il vaccino monovalente) dai luoghi pubblici” e tutto ricomincia da capo.

Nel 2018, nello stato di New York e nel New Jersey sono stati registrati centinaia di casi di morbillo, oltre la metà di quelli degli interi Stati Uniti. Nello specifico, la comunità ebraica ultraortodossa della Grande Mela è stata particolarmente colpita, causa l’arrivo durante l’autunno di molte persone provenienti da Israele o da zone dell’Europa che in quel momento presentavano una certa diffusione di contagiati. Il vero problema, come registrato dal commissario alla salute di Rockland County (la contea in cui vive la comunità in questione), è la scarsa copertura vaccinale, che si attesta intorno al 60%, ben sotto la media statale del 92,5% (come indicato nello stesso articolo del Times), oltre alla mancanza di collaborazione da parte della popolazione nel comunicare tempestivamente la presenza di nuovi casi. Per ragioni di sicurezza pubblica, quindi, i bambini non vaccinati sono stati banditi da luoghi pubblici tra cui ristoranti, scuole, centri commerciali e luoghi di lavoro.

Come riportato nello stesso articolo del New York Times i genitori dei bimbi non vaccinati si sono astenuti da questa pratica in quanto hanno letto della loro pericolosità. Non è la prima volta che si sentono sollevare obiezioni sull’efficacia dei vaccini, e certo non sarà l’ultima, ma vanno messi in chiaro alcuni aspetti che forse molti sottovalutano. Cavallo di battaglia dei detrattori è la presenza di “effetti collaterali anche gravi” di queste iniezioni, ma probabilmente tutti quanti avete letto questa affermazione a velocità aumentata, come fanno gli speaker nelle pubblicità dei medicinali. Perché sì, ogni singolo farmaco al quale possiamo pensare può produrre effetti collaterali anche gravi.

Per mia personale curiosità mi sono permesso di sbirciare (cosa che non ho mai fatto in vita mia) nel foglietto illustrativo di uno dei farmaci più diffusi, e forse anche più abusati, che la maggior parte della popolazione possiede in casa propria: la Tachipirina. Al punto 4, dove si parla degli effetti avversi, notiamo reazioni allergiche che possono anche provocare gonfiore di gola, mani, piedi e caviglie, reazioni da shock anafilattico, funzione anomala del fegato, riduzione dei globuli bianchi o di piastrine nel sangue, infiammazione dei reni, sangue nelle urine e altro ancora. Eppure, nessuno è mai andato in piazza protestando contro queste gravi controindicazioni a manifestare contro la casa farmaceutica che produce questo medicinale. Molti di noi non hanno mai nemmeno letto il bugiardino, cosa che andrebbe fatta sempre e comunque anche prima di utilizzare medicinali della cui efficacia siamo completamente convinti. E ce ne accorgiamo perché la febbre scende, ci sentiamo meglio, ci allevia un poco il dolore. I vaccini non sono così fortunati, paradossalmente meno la popolazione si accorge della loro efficacia più significa che sono efficaci.

Naturalmente per l’occasione sono andato a spulciare anche il foglietto illustrativo del vaccino MPRV (morbillo, parotite, rosolia, varicella), che come tutti gli altri può essere trovato sul sito dell’AIFA (agenzia italiana del farmaco). Sempre al punto 4 leggiamo della possibilità di febbre e arrossamenti nel sito di iniezione (il che capita pressoché sempre), diarrea, vomito, gonfiore alle ghiandole linfatiche fino agli effetti più rari come tosse, bronchite, convulsioni febbrili e infezioni all’orecchio medio. Solo in pochissime occasioni GSK (l’azienda che ha rilasciato milioni di dosi di vaccino in tutto il mondo, e alla lettura della cui scheda informativa, in inglese, vi rimando per capire meglio la frequenza reale di tutti questi effetti collaterali) hanno riscontrato effetti invece molto gravi come infezioni non permanenti al cervello risultanti con difficoltà “passeggera” di movimento.

Giustamente, però, ci si potrebbe chiedere perché rischiare questi effetti dannosi, seppur in percentuali pressoché trascurabili ribadisco. La risposta è che le malattie dalle quali veniamo protetti tramite i vaccini sono per la maggior parte contagiose (il tetano, ad esempio, non lo è) e tutte potenzialmente mortali. Ci possiamo anche limitare ai nostri quotidiani nazionali per vedere quanto, effettivamente, le morti causate da queste malattie prevenibili siano reali, e non sono invenzione delle case farmaceutiche che li producono.

A questo punto, però, bisogna chiedersi: perché mai si è arrivati a prendere misure tanto drastiche in materia? Perché la scelta di bandire i bambini dai luoghi pubblici? Pur di prevenire ulteriori casi contagio e morte dovuti al morbillo molte misure considerate “forti” sono state adottate. Come in Italia, secondo la legge vigente dall’inizio del 2018 i bambini non vaccinati non possono accedere alla scuola materna e agli asili nido. La frequenza della scuola dell’obbligo, invece, è possibile solamente previo pagamento di sanzioni amministrative fino a 500 Euro. Con questi provvedimenti le autorità vogliono non solo far sì che i più giovani siano protetti, in maniera sicura, da malattie gravi, ma anche aumentare la percentuale dei futuri adulti vaccinati. Perché sono proprio loro, in realtà, la parte principale dell’insufficiente copertura nel mondo, essendo i primi a non fidarsi del medicinale che, in assoluto, è il più controllato e sicuro tra tutti quelli che si possono trovare sul mercato.

Redazione

La redazione de l'Universitario è composta perlopiù da studenti dell'Università di Trento

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