L’UniversiTrash – Trash di cittadinanza

– di NonSonoIo

Il reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del M5S, ci ha regalato non solo un governo di bobba, ma anche tante emozioni. La prima volta che sentii parlare di questa cosa qui, fu grazie al documentario di Mondovisioni, Free Lunch Society. Un’idea che non mi era sembrata così stupida e che mi ricordava la nuova concezione di orario lavorativo ridotto che sta avendo sempre più seguito nei luminari paesi nordici. Ancora non sapevo che questo nuovo termine sarebbe ronzato nelle mie orecchie per tutta la scorsa campagna elettorale e successivamente. Ancor di meno mi aspettavo che lo introducessero davvero, così, de botto, senza senso. Chiariamoci: sono tendenzialmente a favore di misure che aiutino i cittadini, anzi, non vedo perché lo Stato debba dare assistenza solo quando si sfiora pericolosamente la povertà. Tuttavia questa proposta non arrivava da una parte propriamente affidabile e quindi suonava sospetta fin dagli albori. 

E infatti, qui non sarebbe corretto nemmeno parlare di reddito di cittadinanza, che è tutta un’altra cosa rispetto a quello che in realtà è solo un sussidio con maglie strettissime. Però proviamo a chiudere un occhio, anzi entrambi, respirare profondamente e lasciar passare anche questo termine. 

Con grande sorpresa la misura è stata da poco introdotta. Non è stato facile passare da un mero slogan a un contentino:

inizialmente il ministro dell’economia Tria sembrava dare qualche segno di cedimento… 

 

 

Poi il sito per fare domanda per il reddito di cittadinanza ha avuto qualche bug… 

 

Però dopo… 

 

Sorpresa:

  1. Il sistema è partito davvero!
  2. ah ma non erano un po’ di più gli importi?
  3. La pagina facebook dell’INPS è stata presa d’assalto, generando nuovi generi di intrattenimento e nuove forme di esaurimento ai social media manager dell’INPS che rendono il  DSM 5 obsoleto. 

 

 

Oltre che farci sorridere questi episodi ci danno molti spunti di riflessione. Evidentemente non bisogna solo migliorare le forme di assistenzialismo statale ma c’è un problema ancor più alla radice. Possiamo farci delle (grasse) risate sugli errori grammaticali di alcuni utenti sulla pagina ma non mi sentirei di attribuire a loro la colpa per la loro ignoranza: le istituzioni statali e scolastiche falliscono enormemente nel raggiungere le persone e nel garantire i basilari diritti. Anche noi studenti universitari ne sappiamo qualcosa… Forse non è qualche H in meno a costituire il problema. 

 

 

Ringrazio HipDem per i meme <3