Poplar 2025, alla scoperta dei Neoprimitivi: l’intervista

Anche quest’anno la suggestiva location del Doss Trento si è riempita di luci, persone e tantissima musica, che ha inondato la città per quattro giornate consecutive, dall’11 al 14 settembre. Protagonista dell’evento, che per gli studenti universitari ormai scandisce il passaggio dalla fine dell’estate all’inizio di un nuovo anno accademico, rimane la musica indipendente: il progetto artistico di Poplar prevede la ricerca continua di nuovi generi e sound sperimentali, di artisti emergenti e poco conosciuti da portare sul palco. Le nuove proposte condividono lo stage con personalità già affermate nella scena italiana e internazionale, in una mescolanza di performance variegate, creative ed immersive.

Tra le varie band emergenti è bene evidenziare quella dei Neoprimitivi, che si è esibita domenica 14 settembre al Doss Stage: progetto artistico giovanissimo, nato a Roma nel 2023, si compone di sei artisti, i quali tutti insieme contribuiscono a creare un’unità musicale collettiva, sperimentando nei loro brani diverse modalità di gestione del suono, in un coinvolgente ritmo ipnotizzante. Il loro album di debutto, Orgia mistero, ha subito catturato l’attenzione degli ascoltatori per la varietà di generi presenti al suo interno, mescolando rock e punk con un pizzico di tocco psichedelico.

Abbiamo parlato con la band per scoprire qualcosa di più su di loro:

C’è un significato dietro al vostro nome? “Neoprimitivi” si intende come un ritorno a una dimensione primordiale della musica e del mondo? Da cosa è nato?

Il nome della band in realtà trae ispirazione da Shock in my town, brano di Battiato dove nella prima strofa vengono citati proprio i Neoprimitivi (ho sentito / urla di furore / di generazioni, senza più passato / di neoprimitivi, ndr.). Il nome ci piaceva e abbiamo deciso di renderlo nostro, poi come spesso capita in questi casi nel tempo si elabora un significato più profondo, per dare una spiegazione di che cosa sia il nostro sound anche solo attraverso il nome della band. Per quanto riguarda noi l’idea dietro ai Neoprimitivi è quella di cercare di azzerare tutto quello che può già esistere di predefinito in termini di creazioni musicali, partire dalle macerie per poterci costruire sopra qualcosa di nuovo e autentico.

È difficile trovare informazioni su di voi! Sentite che la componente del mistero vi caratterizza, volete essere sfuggenti di proposito?

Guarda, probabilmente ci sono poche cose in giro su di noi perché siamo ancora giovani come band, dopotutto siamo nati nel 2023 e Orgia Mistero è la nostra prima uscita. In ogni caso la componente del mistero è intrigante, diciamo che va bene che ce ne sia un po’ ma non è imprescindibile per il nostro progetto.

articolo integrale su: https://www.ladige.it/cultura-e-spettacoli/2025/09/16/poplar-intervista-ai-neoprimitivi-1.4174112