Letteratura ai tempi del Covid-19: occasioni mancate e buoni propositi

L’isolamento forzato a cui l’emergenza sanitaria ci sta obbligando, ha messo in profonda crisi anche i lupi più solitari. Non esiste aspirante eremita che non abbia avvertito un brivido lungo la schiena di fronte all’improvvisa riduzione del campo d’azione alle quattro mura domestiche, di fronte all’inaspettata lontananza di tutti quei luoghi e di quelle persone che, fino a poco tempo fa, erano parte del nostro vivere quotidiano. Lungi dal voler fare dello sterile sentimentalismo, è tuttavia evidente che, dopo più di un mese di clausura imposta, la nostalgia della “vita pre-quarantena” comincia a farsi sentire. I decreti, però, parlano chiaro: i nostri nervi devono resistere ancora un po’, speriamo non molto. Potremmo pensare che, ormai, “non ci resta che piangere” oppure potremmo provare a cercare un modo per rendere un po’ meno amara questa situazione.

È questo che hanno provato a fare i ragazzi di TESLA (Tempi e Spazi Liberamente Attivi), l’associazione culturale nata nel 2013 su iniziativa di un gruppo di giovani di Molfetta. TESLA nasce come un “contenitore culturale” attraverso il quale condividere idee e progetti che spaziano dall’arte, alla musica, dalla letteratura al teatro. L’emergenza del Covid-19, come è noto, ha causato la posticipazione di tutti gli eventi in programma e i ragazzi dell’associazione sono stati costretti a reinventarsi. La proposta di TESLA è stata quella di realizzare delle dirette Facebook per poter vivere, anche se virtualmente, dei momenti di condivisione.

Una delle prime dirette è stata dedicata alla letteratura e ha permesso a tre diverse realtà, geograficamente molto distanti tra loro, di incontrarsi. Alla diretta hanno infatti partecipato Loreta Minutilli, la giovane scrittrice che ha da poco pubblicato il suo romanzo Elena di Sparta, Federica di Lecce l’ideatrice del blog letterario Decameron online e Danilo Ruggieri, titolare della libreria-caffetteria La pecora elettrica. L’obiettivo dell’incontro è quello di riflettere sulle conseguenze dell’emergenza sanitaria partendo dal confronto di tre esperienze individuali. Così rispettivamente da Bisceglie, nel profondo sud, da Bologna e da Roma, ciascuno degli ospiti ha espresso le proprie perplessità, i propri dubbi e le proprie angosce senza, tuttavia, farsi sopraffare da cattivi pensieri. Al contrario, dall’incontro sono emersi, incredibile a dirsi, anche dei “lati buoni” della qurantena, primo fra tutti l’uso intelligente del web.

La prima ad intervenire è stata Federica a cui la quarantena ha suggerito l’idea di un blog letterario interamente dedicato alla poesia. Significativamente chiamato Decameron online (link in fondo alla pagina), il blog è stato inaugurato il 16 marzo ed ha come obiettivo quello di aprire una via di fuga mentale attraverso cui esorcizzare l’oppressione della quarantena. É stato concepito come una sorta di diario collettivo per raccogliere, custodire e condividere le emozioni e gli stati d’animo di autori e lettori. L’intento è stato raggiunto e molti aspiranti e giovani poeti hanno trovato lo spazio ideale per far fluire i propri pensieri. Il web, che di certo non sostituisce il piacere delle chiacchiere tra amici, può in quest’ottica essere uno strumento di aggregazione e di reciproco sostegno.

Anche per la giovane scrittrice Loreta il web è ricco di risorse che bisogna soltanto avere il tempo e la voglia di scoprire. Visto che, in questo periodo, di tempo ne abbiamo abbastanza e che la voglia di imparare cose nuove non è mai troppa, proviamo a capire cosa la misteriosa e inestricabile “rete” riserva agli amanti della letteratura. Ad esempio, sono interessanti alcuni blog letterari come Il Rifugio dell’Ircocervo, diretto dalla stessa Loreta, Crack, Narradom e Risme (link a fine pagina) che mettono a disposizione brevi racconti nati dalla penna (e dalla tastiera) di aspiranti scrittori. Pubblicare racconti online non significa solo dare agli appassionati l’occasione di scoprire nuovi talenti letterari ma vuol dire anche dare una spinta a tutti coloro che amano scrivere, spronarli a varcare la soglia dell’affascinante, seppur complesso, “universo del libro”. Inoltre avere sempre a portata di smartphone brevi racconti potrebbe rendere meno tediose le attese alla fermata del bus, le code nei supermercati o i viaggi in metro. È vero che il freddo schermo di uno smartphone non ha nulla a che vedere con il profumo della carta stampata, com’è vero che leggere brevi racconti online durante piccoli ritagli di tempo non esaurisce di certo il desiderio della lettura, ma è pur sempre un modo alternativo per occupare piacevolmente la mente.

Un po’ più scettico appare Danilo, da sempre legato alla dimensione comunitaria della libreria indipendente. Il titolare di La pecora elettrica ha dovuto affrontare periodi non meno bui di quello dell’emergenza sanitaria a causa degli incendi dolosi che hanno colpito per ben due volte la sua attività e non cerca risposte immediate. Memore di quella sensazione di disorientamento provata alla vista della sua libreria ridotta in brandelli, Danilo è più interessato agli effetti di lungo periodo della quarantena. Che ne sarà della realtà comunitaria? A vincere sarà il desiderio di riprendere tutto quello che il virus ci ha portato via o la diffidenza e la paura del contagio prenderanno il sopravvento? La speranza è che questa interminabile permanenza domestica alimenti in ciascuno di noi la voglia di vivere i luoghi e di godere anche del più piccolo momento passato in comunità.

La diretta si conclude con un augurio a non darsi per vinti e a continuare, per quel che si può, a portare avanti progetti e iniziative.

Il viaggio alla scoperta degli effetti da Covid-19 non può non fare tappa a Trento, luogo di nascita del nostro amatissimo “l’Universitario”. Mi faccio per un momento portavoce di redazione e direttivo per dirvi che, ahimè, abbiamo dovuto incassare qualche colpo anche noi. Eravamo pronti al lancio del nostro cartaceo n.12 dedicato ai “Ruggenti anni Venti” e avevamo anche organizzato una spettacolare festa a tema con tanto di piume, panciotti e paillettes, ma il coronavirus ci ha preceduto e ha preceduto anche i decreti di “papà” Conte con un solenne: “questa festa non s’ha da fare”.  Non contento, il nostro amico, ci ha costretti a riconsiderare, posticipare e sospendere molti dei nostri progetti. Non è facile ma ce la stiamo mettendo tutta. Il nostro sito web è attivo più che mai e stiamo sperimentando nuovi formati audio e video. Per le riunioni di redazione e di direttivo non prenotiamo più la sala del Collegio Bernardo Clesio, ma apriamo un link su Zoom. Inutile dirvi che la differenza c’è e si sente (ok, asciughiamo la lacrimuccia) ma, tolti i canonici problemi di connessione, il nostro giornale va avanti.

L’intento di questo rapidissimo viaggio a tappe, da Bisceglie a Bologna, da Molfetta a Trento, passando per Roma, era quello di indagare come gli amanti della letteratura abbiano reagito alla quarantena e alla conseguente chiusura di biblioteche e librerie. Siano essi autori di romanzi, poeti, scrittori, librai, bibliofili, studenti o topi di biblioteca, l’esito della ricerca è che sono tutti sulla stessa barca e stanno cercando un modo per ricreare, in direct, nel perimetro delle rispettive stanze, il clima di elettrizzante euforia che la quarantena ha temporaneamente messo in pausa.

LINK

DECAMERON ONLINE

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IL RIFUGIO DELL’IRCOCERVO

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CRACK

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NARRADOM

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RISME

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