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Archivi della categoria: Tempo libero

SOLITUDINE: la sensazione che ci angoscia

“In my solitude, you haunt me with dreadful ease of days gone by […..]. I sit in my chair and filled with despair. There’s no one could be so sad. With gloom everywhere, I sit and I stare; I know that I’ll soon go mad”In

Chi è Spleen?

Ciao ragazzi, prima di cominciare a parlare del progetto Spleen, vi chiedo una breve presentazione! Vincenzo Braia: Io sono Vincenzo Braia, ho 22 anni -23 il prossimo 2 gennaio-, e sono al 4o anno di Giurisprudenza. Nato a Gravina in Puglia, quindi pugliese. Sono un

Fumetto: un genere minore? Il graphic journalism di Takoua Ben Mohamed

Non ho mai letto molte graphic novels. Probabilmente perché, condizionata dal parere di alcuni professori e dall’opinione generale, pensavo che mentre leggere libri significava “aprirsi nuovi orizzonti” e “ampliare la propria cultura”… (aggiungi altri clichés a piacere), leggere graphic novels fosse una mera perdita di

Libri dal mondo: “Febbre bianca” di Jacek Hugo-Bader

L’autore di questo reportage compie un viaggio in solitaria a bordo di una jeep modificata attraverso la Siberia, da Mosca a Vladivostok, in pieno inverno. Fra incontri con hippie, pastori di renne, una chiacchierata con Kalashnikov e con svariate prostitute, ci racconta la Russia e la Siberia contemporanea.

Romanzi e ricette. ‘Peperoncino fresco a colazione’

Ad Hastings, nel Minnesota, non c’è nemmeno uno Starbucks. Se abitassi lì e avessi voglia di un frappuccino al caramello senza panna e con latte di soia dovresti andare nella vicina cittadina di Cottage Grove, a undici chilometri. Hastings è solo un minuscolo puntino sulla

Stream Life – per un binge watching di qualità

“Stream life, because there’s no place I can go. Stream life, it’s the only life I know”. Qualcuno di voi avrà forse riconosciuto la parodia improvvisata del refrain di “Street Life“, uno dei più famosi brani Jazz-Funk di sempre, interpretato da Randy Crawford sulle note

Libri dal mondo: “Americanah” di Chimamanda Ngozi Adichie

“Iniziò a sentire la macchia di una vergogna crescente che le si diffondeva addosso, vergogna per averlo ringraziato, per avere fatto delle sue parole ‘sembra americana’ una ghirlanda da mettersi attorno al collo. Perché mai avrebbe dovuto essere un complimento, un risultato ottenuto, il fatto

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