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Pillola internazionale del 7 luglio 2020

di Eugenia Gastaldo e Francesco Moreschi

Iran| Un incendio è scoppiato in uno dei più importanti siti per la produzione di uranio arricchito a Natanz, in Iran. I danni provocati dall’accaduto rallenteranno il programma atomico della Repubblica islamica. Il Supremo Consiglio per la Sicurezza Nazionale iraniana ha dichiarato di non voler rivelare i motivi dell’incidente per motivi di sicurezza. Tuttavia, alcune fonti rivelano che l’incendio potrebbe essere stato causato da cyberattacchi compiuti da una potenza straniera, forse Israele.

Venezuela | Il Consiglio Nazionale Elettorale del Venezuela (Cne) ha annunciato che il 6 dicembre prossimo si terranno le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea Nazionale per la legislatura 2021-2026. Il leader dell’opposizione Juan Guaidó ha parlato di farsa per la mancanza di garanzie democratiche e afferma che il popolo venezuelano non riconoscerà la nuova assemblea, così come non l’ha fatto in occasione delle presidenziali del 2018.

Russia | La riforma costituzionale voluta dal presidente Putin è stata approvata tramite referendum dal 78 % dei votanti, con un’affluenza del 67 %. La riforma consentirebbe al presidente di rimanere in carica fino al 2036, cioè 12 anni in più dalla fine del suo attuale mandato. L’opposizione ha attaccato il referendum, ribadendo che il risultato non rappresenta la reale opinione pubblica della cittadinanza e denunciando lo svolgimento poco chiaro del referendum e le forti pressioni dei media russi e di molte compagnie, finanziate da organi statali, sui votanti.

Cina | Il presidente Xi Jinping ha promulgato la nuova legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong, che verrà ora inserita nell’Allegato III della costituzione dell’ex colonia britannica. La legge, entrata in vigore il 1° luglio, permette di punire più severamente i reati di secessione, sovversione, terrorismo e collusione con forze esterne, prevedendo l’ergastolo come pena massima. Il governo centrale cinese istituirà nei territori di Hong Kong un’agenzia sulla sicurezza nazionale, i cui consulenti saranno incaricati di sorvegliare l’applicazione della legge e processare i trasgressori più gravi nei tribunali della Cina continentale.

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