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Pillola internazionale del 14 luglio 2020

a cura di Eugenia Gastaldo e Francesco Moreschi

Turchia| Il 10 luglio il Consiglio di Stato turco ha annullato il decreto del 24 novembre 1934 del presidente Mustafa Kemal Atatürk che trasformava la cattedrale di Santa Sofia in un museo, un importante passo nella laicizzazione della nazione. In seguito alla pronuncia del Consiglio di Stato, il presidente Recep Tayyip Erdoğan ha emanato un decreto per la riconversione della cattedrale, patrimonio dell’umanità, in una moschea. È possibile che gli affreschi della cattedrale raffiguranti scene religiose cristiane siano coperti. L’Unesco ha richiesto alla Turchia un dialogo in merito. Grecia e Stati Uniti hanno condannato l’atto come “una provocazione al mondo civilizzato”.

Stati Uniti | La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che il presidente Donald Trump dovrà fornire le proprie dichiarazioni dei redditi, mai diffuse, ai procuratori dello Stato di New York che stanno indagando su di lui. Le dichiarazioni non saranno consegnate al Congresso, che ne aveva fatto richiesta, prima delle elezioni presidenziali di novembre. L’indagine riguarda i soldi versati dall’ex avvocato di Trump, Michael Cohen, a due donne per non raccontare della loro relazione con il Presidente. Il sospetto è che siano stati usati i fondi del comitato elettorale.

Serbia | Molte proteste e manifestazioni sono sorte contro il presidente Aleksandar Vučić e la sua gestione della crisi sanitaria. Nelle scorse settimane, il governo avrebbe diffuso dati dei contagi sottostimati e avrebbe allentato le restrizioni troppo presto per permettere la riapertura delle attività e il voto alle elezioni parlamentari, causando però un aumento notevole dei contagi. Le proteste sono state duramente represse dalla polizia.

Malta | 52 persone a bordo della nave Talia sono sbarcate sulle coste maltesi dopo cinque giorni di attesa in mare, durante i quali i governi di Italia e Malta avevano negato la concessione di un porto sicuro, non ritenendosene obbligati. La nave, battente bandiera libanese e usata per scopi commerciali, aveva ricevuto una richiesta di aiuto dalla Ong Sea-Watch, che aveva individuato un’imbarcazione in difficoltà nella zona SAR maltese, anche se più vicina in linea d’aria a Lampedusa.

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