Google segna i tuoi spostamenti per più di 5 anni, se non attivi la cancellazione manualmente: ma non sa ancora dove abito.

Se non si attiva la cancellazione automatica degli spostamenti antecedenti a 3 mesi su Google Maps, quest’ultimo immagazzina i dati dell’utente per molti anni – e questo vale per una serie di altre attività afferenti a Google. I miei risalgono al 2015, secondo la cronologia fornita da Google. Da bravo ignorante, non ne sapevo nulla.

Tutto questo è okay, lo fanno per fornire un servizio (credo). Preferirei mi chiedessero palesemente di attivare l’immagazzinamento di dati piuttosto che chiedermi di attivare manualmente la cancellazione, ma del resto chi di noi ha veramente letto ciò che accettava creando un utente Google? Potrebbero avermelo già comunicato. Ciò che mi sorprende sono le deduzioni che Google Maps ha fatto su dove io abito, o dovrei abitare.

Nonostante io abbia segnato come “casa” un posto nel sud Italia, secondo un’analisi dei miei spostamenti fatta da Google Maps, casa mia è una salita (non abitata: ci sono uffici, una scuola e il muro del Castello del Buonconsiglio) a Trento; strada che porta al locale Bookique, i radical chic la conoscono. È comprensibile che l’analisi porti a pensare a Trento piuttosto che al meridione italiano, dato che lavoro e occasionalmente persino studio in Trentino. Tuttavia è interessante notare come Google Maps, dopo un’attenta analisi, non sia ancora in grado di calcolare i luoghi dove io staziono e svolgo la maggior parte delle mie attività.

Forse non fornisco abbastanza informazioni poiché limito il rilevamento della mia posizione. Forse l’algoritmo di calcolo o il rilevamento della posizione non sono ancora efficienti. Forse Google ha informazioni più accurate e non le condivide con l’utente. Forse a Google non interessa sapere questa info con precisione, bensì all’incirca cosa faccio e in che area mi sposto, così da poter aggregare il dato e non incorrere in violazioni della privacy.

Il caso più probabile mi sembra quest’ultimo, ma chi può dirlo: la mia comprensione della Gig Economy è ancora in salita verso la Bookique.

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