Poplar 2023, Day 3 – Intervista ad Anna Carol

Energia, talento e musica in grado di coinvolgere, la terza serata di Poplar si apre con la voce cristallina di Anna Carol, un inizio emozionante: le sonorità moderne ma anche malinconiche dell’artista bolzanina ci portano lontano e sono in grado di scaldare il pubblico.

Incontro poi Anna Carol alla fine della sua esibizione, con in sottofondo la musica del gruppo “Queen of Saba” che prosegue la serata, e con lo scenario mozzafiato della natura che ci circonda le faccio qualche domanda:

Ciao, innanzitutto complimenti per la tua esibizione, sei stata grande!

“Ciao, grazie mille, sono ancora emozionata.”

Immagino! Credi che palchi come quello del Poplar possano essere una vetrina per arrivare a chi non ti conosce ancora?

“Sicuramente i festival organizzati bene e con delle belle line-up sono l’essenza principale per noi musicisti. Noi capitiamo in questi posti bellissimi che sono delle piccole oasi temporanee e che hanno già un loro pubblico, quindi è anche un modo per farci scoprire da persone che altrimenti non ci cercherebbero, che magari sono già lì per qualcun altro. Sono date importanti e si vede la risposta della gente, si capisce subito quando c’è un pubblico aggiornato che segue un festival da un po’ di tempo!”

In riferimento a questa ultima tua risposta: parafrasando la tua canzone “Inutili”, “Dove ti vedi/come ti vedi fra due anni?”

 “Come ti vedi fra due anni? Io non ti vedo intorno…” (ride citando la parte successiva della sua canzone, ndr)

No no, io intendevo prendere solo la parte della domanda!

 “La prima parte… come mi vedo fra due anni… mi vedo sicuramente con un nuovo disco già uscito, con tanti altri concerti alle spalle e con un bagaglio di esperienze vissute che mi avranno fatta crescere ed evolvere.”

Quali sono le tue influenze musicali? Da cosa prendi ispirazione per la tua musica?

“Sono tantissime, c’è un percorso lungo che è praticamente un labirinto; si vivono vari momenti della vita e ciascuno di questi ci lascia qualcosa: a partire dal primissimo rock, il blues, il jazz… però le influenze che posso relazionare alla musica che faccio sono sicuramente da ritrovare nella musica inglese: una delle mie artiste preferite è Lianne La Havas, forse quella che più ho ammirato e che è stata, per altro, l’artista che mi ha fatto scoprire che potevo anche suonare la chitarra oltre a cantare! È un mio grande punto di riferimento, sia tecnico che musicale, e le sue influenze – come le mie – provengono dal mondo jazz, del soul e dell’R&B. Per quanto riguarda la musica italiana, grande ispirazione è stata data sicuramente dal cantautorato che ascoltavo molto da piccola: Lucio Dalla è quello che ho ascoltato di più e che riscopro un po’ ogni volta, di canzone in canzone. I capisaldi del cantautorato sono stati sicuramente di grandissima ispirazione soprattutto quando ero piccola. Poi, finite le superiori e vivendo all’estero, ho subìto molto le influenze internazionali del posto in cui ero, quindi molta musica nordeuropea, inglese e americana. Da quando sono tornata in Italia ho riscoperto la musica italiana.“

Un po’ come fosse un ciclo?

“Eh sì, alla fine ci sono tornata! Come fosse un circolo.”

Ti faccio un’ultima domanda: Quanto lo scrivere può essere un po’ catartico, un po’ utile a fermare dei momenti? L’idea che mi hanno dato canzoni come “Rotterdam” è un po’ quella di un’immagine vissuta che poi trasposta in parole riesce a rimanere fissa nel tempo e non sbiadita dal ricordo.

“È esattamente quello che volevo fare – o che comunque ho fatto – e mi sono resa conto dopo di aver fatto. Ho vissuto varie esperienze a Rotterdam in quattro anni che ho trascorso lì e quando sono tornata ho sentito il bisogno di fissare questa memoria. Infatti io vedo questa canzone come un piano sequenza cinematografico, quelle immagini che sembrano ferme ma si muovono molto lentamente sulla città notturna; ed è questo ciò che voglio fissare nella mia memoria. Nella canzone dico “ho paura di non vederti più”: intendo Rotterdam, le persone con cui ho vissuto lì… E allora nella paura scrivo una canzone che mi ricorda quelle sensazioni.”

È arrivata questa sensazione, infatti, si è percepita ascoltandoti questa voglia di tenere vivo il ricordo.

“Sono contenta che arrivi!”

Grazie mille per la disponibilità e ancora complimenti!

“Grazie a te!”

Crediti foto: Lorenza Depeder, Edoardo Meneghini, Lukas Del Giudice, Emma Bonvecchio, Andrea Mastrangelo, Rosario Multari.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi