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Rock psichedelico tra Parigi e Berlino: intervista ai Bob and the Apple

Dopo il successo del primo album Rouge Squadron, i Bob and the Apple tornano alla carica con il loro secondo album Wanderlust, rilasciato in Italia il 20 maggio 2018. Diverso dal primo per i suoi caratteri compositivi, estetici e filosofici, Wanderlust presenta 8 tracce in lingua inglese che segnano l’apertura internazionale del gruppo: “il primo album non può comunque essere definito adolescenziale, tratta pur sempre di tematiche esistenziali, ma in italiano, perché resta per noi la lingua a cui siamo legati. Ci piace cantare in italiano ma crediamo che non riesca ad attirare il pubblico a cui ambiresti se cantassi in inglese. Wanderlust è infatti condizionato dalla scelta di andarsene di casa, abbandonare le radici e aprirsi a nuove possibilità, e questo cambio di direzione ha influenzato anche la scelta della lingua del testo.”

Le influenze restano però sostanzialmente le stesse, dai gruppi storici come i Beatles (specialmente gli ultimi 4 album), i Radiohead e il new-wave australiano dei Tame Impala. Quest’ultimo album nasce non solo dall’esigenza di apertura ad ambienti nuovi, ma anche dall’incontro con nuove esperienze e nuove sonorità. Negli ultimi anni i Bob hanno incontrato diversi musicisti, tra Berlino e Parigi, con cui confrontarsi e con cui misurarsi, e con i quali sono nate le tracce che compongono il nuovo disco.

“L’idea che è alla base è sempre quella di cercare di produrre quanto più possibile qualcosa di nuovo. Le influenze dei gruppi sono sì evidenti, ma non ricercate. Quello che vogliamo sia qualcosa di originale non deve partire dall’imitazione di ciò che già esiste, ma da un netto cambio di direzione”.

“La genesi dei pezzi – la maggior parte dei quali prodotta nel 2015 – è molto lenta”, ci spiega Giacomo, voce e chitarrista del gruppo. “La difficoltà non sta tanto nell’inventare le canzoni ma nel portarle avanti. Oltre questo, siamo stati un po’ rallentati dai nostri ritmi, io e Leo (bassista) gran parte del tempo lo dedicavamo all’università, poi la sera tornavamo a casa e suonavamo. Dopo due anni di studio, parecchie tracce messe tra parentesi un po’ per cercare uno stile più appropriato, un po’ per spostamenti da una città all’altra, hanno fatto sì che lasciassimo diverse cose in sospeso”. Ma il risultato è arrivato e si tratta un album dalle tonalità psichedeliche e dal titolo evocativo, che preannuncia quanto c’è di nuovo rispetto al precedente.

“Per il futuro non abbiamo altro in ballo al momento, se non portare in giro Wanderlust per il resto dell’anno. Vi anticipiamo però che il 2 marzo saremo live alla Bookique insieme a Pereira e Opera di Amanda per un 3-lease party”.

Nel mentre, in attesa del 2 marzo, Wanderlust è già online su tutte le piattaforme musicali, comprese Spotify e Youtube.

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