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Cos’è il populismo? Il politologo Cas Mudde ci introduce al fenomeno

L’ascesa del populismo: cause e conseguenze

  • Con Cas Mudde, politologo olandese, e Simonetta Nardin, giornalista e capo ufficio stampa del FMI | venerdì 31 maggio, Palazzo Geremia, 18.30 | a cura di Francesco Moreschi

Oggi non è una novità parlare di populismo, indubbiamente il tema politico più discusso e inflazionato sia dai media che da tutte le persone. Praticamente in ogni elezione degli ultimi cinque anni si è sempre parlato di un’ascesa dei partiti e movimenti populisti. Eppure, basta pensare alla scena politica di appena dieci anni fa per avere un quadro completamente diverso.

Palazzo Geremia ha ospitato, in occasione del Festival dell’Economia, il politologo olandese Cas Mudde, noto nel settore per i suoi studi in ambito di movimenti estremisti e nazionalisti. L’evento è stato introdotto da Simonetta Nardin, giornalista e capo ufficio stampa del Fondo Monetario Internazionale. Cas Mudde ha presentato sinteticamente il tema del populismo analizzandone la cronistoria, le cause, le conseguenze e il significato del termine.

Partendo proprio da quest’ultimo, Mudde pone l’accento sul fondamento del populismo, ossia il binomio popolo-élites, dove i primi sono oppressi dai secondi. I movimenti populisti adottano questa retorica, schierandosi quindi dalla parte del suddetto popolo, dipinto come il “soggetto onesto” della politica, e contro le élites politiche, definite “corrotte”. Inoltre, i populisti polarizzano il dibattito, dove gli oppositori sono visti come nemici veri e propri. Ma come possono dei partiti politici, che fanno parte a loro volta di un sistema elitario, essere completamente dalla parte del popolo? Secondo Mudde, tutta la logica populista si basa sulla propaganda e sulla comunicazione: non importa quanto sia vero un concetto, l’importante è come esso venga percepito dall’elettorato. E così negli ultimi anni abbiamo assistito ad una escalation di populisti al potere. Il populista riesce a comunicare efficacemente con il suo elettorato, rappresentando per esso l’unica alternativa valida rispetto agli altri partiti. Un esempio è il presidente Trump, imprenditore multimiliardario che ha convinto milioni di americani di essere come loro, cioè parte del popolo. Si arriva ovviamente anche a parlare dei politici nostrani e Mudde riconosce al Movimento 5 Stelle di essere l’unico partito populista che non si attiene alla logica destra-sinistra. La Lega di Salvini è invece più incline agli altri partiti europei e non, perché adotta proprio le logiche della destra nazionalista, così come Le Pen, Trump, Orban, Bolsonaro e gli altri leader della destra sovranista. Vedendo il successo di questi, sembra che il fenomeno “populismo” sia solo relegato a partiti di destra. Mudde spiega come solo i partiti di destra siano riusciti a politicizzare questioni rilevanti per la popolazione, come l’immigrazione o l’integrazione europea, rispetto invece ai populisti di sinistra, che, trattando tematiche esclusivamente economiche, sono diventati irrilevanti.

Cas Mudde continua la sua lezione analizzando le cause dell’ascesa odierna del populismo, che sono da ricercare nei cambiamenti della società negli ultimi anni, soprattutto nel campo dell’istruzione e dei mezzi di comunicazione. Oggi le persone sono più istruite e spesso credono di poter giudicare qualunque argomento pretendendo di avere ragione. Inoltre, i mezzi comunicativi sono molto più organizzati e la loro privatizzazione ha diffuso particolari strategie di guadagno, come parlare esclusivamente di notizie scandalose e sensazionalistiche. Ciò ha posto le basi del populismo in televisione. Oggi, poi, giocano un ruolo molto importante i social network e basta vedere le attività sui profili Twitter e Facebook dei diversi leader per rendersene conto.

L’evento si chiude con un commento sulle appena passate elezioni europee: “Nessun sondaggio dava i partiti populisti in vantaggio, la situazione è quindi poco cambiata rispetto alle precedenti elezioni, poiché la maggioranza rimane alle forze europeiste. Proprio per questo temo che i populisti possano ancora trovare terreno fertile e crescere”. Mudde conclude il discorso consigliando la giusta strategia per combattere il fenomeno: “Il populismo è una conseguenza dei nostri tempi, bisogna educare le persone ad amare la liberaldemocrazia così da indebolirlo, senza attaccarlo direttamente, rischiando di usare proprio le stesse logiche populiste”.

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