Browse By

Coronavirus a Borgo: serata divulgativa

Borgo Valsugana ospiterà un evento di divulgazione circa l’epidemia di coronavirus, con il professor Massimo Pizzato, docente dell’Università di Trento presso il CIBIO. L’evento avrà luogo stasera, alle 20.30, nell’Auditorium “Comunità di Valle” di piazzetta Ceschi

Il professore spiegherà anzitutto le caratteristiche “tecniche” del virus. Come mai crea una patologia? Come mai gli effetti non sono gli stessi in tutti gli individui? Si tratta di un virus capace di replicarsi nella parte più profonda dei polmoni, al contrario dell’influenza, che si mantiene per questioni di temperatura nella loro parte alta; da ciò derivano i casi di polmonite. Tuttavia, non tutti hanno le stesse condizioni genetiche, e non tutti generano la stessa risposta immunitaria in risposta ad un agente patogeno. Peraltro non è nemmeno detto che chi mostra una risposta immunitaria “forte” sia la persona che sopravviverà: il sistema immunitario potrebbe generare un’infiammazione esagerata. Bisogna aggiungere che spesso chi viene a mancare era afflitto da altre patologie, le quali hanno concorso al decesso: secondo un primo studio clinico del New England Journal of Medicine si tratta del 75% dei casi. Inoltre il tasso di mortalità potrebbe variare a seconda dell’esposizione al virus. La morte del medico che ha provato a dare l’allarme sul nuovo coronavirus, Li Wenliang, potrebbe spiegarsi con l’esposizione più massiccia a quest’ultimo, mentre seguiva i primi pazienti (come nel caso del medico che studiava la SARS, Carlo Urbani).

È possibile discutere dei primi risultati della ricerca anche perché riviste scientifiche a pagamento, data l’emergenza e la diffusione di panico, hanno consentito l’accesso gratuito agli articoli inerenti il coronavirus. Riviste come il già citato New England Journal of Medicine, che insieme a The Lancet è il più blasonato in ambito clinico, ma anche Nature (autore del primo report sul coronavirus) e Science, che si occupano di divulgazione ad alti livelli.

È accertato che il fenomeno risulta ancor più preoccupante se si considera l’epidemia di notizie false riguardo, oltre alla diffusione del virus in questione. Ci riferisce proprio il professor Massimo Pizzato: «Ne parlavo ieri in un liceo di Valdobbiadene: l’opera di contenimento parte dalla consapevolezza del fatto che si tratta di un pericolo, ma anche da quella che esistono le misure per evitare il diffondersi del virus e le “caratteristiche” della sua letalità. Se anche l’1% in più della popolazione invadesse gli ospedali senza un buon motivo, il sistema sanitario verrebbe messo in ginocchio. L’importanza di contenere il virus, e spiegarlo, va oltre la sua letalità».

Per questi motivi l’associazione culturale “Agorà” – già promotrice del ciclo di conferenze “Trentino 2060” che ha avuto luogo nell’estate del 2019 – ha deciso di organizzare una serata divulgativa per fare chiarezza sul fenomeno. Uno dei principali organizzatori e promotori dell’evento, Davide Battisti, ha commentato «Serate come quella di domani rappresentino a pieno lo spirito di Agorà, la quale nasce per promuovere un approccio razionale e critico rispetto ai temi d’attualità che permeano la vita pubblica e privata della nostra comunità». 

Ci si augura che a seguito di eventi come questi venga riconosciuta l’importanza della ricerca, oltre a quella della divulgazione scientifica di qualità. «Purtroppo spesso l’interesse per questi argomenti dura “il tempo di un Festival”» conclude il professor Pizzato. I finanziamenti dell’Unione europea, detti ERC, vengono erogati a poco più di una decina di ricercatori in Italia (dati del 2018). Si tratta, assieme agli altri ricercatori che chiedono fondi con scarse possibilità di successo, di cattedrali nel deserto. Per quanto riguarda le Università, il pagamento dei docenti da parte del Ministero o, nel caso di UniTrento, della Provincia, è tecnicamente finalizzato al solo insegnamento e non alla ricerca: non c’è dunque focus su quest’ultima, la quale risulta quasi opzionale. I professori che vorrebbero dare la giusta importanza alla ricerca si ritrovano a chiedere finanziamenti volta per volta, aspettandosi tagli considerevoli a fronte dei fondi richiesti. L’Università e in generale il settore pubblico sono invece gli attori che dovrebbero sostenere la ricerca di ampio respiro e “di lungo periodo”, andando oltre la ricerca “con applicazione diretta”. La prima delle due permette di fare scoperte nuove e inaspettate, come nel caso della Green Flourescent Protein, individuata dal premio nobel per la chimica Osamu Shimomura ricercando il motivo della “fluorescenza delle meduse”, ma che oggi ha tutt’altre applicazioni.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi