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Quarantena: regole di sopravvivenza

Questo articolo è per chi si sveglia, guarda fuori dalla finestra, sente il calore della bellissima primavera che questo marzo ci sta regalando e sa che dovrà rimanere chiuso in camera per la quarantena forzata. Per coloro che hanno la possibilità di uscire, anche se per pochissimo tempo e per i soli motivi previsti, e quando rientrano a casa muoiono un po’; é per quelli che rimarrebbero tranquillamente a casa tutti i giorni dell’anno, ma senza familiari e coinquilini tra i piedi e sono alla ricerca di un po’ di relax.

Potrei dirvi che il punto non è la situazione in cui ci troviamo costretti , ma come noi ci approcciamo ad essa. Fortunatamente per voi, non siamo nella pubblicità dei Baci Perugina e vi risparmierò dal dispensarvi perle di saggezza.
Nonostante ciò, ecco qua poche idee fondamentali per sopravvivere all’isolamento forzato in modo che nessuno, si spera, si riduca a bere uno Spritz in solitudine, in sala da pranzo e alle 9 del mattino.

  1. Innanzitutto, cercate di ricordarvi come avreste voluto passare il vostro tempo nei momenti più bui della sessione, quando esistevate solo voi, il libro sulla scrivania (le pagine erano infinite) e il tonno sia pranzo che a cena, con o senza pasta. Questo è il buon momento per concedervi tutto quello che, lontano da tutto e tutti, avreste voluto fare allora: dedicarsi ai momenti di cura di voi stessi e del vostro corpo (a cui avevate rinunciato), leggere un buon libro o finire la serie TV preferita. Se siete in uno di quei momenti in cui solo film e biscotti posso risollevarvi il morale, la Fondazione Cineteca di Milano ha messo a disposizione gratuitamente un’ampia scelta di titoli da gustare in streaming. È sufficiente registrarsi a Cinetecamilano.it/biblioteca. Purtroppo, non è possibile andare in vacanza a Parigi, o fare festa fino a tarda notte.
  2. Se siete in crisi perché volevate approfittare di queste settimane per esplorare il mondo là fuori prima di riprendere in mano i libri, non perdetevi d’animo e soprattutto evitate di percorrere in lungo e in largo il globo su Google Maps. Una buona idea potrebbe essere quella di programmare viaggi futuri: non dà la stessa soddisfazione di partire, ma consente di pregustare una gioia futura. Tra l’altro, se vogliamo dare ascolto ai pessimisti cosmici dei nostri tempi, il cui motto possiamo sinteticamente riassumere in “mai una gioia”, questo potrebbe essere il solo momento davvero piacevole del viaggio e l’unico istante in cui non dovrete trascorrere del tempo a preoccuparvi di dove sia finito quel dannato autobus che doveva passare tre quarti d’ora fa e a chiedervi come fare a tornare in hotel.
  3. La quarantena non significa necessariamente rinunciare ai contatti con l’esterno. Gli amici possono sempre essere contattati attraverso una chiamata via Skype, oppure tramite un messaggio, anche se l’argomento di conversazione è cosa abbia fatto l’animale domestico di turno. Per le relazioni sentimentali posso dire che la distanza può aiutare a rinforzare il legame affettivo: può non essere piacevole, ma la complicità e l’affetto si vedono nei momenti di difficoltà; in fondo ricordiamo ancora con affetto le lunghe attese dei nostri nonni, che frequentemente partivano in cerca di lavoro e non si vedevano per mesi, scambiandosi lunghe lettere cariche di nostalgia e speranza di ricongiungersi presto.
  4. Il tentativo di restare a casa il più possibile può essere frustrante per i fanatici della palestra e del fitness. Se non volete unirvi a chi per tenersi un minimo in allenamento sale e scende le scale del condominio (per la comprensibile paura che la vecchietta dell’ultimo piano, presa dallo spavento, reagisca buttando secchiate d’acqua dal suo pianerottolo), l’unica soluzione è fare qualche esercizio di palestra direttamente a casa. E’ assicurato l’arrivo del cane a leccarvi la faccia ogni volta che sarete in plank.
  5. Siete più tipi da tragitto letto-divano? Il vostro più grande problema è che tra la camera e il salotto c’è la cucina e ogni volta cadete nella tentazione di uno spuntino? Temete di dover restare a casa anche alla fine della reclusione forzata poiché non riuscirete più a passare dalle porte? Imparare a cucinare vi potrebbe permettere di sfuggire da tutto questo: una ricetta facile e divertente potrebbe distrarre dai facili bocconcini del frigo e promettere una dolce gratificazione alla fine.
  6. La lunga prigionia tra le mura domestiche può essere snervante. A volte si percepisce di essere sul punto di esplodere e si prova l’impulso di gridare anche contro il pappagallino che la nonna, morta lo scorso autunno, nelle sue ultime volontà vi ha pregato di accudire e di non mangiare allo spiedo alla prima occasione. Prima di fare qualcosa di cui vi potreste pentire in futuro, meglio cercare di calmare i nervi. Il primo passo potrebbe essere quello di staccare TV e telefono, visto che di certo non aiuta essere continuamente bombardati dalle notizie e dagli aggiornamenti in arrivo sulla vicenda. Poi, cercate di fare dei respiri profondi finché non scioglierete la tensione che vi attanaglia. Infine, aprite la finestra e lasciatevi andare ad un lungo urlo liberatorio.
  7. Abbandonatevi alla follia, in modo totale e incondizionato. Lasciatevi crescere la barba, infilateci dentro ossicini di coniglio e rincorrete urlando il vostro divano; se non avete la barba, vanno bene anche i peli sotto le ascelle. Va a vantaggio di tutti che i manicomi siano stati chiusi.

Non ho la presunzione di rivoluzionarvi la quarantena, ma in qualche modo è necessario superarla e spero che questi consigli possano aiutare a tale scopo. Non è stato possibile scriverne di più: sette è il numero massimo di qualsiasi cosa.  

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