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Coronavirus, intervista al direttore del Pronto Soccorso di Piacenza

Siamo a Piacenza, la prima città in Emilia-Romagna e la quinta in Italia per numero di contagi da Coronavirus. La situazione si prospetta ogni giorno più critica: il 15 marzo del 2020 la provincia conta poco più di 1000 casi accertati, quando solamente tre giorni prima i casi “si limitavano” a 680. Specchio del trend negativo che oramai affligge in diverse misure l’intera penisola: il 15 marzo si contano in Italia 24.747 casi, quasi 3.600 contagi in più rispetto al giorno prima.

A far fronte a questa emergenza ci sono (anche) gli operatori sanitari, ma nonostante l’impegno c’è ancora molta incertezza sul comportamento da tenere e fake news da smentire. A portar luce su molti interrogativi è il dottor Andrea Magnacavallo, direttore del Pronto Soccorso piacentino, che in questa intervista farà anche riferimento a temi più “scottanti”, quali la carenza di medici in Italia e l’impiego del “tocilizumab” nella cura dei casi da COVID-19.

Com’è la situazione a Piacenza?

È veramente molto complessa perché siamo impegnati a gestire un importante numero di pazienti che accedono in pronto soccorso per insufficienza respiratoria dovuta a polmonite bilaterale da Coronavirus. La maggioranza ha una disfunzione polmonare lieve e necessita solo di un piccolo supporto di ossigeno, una minoranza di casi presenta condizioni respiratorie più gravi che necessita di un supporto respiratorio più importante (ex. ossigeno ad alto flusso, ventilazione con sistemi a casco, intubazione).

Quali sono le sue personali previsioni future sull’Italia e la sua attuale situazione?

Temo che la diffusione del virus possa progredire nelle prossime settimane e coinvolgere anche le regioni del centro-sud. Sono tuttavia fiducioso che il rispetto delle nuove norme restrittive ministeriali possa contenere significativamente la velocità di progressione dell’epidemia. Tutti dobbiamo aver ben chiaro che è proprio il rispetto delle regole (rimanere in casa, evitare contatti ravvicinati ed occasioni di ritrovo, lavarsi le mani etc.) lo strumento più importante che la popolazione può mettere in atto per combattere e fermare la diffusione del virus. A tale riguardo credo che l’esperienza cinese sia di esempio, per quanto le misure adottate possano essere apparse eccessivamente severe. 

Può brevemente commentare il rapporto numerico tra medici e pazienti a livello nazionale?

Non conosco i numeri con precisione ma è evidente che in Italia ci sia una carenza di medici. In alcuni ambiti (ex. Pronto Soccorso, Rianimazione) questa carenza è davvero critica.

Come vengono gestiti i parenti dei malati?

In questo momento credo che la comunicazione con i parenti sia un aspetto critico da gestire sia per l’oggettivo sovraccarico del sistema che per l’obbligo di isolamento domiciliare dei parenti stessi che non possono di fatto accompagnare i loro congiunti in Pronto Soccorso. Nella mia azienda abbiamo istituito un gruppo di esperti in comunicazione che quotidianamente cerca di mettersi in contatto con i familiari del paziente presenti in Pronto Soccorso ma le assicuro che nonostante gli sforzi abbiamo la percezione che ci sia ancora molto da migliorare.

Giunge voce dell’impiego del “tocilizumab”, farmaco anti-artrite, per curare i pazienti più gravi: ce ne può parlare brevemente? Che risultati sta dando fino ad ora?

È un farmaco comunemente impiegato per la cura di una malattia autoimmune chiamata “artrite reumatoide”. Nelle malattie autoimmuni come l’artrite si crea un’infiammazione dei tessuti mediata da sostanze chiamate “citochine”, le stesse che vengono attivate nella polmonite interstiziale da COVID-19. Tale farmaco blocca la liberazione di citochine, limitando l’infiammazione e perciò il danno del tessuto polmonare (ARDS – sindrome da distress respiratorio)

Nella mia esperienza abbiamo trattato solamente tre casi: c’è bisogno di ampliare la casistica prima di poter dire definitivamente se questo farmaco funziona. Le premesse teoriche ci sono ma la mia personale impressione è che il “tocilizumab” vada utilizzato in stadi della malattia non troppo avanzati.

Perché è fondamentale rimanere in quarantena fino al 3 aprile?

Perché è l’unica vera arma che possiamo utilizzare per fermare la circolazione del virus e prevenire il contagio (non essendo ancora disponibile un vaccino). 

È necessario portare mascherina e guanti quando si esce di casa?

Direi che è importante non uscire di casa. Se proprio si rende necessario e non si possono evitare luoghi di aggregazione (ex. recarsi in ospedale) è sicuramente utile indossare la mascherina. I guanti non sono necessari ma bisogna avere l’attenzione di lavarsi spesso le mani e di non portarle agli occhi o alla bocca. 

Come risponde a chi sostiene che il COVID-19 sia “una più grave forma d’influenza”?

Che si sbaglia di grosso e per diversi motivi. In primis perché per l’influenza esiste un vaccino mentre per il coronavirus ancora no. 

Cosa consiglia agli studenti che la stanno leggendo?

Di non preoccuparsi, di avere fiducia e di non sottovalutare l’importanza del rispetto delle regole restrittive di cui abbiamo appena discusso.

Come si sente?

Bene. Sono convinto che noi operatori sanitari ci stiamo impegnando davvero al massimo. Ci stiamo mettendo gli occhi, le mani, la testa ma soprattutto il cuore. Oggi come mai è evidente che i sanitari rappresentano una risorsa preziosa per l’intera collettività ed è proprio per questo che la società deve averne cura.

Il dottor Magnacavallo sembra avere le idee piuttosto chiare: prevede un proseguimento di questo trend negativo e l’aumento di casi da Coronavirus nelle regioni italiane ad oggi meno colpite, ma rimane comunque molto fiducioso nelle risorse fornite dal Ministero per far fronte a quest’emergenza, prima fra tutte la quarantena. Rimane cauto nell’esprimersi sul “tocilizumab” e riconosce un margine di miglioramento in alcuni settori ospedalieri, quali la gestione dei parenti dei malati. Per finire invita gli italiani a non farsi prendere dal panico ma di affrontare l’attuale situazione con calma e serietà, perché solo così se ne può uscire velocemente e nel migliore dei modi.

SITOGRAFIA:

https://www.money.it/coronavirus-Italia-mappa-contagi-numeri-Protezione-Civile

https://www.agi.it/cronaca/news/2020-03-15/coronavirus-morti-contagiati-malati-guariti-7549004/

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