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Servizi di supporto psicologico per la comunità LGBT in tempi di COVID-19: alcune info

La pandemia di coronavirus ha avuto, sta avendo ed avrà pesanti ripercussioni sulle vite di tutti e tutte, ma il più immediato di questi è la quarantena forzata. Essere chiusi in casa con i propri genitori può essere difficile per chiunque, ma lo è sicuramente di più per chi non ha ancora fatto coming out e deve nascondere la propria identità 24 ore su 24, o per chi vive in ambienti in cui il rifiuto familiare è accompagnato dalla violenza fisica, psicologica o emotiva. Non dimentichiamo inoltre che i membri della comunità LGBT sono più a rischio di sviluppare patologie psicologiche, e sono quindi più a rischio di risentire psicologicamente di questa pandemia, già sufficientemente pesante per chiunque. Ricordiamo anche un’altra statistica importante nel contesto del COVID-19, ovvero il fatto che in media le persone LGBT tendono a soffrire di più di HIV, fattore che potrebbe renderli più esposti al virus.

Segnaliamo qui di seguito un paio di servizi di supporto online che vengono offerti dai gruppi LGBTQ+.

Per prima cosa, vi indichiamo l’Arcigay del Trentino, che in questo periodo ha intensificato l’attività di supporto e di help line da loro sempre svolta. Per contattarli, basta scrivere all’indirizzo mail info@arcigaytrento.it o chiamare il numero 3342960871. Il servizio è aperto a chiunque stia attraversando una condizione di solitudine particolare, a chi si ritrova costretto in casa con genitori che hanno atteggiamenti ostili o discriminatori. Chi vi risponderà cercherà di prestare ascolto alla vostra situazione e, se vi trovate in situazione di evidente pericolo, cercherà di intervenire per aiutarvi; in quest’ultimo caso potete contattare la sede Arcigay locale oppure il servizio telefonico nazionale per la violenza domestica. Il servizio di helpline è aperto anche a chi aveva appena avviato un percorso di transizione prima della quarantena ed ora ha bisogno di ulteriori informazioni. I farmaci sono ancora garantiti e solitamente, se il percorso di psicoterapia era già stato avviato prima della quarantena, ci sono accordi fra il terapeuta ed il paziente per continuare le sedute online. Se questo non era ancora avvenuto potete contattare ora l’Arcigay e venire indirizzati da professionisti che stanno garantendo una continuità di servizio in questo periodo. Vi segnaliamo inoltre che l’Arcigay è particolarmente attivo sui social: è stata avviata la rubrica “A casa cosa” che vuole raccontare e raccogliere film e libri a tematiche LGBT. Ci sono inoltre degli appuntamenti video in diretta su Instagram e Facebook, inaugurate domenica scorsa con un intervento del responsabile salute sul tema del COVID-19. Il gruppo Rainbow, gruppo di auto aiuto e ascolto, si sta incontrando in videochat, dove si sta cercando di spostare anche gli incontri della sezione giovani dell’Arcigay.

Ricordiamo inoltre la Gay Help Line gestita dal Gay Center, sempre attiva, che offre consulenza psicologica ma anche medica e legale. In sostituzione dei loro eventi aggregativi sono stati istituiti eventi live su Instagram e Facebook, sui quali potete essere aggiornati seguendo la loro pagina.

Detto questo, ricordiamo a tutti di restare in casa e di non esitare a contattare servizi di supporto psicologico se ne sentite il bisogno!

Rebecca Franzin

Studio a Trento, ma sono di Vittorio Veneto (tecnicamente Solighetto). Forse un giorno mi laureerò in Studi Internazionali; nel frattempo, se siete credenti, sentitevi liberi di includermi nelle vostre preghiere.

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