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Un uomo solo al comando

In tempi di crisi può accadere di tutto: ciò che domina è la paura, la completa incertezza di ciò che ti aspetta. Il Covid-19, in pochi mesi, è riuscito a demolire tutte le certezze di questo mondo, ricordandoci innanzitutto che l’uomo non è invincibile. Ma se la solidarietà continua a essere tanta, non si può fare a meno di pensare a quelle discrepanze che rischiano di minare, più del dovuto, il futuro.                                                       

Una di queste è la decisione di pochi giorni fa del Parlamento ungherese, che con 138 voti a favore e 53 contro ha concesso al primo ministro, Viktor Orban, il pieno potere. La giustificazione è proprio lo stato di emergenza, dichiarato dopo i primi casi di Covid-19 nel paese. Invano il tentativo dell’opposizione di stabilire un limite di tempo alla misura: Orban d’ora in avanti, per decreto, potrà cambiare le leggi, sospendere le elezioni e  dulcis in fundo, sciogliere il parlamento. Inoltre, le informazioni saranno accettate solo da fonte ufficiale, chi diffonderà fake news – ovvero tutto ciò non approvato da Orban e dal suo esecutivo – sul Covid-19 verrà messo in prigione con una pena massima di 5 anni. Infine lui, e solo lui, potrà decidere quando mettere fine allo stato d’emergenza.

Questa decisione sembra affrettata, tanto che si parla di “golpe bianco” – cioè di un colpo di Stato avvenuto senza bisogno di ricorrere alla forza – da parte del governo. Al momento l’Ungheria presenta 403 casi e 13 morti dovuti al virus. Le preoccupazioni, espresse sia da parte dell’opposizione che da parte dell’Unione Europea, sono tante. L’ammonizione giunta dal Consiglio europeo dice chiaramente che:  “uno Stato d’emergenza illimitato e incondizionato non può garantire il rispetto di regole e valori della democrazia”.

Viktor Orban, al potere dal 2010, è conosciuto ormai per la sue posizioni radicali di stampo nazionalista. Questa decisione – per quanto la situazione covid-19 sia seria- non è giustificata in nessun modo. Mettere in pausa la democrazia non è mai stata la scelta giusta, anni di storia lo insegnano. Inoltre, in quanto paese dell’Unione Europea, non potrebbe limitare la libertà concessa a ogni cittadino. Sta proprio alle istituzioni comunitarie, adesso, cercare di intermediare col paese membro. Anche se con una pandemia in corso e diversi Stati che litigano tra loro, lo scenario è tutto fuorché idilliaco.  

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