Pillola internazionale del 28 aprile 2020

a cura di Eugenia Gastaldo e Francesco Moreschi

#Israele #Palestina | L’Onu ha dichiarato che l’eventuale annessione di alcune aree della Cisgiordania da parte di Israele sarebbe una violazione del diritto internazionale e un duro colpo alla soluzione del conflitto. L’espansione territoriale israeliana è uno dei punti del programma di governo di coalizione fra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e Benny Gantz. Il progetto, proposto da Donald Trump, sarà sottoposto al parlamento entro il primo luglio.

#ArabiaSaudita | Il 26 aprile l’Arabia Saudita ha abolito la pena di morte per i crimini commessi da minori e anche la pena di fustigazione. Queste decisioni fanno parte del programma di riforme attuato dal principe Mohammed bin Salman.

#Canada | Un killer vestito da poliziotto ha ucciso 23 persone durante una sparatoria nella regione della Nuova Scozia. Si tratta della peggiore strage negli ultimi 30 anni nella storia del paese. Il primo ministro Justin Trudeau ha espresso vicinanza ai parenti delle vittime: “I nostri pensieri sono con la comunità di Portapique. Siamo con voi e ci saremo nei giorni e nelle settimane che verranno”.

#Germania | È iniziato nel paese il processo ad Anwar Raslan ed Eyad al-Gharib, due figure dei servizi segreti siriani incaricati dal governo di Assad di reprimere gli oppositori di regime e accusati di aver torturato 4000 persone, di cui 58 sarebbero morte. Tra il 2015 e il 2017 la task force tedesca ha raccolto oltre 2800 denunce di profughi siriani sui crimini commessi dal regime.

#Mozambico | A Xitaxi, città nel nord del paese, un gruppo islamista ha ucciso 52 persone che si erano rifiutate di arruolarsi con loro. Da due anni le organizzazioni islamiste hanno intensificato le operazioni in tale regione, ricca di petrolio, con lo scopo di stabilire un califfato. Dal 2017 le vittime degli attacchi sono state 900.

#Egitto | Amnesty Italia ha riferito che l’udienza sulla detenzione preventiva di Patrick Zaki è stata rinviata per la sesta volta. L’attivista e studente dell’Università di Bologna è detenuto nel carcere di Tora al Cairo dal 7 febbraio in attesa di indagini per le accuse di diffusione di notizie false, incitamento alla protesta e istigazione alla violenza e ai reati terroristici.

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