La filosofia al centro

Lo Uman Festival organizzato da UNITiN è continuato per tutta la scorsa settimana sebbene gli incontri, causa nuovo DPCM, si siano dovuti tenere online. In particolare, “Vivila con filosofia” è stato uno dei primi appuntamenti di questa settimana svoltosi lunedì 26 ottobre alle 17, attraverso la piattaforma Zoom.

Ospiti dell’evento sono stati Andrea Colamedici e Maura Gangitano, divulgatori filosofici e fondatori di Tlon, i quali hanno ragionato su due temi in particolare: l’approccio didattico più efficace per l’insegnamento della filosofia nelle scuole e l’importanza di riportare al centro della realtà quotidiana la pratica filosofica.

Rompe il ghiaccio Andrea Colamedici, il quale ci presenta la filosofia come “l’arte di vivere”. Questo non significa che essa abbia la pretesa di insegnare il modo migliore per condurre la propria esistenza: Colamedici mette da subito in chiaro come non esista un solo modo di vivere e al contempo esistono molteplici modi di praticare il sapere filosofico, ma essa permette quella che i due filosofi definiscono “fioritura”, ovvero il momento in cui una persona si prende cura di sé e della sua interiorità. In particolare, come puntualizza Maura Gangitano, proprio l’interiorità delle persone è messa a dura prova dalla società che obbliga alla continua spettacolarizzazione dell’individuo stesso.

Molto importante nel processo di “fioritura” è l’ascolto; per disporsi ad esso è però necessario imparare a restare in silenzio in quanto, come ci dicono i due filosofi, in un mondo in cui regna la confusione, il silenzio è una forma di rispetto verso sé stessi.

La filosofia, quindi, fornisce gli strumenti necessari per permettere all’individuo di trovare del tempo per la propria interiorità e, in tal modo, riordinare la confusione generata da una società che corre troppo velocemente. Dopotutto, affermano i due divulgatori, oggigiorno il vero lusso è avere tempo.

Per quanto concerne la scuola, che ricordiamo essere anche il filo conduttore di questa edizione di Uman Festival, Andrea Colamedici e Maura Gangitano ragionano su due limiti della didattica in particolare: l’assenza di un vero e proprio dibattito e l’ascolto reciproco tra insegnante e studente.

Gangitano spiega come il dibattito sia importantissimo nello sviluppo del pensiero critico degli studenti: esso ha grande rilevanza nella pratica filosofica ed inoltre permette di fare della classe un territorio di democrazia. Senza il dibattito la scuola non è altro che un’agenzia educativa che non tiene conto del cambiamento. Ed è proprio nel non tener conto di quest’ultimo che risiede il grande problema del sistema scolastico italiano, il quale continua ad utilizzare lo stesso approccio didattico del secolo scorso, per cui in aula esiste qualcuno che sa, il professore, e qualcuno che non sa, lo studente.

Ad oggi la scuola deve essere in grado di aiutare lo studente ad esprimere tutto il suo sapere ed il suo potenziale, attraverso l’ascolto reciproco tra professori e studenti, che poi, come sottolinea Andrea Colamedici, non è altro che una forma di rispetto reciproco.

Concludo questo mio breve resoconto, con una frase che penso costituisca il vero significato del fare filosofia: “Filosofare significa coltivare la meraviglia.

Margherita Frare

Studentessa di Sociologia e aspirante giornalista, nel tempo libero amo "meriggiare pallida e assorta" tra una poesia montaliana e l'altra.

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