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Il riassuntone delle Interviste stiracchiate di questa settimana

Sono tornate le Interviste stiracchiate de l’Universitario! In questi giorni stiamo dialogando con i candidati alle elezioni studentesche che si terranno di qui a breve; le nostre chiacchierate si tengono in diretta sul nostro profilo Instagram (@luniversitario) e sono poi disponibili sul nostro canale IGTV, ma se non avete tempo di recuperarvele tutte, come al solito vi veniamo incontro con i nostri riassuntoni stiracchiati.

Beatrice Ortenzi (Candidata al Senato Accademico con il Fronte della Gioventù Comunista)

A rompere il ghiaccio nella nostra serie di interviste autunnali è Beatrice Ortenzi, candidata al Senato accademico e già rappresentante degli studenti presso il Consiglio del Dipartimento di Lettere e Filosofia.

Presentandosi ha sottolineato come, secondo lei, la rappresentanza non sia il solo mezzo per ottenere maggiori diritti all’interno dell’ambiente universitario e che debba essere integrata ad una “lotta attiva e partecipata degli studenti”. Essendo rappresentante degli studenti solo da febbraio non ha mai avuto l’occasione di partecipare ad un consiglio di dipartimento in presenza e di entrare in contatto con i rappresentanti delle altre liste.

Alla domanda su come sia stato il suo rapporto con l’Università durante il suo periodo di rappresentanza risponde criticando la gestione delle graduatorie di ingresso della sessione primaverile, dove ai classici test di ingresso venne sostituita una graduatoria in base alle votazioni del quarto anno di scuola superiore, sostenendo che l’università non abbia tenuto conto delle difficoltà che gli studenti possono avere incontrato.

Sempre a riguardo della gestione della pandemia da parte dell’Università, Beatrice, a nome di tutta la sua lista, considera inappropriata “la retorica dell’Università di eccellenza”. Questa inappropriatezza è data dalla difficoltà per le famiglie in condizioni economiche difficili di seguire le lezioni a distanza, a cui l’università non è venuta incontro.

Altra critica mossa dal Fronte della Gioventù Comunista all’Università è sul tema degli spazi. L’università avrebbe potuto sfruttare il periodo di chiusura per ampliare e ristrutturare le aule e per l’istituzione di nuovi studentati, dove i posti dal 2012 sarebbero diminuiti da 1589 a 1153. Questo ridimensionamento degli studentati unito all’elevato costo degli affitti nella città di Trento porta molti studenti ad andare a cercare casa fuori dal centro. Oltre all’istituzione di nuovi studentati sono fondamentali un ampliamento delle aule studio ed un ingente investimento bibliotecario che metta gli studenti nella condizione di non essere obbligati a dover comperare i manuali necessari allo studio ed alla ricerca in tesi.

Un punto importante del programma del FGC è la situazione degli studenti lavoratori, i quali spesso erano costretti a lavorare in nero o con contratti sottopagati ma che dopo la crisi economica derivata dalla pandemia si sono ritrovati senza lavoro. L’Università per far fronte a questo disagio dovrebbe eliminare ogni criterio di merito scolastico per l’accesso alla borsa di studio a tutti gli studenti lavoratori, in favore della sola componente reddituale. Sempre dal punto di vista economico per il Fronte della Gioventù Comunista è fondamentale una borsa di studio integrativa per tutti gli studenti con un ISEE pari o inferiore a i quarantamila euro.

Il Fronte chiede all’Università la tutela di coloro che lavorano all’interno dell’Università, addetti alle mense e segretari, i quali vivono in una situazione di precarietà data dall’instabilità dei loro posti di lavoro.

L’ultimo punto è quello della collisione tra Università e aziende private. Dal 2010 con la riforma Gelmini ad oggi i privati sono diventati sempre più centrali all’interno delle università fino a diventare parte dei consigli di amministrazione. Questo secondo il Fronte della Gioventù Comunista ha portato l’università a diventare un’istituzione al servizio dei privati e non più degli studenti. Sul rapporto tra Università e privati c’è anche il tema dei tirocini, che più di un’esperienza formativa diventano un modo per ottenere “mano d’opera a basso costo” per le aziende private. La soluzione secondo il Fronte è di rimuovere i privati dalle posizioni di influenza in università.

Claudia Scandola (candidata rappresentante Opera Universitaria per l’Unione degli Universitari)

La seconda intervistata non è candidata al Senato Accademico bensì all’Opera Universitaria, l’ente competente in materia di diritto allo studio. Si tratta di Claudia Scandola di UDU, studentessa di Ingegneria Informatica e Comunicazione Elettronica.

Un tema importante per UDU è il diritto allo studio e in questo senso ormai da anni stanno portando avanti una proposta di aumentare la NoTax-area fino ad una soglia ISEE di trentamila euro, cercando però una soluzione che non porti un peso contributivo eccessivo sulle spalle di chi si ritrovi leggermente al di sopra della soglia.

Vista la situazione non poteva non essere un tema centrale la didattica a distanza. Gli studenti che in questo momento non hanno la possibilità di partecipare alle lezioni in presenza necessitano di avere a disposizione la totalità del materiale didattico e di avere le stesse opportunità per quanto riguarda lo svolgimento degli esami parziali. Riguardo gli esami è anche necessario un regolamento che uniformi le pratiche sulla pubblicazione online degli esami svolti.

Di fronte ai problemi legati all’organizzazione del CLA (centro linguistico di ateneo) UDU sostiene che ci sia bisogno di una maggiore erogazione di fondi verso esso visto che la carenza di tali è tra i fattori principali di questo malfunzionamento.

Per UDU la mobilità internazionale dovrebbe essere garantita per tutti gli studenti che ad oggi rientrano nei bandi e propone che venga creato un database in cui gli studenti inseriscano un giudizio sulla loro esperienza internazionale, sia chi da Trento va all’estero sia chi da paesi stranieri viene a Trento.

Sul rapporto tra Università, studenti ed istituzioni locali per UDU è importante che venga istituito un ufficio che dia supporto agli studenti che decidono di trasferirsi a Trento per quanto riguarda gli affitti e che per garantire un sano rapporto tra Città e Studenti serva l’installazione di bagni pubblici nelle zone maggiormente frequentate da studenti. Nel rapporto con la città si interseca la sostenibilità ambientale con l’aggiunta di posacenere all’accesso delle strutture universitarie , l’installazione di distributori di acqua in tutti i dipartimenti e incentivare la mobilità condivisa (come il bike sharing) anche al di fuori degli studentati.

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