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Perchè Greta Menchi, Amedeo Preziosi e Dj Matrix sono i nuovi Dante2021

Era un semplice e piovoso mercoledì pomeriggio. Stavo assistendo ad una noiosa lezione di Calcolatori (NdA: per i non informatici: una noiosa lezione di “come funziona il PC e come il nostro video por*o riesce ad essere visto su un computer”…) quando, sfogliando su Youtube video di gattini che vanno sullo skateboard, scimpanzé che indossano cappelli e cani che ti sorridono, tutt’un tratto mi imbatto in questa canzone:

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Link al video se non riuscite a visualizzare: https://youtu.be/wacIdi1FL34

Un tripudio di emozioni, un supercalifragilistichespiralidoso interno senza dover fare uso delle droghe della Poppins. Semplicemente mi ero imbattuto nella nuova Divina Commedia: Dante si è risvegliato per mettersi nei corpi di Greta Menchi, Amedeo Preziosi e Dj Matrix. Perchè?

Ve lo spiego. Andiamo ad analizzare ora il testo più bello e profondo scritto negli ultimi decenni: “C’era una volta il sabato sera”.

C’era una volta il sabato sera

Grazie all’uso dell’imperfetto (NdA: tempo verbale) capiamo come gli autori si riferiscono ad un tempo passato, ma di cosa stanno parlando? Esattamente, parlano del pre-covid. Riescono, sin da subito, a portarci, con il solo ascolto, a un’epoca lontana, quella che probabilmente non rivivremo prima del 2023. Ed è per questo che già dalla prima frase la canzone promette bene.

Tu mi sorridi, si scalda l’atmosfera
Vederti ballare dal vivo non dentro un iPhone
Toccarci a ritmo reggaeton

“Si scalda l’atmosfera”: anche qua ragazzi, anche qua. Le lacrime agli occhi iniziano già a farsi sentire. Quanto ci manca tutto questo? Quanto ci manca uscire con gli amici anziché fare una mera videochiamata fine a se stessa?
Punto a sfavore: che schifo il reggaeton.

C’era una volta, ma lo voglio ancora
Uscire di notte senza guardare l’ora
Rivoglio la mia vita, rivoglio la movida
Rischiare la galera ogni sabato sera

Arriviamo all’uso di una perifrasi: non cantano “cavolo che palle il coprifuoco alle 22.00”, bensì cercano di riportarti alla mente quel tempo in cui l’orologio lo lasciavi a casa per paura di non perderlo, da quanto eri ubriaco fradicio.

Ragazzi, scriviamoci chiaro: ho 21 anni, a giugno 22; non potrò più andare in discoteca tra 2 anni, in mezzo ai 2010 (tra l’altro, probabilmente, avrò figli, un mutuo e un lavoro che non mi soddisfa a quell’età.)

Voglio tornare al 2-0-1-9
Le disco in bolla e il Dom Pero che piove
Con i fra nel posto, entrare di nascosto
“Dai barista che qua abbiamo sete”
Fare tutto agosto a camminare storto
Tra le luci di Villa Papeete
Neanche un secondo di quiete
Sempre persi come Hansel e Gretel
Vedere l’alba da sbronzo ormai è solo un racconto
Ma un tempo ci riusciva bene

Dal Milk di Torino al The Club a San Siro
Ci voglio tornare con te

Ricordiamo tutti “Voglio tornare negli anni ’90”? Altro pezzone del mitico Dj Matrix: a volte ritornano.

NON STO PIANGENDO, MI É SOLO ENTRATO UN TIR NELL’OCCHIO

C’era una volta il sabato sera
Tu mi sorridi, si scalda l’atmosfera
Vederti ballare dal vivo non dentro un iPhone
Toccarci a ritmo reggaeton
C’era una volta, ma lo voglio ancora
Uscire di notte senza guardare l’ora
Rivoglio la mia vita, rivoglio la movida
Rischiare la galera ogni sabato sera

Una stupenda ripetizione, perché si sa, non serve duri quindici minuti una canzone, l’importante è spammare il ritornello.

Quando ripenso a un anno fa
Quant’era speciale la normalità
Tu stammi vicino, vedrai torneremo
A fare casino (A fare casino)

Ed eccoci qua, al gran finale, degno di “[…] l’amor che move il sole e l’altre stelle”.

Voi ci pensate? Quanto eravamo fortunati senza accorgercene? É tutto così strano adesso… torneremo a fare casino?

Chiudo l’articolo con un memino divertente invecchiato male

NdA conclusiva: nel mentre in cui scrivevo l’articolo ho scoperto che la canzone è uscita a Dicembre 2020…

Nicola Marchi

Quello che ha intervistato la Lucarelli e che vi insulta mettendo i disclaimer. Disclaimer: in fondo, nel profondo, nel buoi più buio, vi voglio bene

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