9 Maggio: giornata nazionale in memoria delle vittime del terrorismo

9 maggio, Italia: come ogni anno, si celebra la “Giornata Nazionale in memoria delle vittime del terrorismo interno e internazionale e delle stragi di tale matrice”, istituita nel 2007 e celebrata per la prima volta l’anno seguente, nel 2008.

Storia e significato della giornata
Lo scopo è quello di ricordare tutte le persone morte (se ne contano ben 378) nei cosiddetti “anni di piombo”, una stagione che si sviluppa nel corso degli anni Settanta, durante la quale sigle terroristiche e gruppi eversivi di destra e sinistra hanno minacciato con attentati, stragi e omicidi l’istituzione repubblicana italiana e i suoi uomini. In particolare, questa stagione prese il via il 12 dicembre 1969 con l’attentato alla Banca  Nazionale dell’agricoltura di Milano (compiuto da terroristi di estrema destra appartenenti ad un gruppo eversivo vicino al movimento neofascista “Ordine Nuovo”, con l’ormai accertata complicità di apparati dello Stato), passato alla storia come “Strage di Piazza Fontana”, che provocò 17 morti e 88 feriti. Dopo questa prima strage, altri eventi terroristici colpirono l’Italia repubblicana: tra questi, vanno ricordati la “Strage di Piazza della Loggia” a Brescia (28 maggio 1974) che causò 8 morti e 102 feriti, l’attentato al treno Italicus nei pressi di Bologna (4 agosto 1974) che causò 12 vittime e  48 feriti e la strage alla Stazione di Bologna (2 agosto 1980), considerata la più grave strage terroristica della storia italiana con 85 morti e 200 feriti.

Oltre agli avvenimenti sopra citati, uno dei momenti culminanti di questo periodo è indubbiamente nel 1978, con il rapimento e il successivo omicidio di Aldo Moro, uno dei fondatori della Democrazia Cristiana (di cui fu prima segretario e poi presidente) e più volte ministro e Presidente del Consiglio. Il 16 marzo 1978 Aldo Moro fu rapito e i 5 agenti della sua scorta uccisi dalle Brigate Rosse (un’organizzazione terroristica di estrema sinistra) in quello che sarà poi chiamato l’agguato di Via Fani (Roma). Dopo il rapimento prese avvio un periodo di trattativa tra lo Stato e le Brigate Rosse per la liberazione dell’esponente DC, liberazione che non avvenne mai perché 55 giorni dopo, il 9 maggio 1978, il corpo senza vita di Moro fu ritrovato nel bagagliaio di una Renault 4 rossa in via Caetani(sempre a Roma). 

Come avrete notato, è proprio la data del ritrovamento del corpo di Moro che è stata scelta per celebrare la giornata in memoria delle vittime del terrorismo. A questo proposito va detto che, al momento dell’approvazione in Parlamento dell’istituzione della giornata, non tutti erano d’accordo sul 9 maggio: c’era infatti chi avrebbe preferito il 12 dicembre, data, come abbiamo già ricordato, della prima strage degli “anni di piombo” e quindi considerata da alcuni parlamentari “più simbolica”.

Infine, è da segnalare il fatto che, negli ultimi anni, nella giornata del 9 maggio si è iniziato a commemorare, insieme ovviamente alle vittime degli anni di piombo, anche le vittime italiane del terrorismo “moderno”, cioè quello di organizzazioni come Isis o Al Qaeda. Il 9 maggio, dunque, si ricordano anche gli italiani morti nei tanti attentati terroristici che hanno sconvolto il mondo negli ultimi anni, dagli attacchi alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001 fino agli attentati a Parigi(2015), Nizza(2016), Barcellona(2017), Strasburgo(2018, nel quale morì il giovane trentino Antonio Megalizzi), eccetera.

Celebrazione della giornata
Per quanto riguarda le celebrazioni di quest’anno, c’è da ricordare innanzitutto l’evento istituzionale organizzato a Palazzo Madama (Sede del Senato della Repubblica) a Roma alla presenza, tra gli altri, dei Presidenti della Repubblica Mattarella, del consiglio Draghi, del Senato Casellati e della Camera Fico, oltre che di vari sopravvissuti e testimoni delle stragi. L’evento sarà trasmesso anche in diretta televisiva su Rai2 a partire dalle 11.00 di domenica 9 maggio. A proposito di televisione, anche la Rai celebrerà la giornata con vari documentari e approfondimenti. Tra questi, vale la pena ricordare quello che verrà trasmesso su Rai3 alle 16.30 di domenica, dal titolo 1974-1979 Le nostre ferite, in cui si intrecciano le storie di vari personaggi sopravvissuti alla violenza politica e al terrorismo degli anni ’70. Tra loro: Luigi (che frequenta il collettivo universitario di Medicina di Roma) e Francesco (che frequenta il liceo Augusto), feriti nell’inverno del 1974 dai neofascisti; Nunni e Anna, due femministe del “collettivo casalinghe”, colpite dai Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari, organizzazione terroristica neofascista) nel 1979 a Roma;  Vincenzo, un poliziotto del sud, unico sopravvissuto a un conflitto a fuoco con i brigatisti rossi a Piazza Nicosia (Roma); Renzo, un bancario colpito a Torino, insieme ad altri, nell’attacco compiuto da terroristi di estrema sinistra contro una scuola. Come recita il comunicato Rai, il documentario “racconta la straordinaria normalità della gente comune negli anni di piombo: uomini, donne, ragazzi con un piede impigliato nella Storia, voci sommesse che aspettavano di essere ascoltate”.

Altro appuntamento televisivo significativo è quello con Frontiere, il programma di riflessione e approfondimento condotto da Franco Di Mare, in onda il sabato alle 16.35 su Rai3 ed in replica la domenica mattina alle 8.00 sempre su Rai3: la puntata di questa settimana parte dai recenti arresti in Francia di alcuni Brigatisti italiani nell’abito dell’operazione “Ombre rosse”, e si chiede se le ferite degli “anni di piombo” siano davvero finalmente chiuse. Si rifletterà poi su quale sia il vero bilancio di quegli anni bui e su cos’altro ci sia da scoprire e capire sull’attacco al cuore dello Stato e sui 55 giorni del sequestro Moro. Ci si chiederà, infine, se quelle “Ombre rosse”, oggi cambiate, invecchiate e malate, al rientro dal rifugio francese possano aiutare a chiarire i tanti dubbi e sospetti. Per la memoria della strage di Via Caetani e per quella di tutte le vittime del terrorismo, nel corso della puntata interverranno l’ex presidente della Camera dei Deputati e giurista Luciano Violante, lo scrittore e documentarista Walter Veltroni, il giornalista e storico Paolo Mieli, Giovanni Bachelet, figlio del giurista Vittorio assassinato dalle Brigate Rosse, e il giornalista Giovanni Bianconi del Corriere della Sera.

Per concludere, un appello a tutti voi, cari giovani lettori: in occasione della ricorrenza del 9 maggio, nel caso in cui non sapeste molto sugli “anni di piombo” e sul periodo di cui si è parlato brevemente in questo articolo, vi consiglio fortemente di guardare gli approfondimenti televisivi che ho indicato precedentemente (è possibile recuperarli in qualsiasi momento anche dopo la messa in onda, andando su RaiPlay) oppure di leggere libri sul tema (uno fra tutti, il libro, appena uscito, di Walter Veltroni dal titolo “Il caso Moro e la Prima Repubblica“). Perché, come ha ricordato lo scorso anno il Presidente Mattarella proprio in occasione del 9 maggio, ” ricordare è un dovere. Ricordare le strategie e le trame ordite per destabilizzare l’assetto costituzionale, le complicità e le deviazioni di soggetti infedeli negli apparati dello Stato, le debolezze di coloro che tardarono a prendere le distanze dalle degenerazioni ideologiche e dall’espandersi del clima di violenza. Ed è giusto ricordare il coraggio di chi non si è piegato, di chi ha continuato a difendere la libertà conquistata, il diritto e la legalità, le istituzioni che presidiano la vita democratica“.


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