E-Agle presenta Kraken per il suo decimo anniversario
È la protagonista indiscussa dei festeggiamenti: si chiama Kraken, ed è la nuova monoposto di E-Agle. Per celebrare il decimo anniversario dall’associazione il team svela un concentrato di innovazione a quattro ruote motrici, motore elettrico, pronto a sfidare il presente e il futuro della guida autonoma. È l’ultimo modello di vettura della scuderia che porta i colori dell’Università di Trento sui circuiti internazionali della Formula Student, campionati di Motorsport a cui partecipano atenei di tutto il mondo.
Ad aprire la presentazione è Eleonora De Cesero (Area Comunicazione), che dopo un breve ringraziamento agli sponsor lascia la parola alle istituzioni: l’assessore Michele Brugnara e il direttore del Dipartimento di Ingegneria Industriale Alessandro Pegoretti.
Dietro le quinte del progetto c’è una complessità organizzativa imponente. A raccontarla è Mattia Zanettin, Presidente e responsabile area management, che sottolinea due aspetti cruciali.
Da un lato il funzionamento di E-Agle. Con quasi 140 studentesse e studenti, con 4 aree ingegneristiche e 2 operative – ciascuna con un suo rappresentante – E-Agle funziona alla stregua di un’azienda, con tanti membri e una forte necessità di un’organizzazione efficiente.
Dall’altro, l’alto livello di competizione nella Formula Student. Nelle gare internazionali E-Agle gareggia con atenei dotati di budget molto più ricchi: a colmare il divario economico ci pensano la qualità delle idee e l’ingegno del gruppo.
Per capire quanta strada sia stata fatta, però, bisogna tornare alle origini: interviene il professor Paolo Bosetti, tra i fondatori dell’associazione dieci anni fa e oggi Faculty Advisor di E-Agle, che ripercorre la storia del team.
Il docente ricorda come nel 2016 si sia partiti letteralmente da un “foglio bianco”. Una delle prime decisioni è stato l’inserimento della sigla “E-” a identificare la scelta di puntare sul motore a propulsione elettrica. Una scelta da un lato coraggiosa – soprattutto perché intrapresa dieci anni fa – di scommettere su quello che era considerato il futuro della mobilità, e, al tempo stesso, vincente, con la conferma anche a livello normativo da parte del Regolamento (UE) 2023/851.
Dalla prima monoposto nel 2017, Chimera, sono nate altre cinque generazioni di vetture, tutte chiamate con nomi mitologici che hanno accompagnato l’Università di Trento sui circuiti – tra gli altri – di Hockenheim e Varano.
Superati i rallentamenti della pandemia, nel 2025 c’è stata una svolta: E-Agle ha deciso di prendersi una pausa di due anni dalle gare per ripensare radicalmente il progetto e dedicarsi completamente alla nuova vettura, Kraken.
Il nome Kraken rimanda alla creatura mitologica un tempo tanto temuta dai marinai, che ora diventa un simbolo dell’inquietudine che la vettura vuole suscitare nei rivali della Formula Student.
Spazio poi alle testimonianze di chi la storia di E-Agle l’ha scritta e vissuta dall’interno, a partire da un’intervista tripla a Cristiano Strobbe, Franco Tabarelli e Filippo Faccini.
Il filo conduttore del loro dialogo è il cambiamento del team: da gruppo meno organizzato a un team con organizzazione quasi aziendale. Tra gli aneddoti emergono soprattutto le nottate in officina: momenti difficili ma anche divertenti, dove le complessità tecniche di soluzioni ardue da trovare per le vetture si trasformavano in occasioni di costruzione dello spirito di squadra.
Si prosegue il momento delle testimonianze con un’intervista ai due piloti di E-Agle, Giacomo Mason ed Enrico Blasi, che tra ricordi e aneddoti divertenti restituiscono le sensazioni al volante della vettura.
Intervengono poi Chiara Sabaini e Nicolò Marconi, i due team leaders del biennio di transizione che ha portato a Kraken. Hanno deciso di ripartire facendo tabula rasa, riorganizzando il team per evitare che si ripetessero gli stessi problemi degli anni precedenti. È stata infatti introdotta una rigorosa metodologia di project management con chiara suddivisione delle responsabilità tra i 140 membri. Il ciclo biennale ha richiesto innumerevoli ore di manifattura in officina, fino alla prima accensione e ai successivi test dinamici e di guida.
A svelare le caratteristiche tecniche di Kraken è Daniele Pizzoli: una monoposto con quattro ruote motrici, con potenza di circa 80 kW, che raggiunge una velocità massima di circa 150 km/h; è una vettura con grandi margini di miglioramento, individuati nell’affinamento del pacchetto aerodinamico e nell’ottimizzazione dei controlli elettronici a basso livello.
Ma l’obiettivo primario del progetto è eliminare gradualmente la necessità del pilota a bordo tramite l’integrazione di una sensoristica avanzata e di un sistema a guida autonoma completo.
L’evento si conclude con uno sguardo al futuro. I macro obiettivi che E-Agle si è posta sono tre: migliorare la collaborazione e il coordinamento con tutte le persone, ampliare le conoscenze del team e imparare il più possibile dagli errori.
Al di là della vettura e dei dati tecnici, però, ciò che risalta della giornata è l’estrema professionalità di tutti gli studenti che partecipano al team, un’organizzazione super efficiente e un forte spirito di squadra.
Ma ancora più rilevante è la decisa propensione all’innovazione di E-Agle. Dieci anni fa hanno puntato sul motore elettrico quando pochi ci credevano; oggi in modo altrettanto coraggioso raccolgono la sfida della guida autonoma. E-Agle non rincorre il futuro dell’automobile e della Formula 1, ma lo progetta e lo costruisce in prima persona.
E questi sono gli ingredienti perfetti per competere ad alti livelli e per vincere, cosa che tutti noi ci auguriamo per Kraken. Quindi, per chiudere con le parole di Enzo Ferrari, “Per me la vittoria più importante è quella che devo ancora conseguire”. E per Kraken la gara è appena iniziata.
