ORDEER! Stato della democrazia liberale e futuro degli studenti nel Regno Unito con John Bercow, Speaker of the House of Commons

Democrazia liberale o dittatura della maggioranza?

  • Con John Bercow, Speaker della camera dei comuni del parlamento inglese e i giornalisti Enrico Franceschini e Tim Hames | sabato 1 giugno, Teatro Sociale, 21.00 | a cura di Marco Tedoldi

 

 

ORDEEERR in Trento: l’onorevole Speaker della camera dei comuni, John Bercow, è giunto nel continente.

Probabilmente lo conoscerete per il suo memorabile richiamo all’ordine diretto con voce tonante ai suoi colleghi, gli onorevoli membri della Camera dei Comuni del Parlamento inglese. Tuttavia, sebbene sia noto anche per questo risvolto comico, Bercow è innanzitutto un esperto politico, molto competente sugli aspetti procedurali e costituzionali del Regno Unito e sulla democrazia parlamentare, di cui lo speaker si è più volte proclamato fan assoluto.

Divenuto famoso oltremanica per come ha saputo gestire i complessi ed acerbi dibattiti sulla Brexit, è stato invitato a presiedere due incontri, il primo organizzato dalla rete di studenti UNITiN (che ringraziamo per averci dato l’opportunità di intervistare Mr. Bercow), ed il secondo nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento, nel quale, pur giocando sulla sua popolarità come figura mainstream, si è parlato di un tema molto serio quale la crisi delle democrazie liberali.

L’incontro, al quale sono presenti anche due professori della nostra università, Vincenzo della Sala e Marco Dani, vede Mr. Bercow parlare rigorosamente senza microfono.

Per rompere il ghiaccio il primo argomento trattato sono stati gli attacchi che subisce per essere lo speaker più basso nella storia della Camera dei Comuni. Bercow ha puntualizzato che in realtà ce ne sono stati di molto più bassi, soprattutto perché alcuni di loro hanno perso la testa, riducendo così sensibilmente la propria altezza. L’intervento è stato un modo ironico per iniziare, ma è stato anche ottimo per introdurre il ruolo dello Speaker che da ormai molti anni, dieci questo mese, Bercow si trova a ricoprire.

Tale ruolo nacque come il compito di parlare al Parlamento da parte e in supporto del re, ragion per cui molti dei suoi predecessori sono stati giustiziati una volta oppostisi al monarca; ancora oggi per tradizione chi ricopre questo ruolo al momento della nomina viene trascinato fino al proprio posto.

Chi occupa questa posizione ha il ruolo di ambasciatore della politica britannica, che porta al dover essere non un giocatore in campo ma un arbitro della partita: negozia tra partiti politici, singoli deputati e tra parlamento e governo. Per tal motivo Bercow, che era un membro del partito conservatore, rinunciò alla politica partitica; come tutti i membri del Parlamento deve essere rieletto ma nel suo collegio elettorale non ha opposizione.

Al fine di porre di nuovo il parlamento al centro del dibattito politico, che negli ultimi tempi si era notevolmente spostato a favore del governo, lo Speaker ha portato avanti delle riforme che prevedono una maggiore accessibilità del pubblico al parlamento stesso. Ad esempio ha permesso al parlamento giovanile di sedere in sessione nel attuale camera dei comuni ed ha tentato durante le procedure parlamentari di spiegare ciò che sta avvenendo al pubblico presente (o a quello davanti alla televisione: le sedute del parlamento sono spesso infatti registrate e pubblicate).

Tuttavia il cambiamento di cui lo Speaker è più fiero sono quei provvedimenti che egli ha adottato per permettere a più parlamentari possibili di parlare, diminuendo il tempo concesso ad ognuno, aumentando il numero di questioni urgenti che vengono discusse. Bercow innanzitutto si è definito lo Speaker dei Backbenchers, ossia di quei parlamentari (sia della maggioranza, sia dell’opposizione) che siedono nelle file posteriori e che subiscono un minor controllo dalla leadership del proprio partito.

Una tematica che sta molto a cuore allo Speaker è che gli studenti debbano poter inseguire i propri sogni ed ottenere un lavoro che amano. Quasi commosso Bercow ha quindi raccontato della gioia che prova ogni mattina nell’andare al lavoro, non per i soldi ma perché ama quello che fa. In seguito all’incontro abbiamo avuto l’occasione di rivolgere a Mr Bercow una domanda.

Con l’avvento della Brexit molti, che speravano o sognavano di lavorare e studiare un giorno nel Regno Unito, avranno trovato i propri progetti disertati dalla politica. Lei pensa che ci sia qualcosa che si può fare affinché, a Brexit avvenuta, una collaborazione tra UE e UK ci sia e comprenda tutti quei giovani studenti, ricercatori e laureati che vogliono un futuro migliore?

Assolutamente sì, qualunque accordo ci sia deve comprendere i giovani che vogliono una vita in Gran Bretagna, il dibattito non è ancora finito, c’è quindi la speranza che il parlamento britannico si pronunci favorevolmente su questo, e credo che la discussione debba essere intavolata. Invito quindi a tal riguardo gli studenti europei a far pressione anche a livello europeo affinché tali disposizioni siano assicurate ed incluse in qualsivoglia accordo raggiunto.

Alla conferenza successiva, di fronte ad un pubblico più variegato lo Speaker aggiunge alcuni dettagli personali della sua vita privata, ma dà anche alcuni spunti importanti per la democrazia liberale.

Bercow infatti ha forti dubbi riguardo alle nuove forme di democrazia “digitale”, ai sondaggi d’opinione e alla deriva che potrebbe avere il diffuso populismo. Crede che la democrazia debba essere rappresentativa, e che il miglior modo per ottenerla sia che i rappresenti eletti possano agire secondo quello che trovano giusto come individui. Essi devono poter esprimere ciò in dibattiti che, seppur accesi, rimangano comunque “moderati”, dove la legittimità dell’avversario sia sempre compresa, rispettata e tutelata.

Conclude affermando che la democrazia liberale che noi abbiamo dev’essere sempre tutelata e difesa, perché, come disse Winston Churchill, la democrazia è il sistema peggiore del mondo, ad eccezione di tutti gli altri.

Redazione

La redazione de l'Universitario è composta perlopiù da studenti dell'Università di Trento

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