Mondiali di calcio femminile: le Azzurre non vincono, ma convincono

Domani si concluderà il Mondiale femminile di calcio. La finale è tra le campionesse in carica degli Stati Uniti e l’Olanda, detentrice del titolo europeo. Si prospetta una partita interessante, anche se i Paesi Bassi, alla loro prima finale mondiale, partono da sfavoriti; ma in ogni caso, indipendentemente dal risultato, alla fine ci sarà più di una squadra a vincere.
Sono stati tanti i traguardi raggiunti e i pregiudizi abbattuti in questo mondiale, e le prospettive sembrano farsi più rosee per il movimento femminile, in particolare a seguito delle parole del presidente della FIFA, Gianni Infantino, che ha assicurato importanti cambiamenti e investimenti da fare dopo questo mondiale, da lui definito come “la miglior Coppa del mondo donne della storia”.

Grandi risultati sono stati raggiunti anche in Italia, dove la Nazionale ha ottenuto ascolti da record, specie se si considerano gli standard del calcio femminile italiano.
Le ragazze guidate dalla ct Milena Bertolini erano arrivate a qualificarsi per i Mondiali l’anno scorso, dopo vent’anni di assenza: una significativa mancanza nel bagaglio di una nazionale che deve giocare contro squadre con forte esperienza internazionale come gli Stati Uniti e la Germania.
Il girone poi non si era rivelato tra i più semplici per le Azzurre, con il Brasile di Marta e la promettente Australia tra le avversarie. La Giamaica poteva essere l’unica vittoria quasi sicura, trattandosi di una squadra giovane e al suo primo Mondiale, ma lo sport insegna che non bisogna mai sottovalutare l’avversario.
Perciò, nonostante il morale alle stelle e la voglia di fare del loro meglio, le italiane alla vigilia del grande evento si erano prefissate un obiettivo realistico: superare la fase a gironi, anche solo come migliori terze, per poi proseguire fino a quanto possibile.
Ma tra i tifosi che ormai seguono queste ragazze da un po’ c’era la certezza di potersi aspettare grandi cose, e così è stato: fin dalla prima partita contro l’Australia, infatti, l’Italia ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per giocarsi questo mondiale alla pari delle altre e di poterlo fare anche bene, arrivando persino a competere per un posto in semifinale.
Certo, la finale sarebbe stata un sogno, ma questa squadra aveva già superato le aspettative di molti, quindi perché non credere che avrebbe potuto vincere i quarti di finale contro l’Olanda e andare ancora oltre? La partita era anche iniziata bene per le Azzurre, che avevano avuto due grosse occasioni per segnare e avevano limitato fortemente il gioco delle olandesi grazie a una stabile difesa. Con l’inizio del secondo tempo, però, le cose sono andate diversamente: le ragazze vestite d’arancio hanno dimostrato perché sono campionesse d’Europa, giocando con una carica e una cattiveria sportiva tale da sopraffare le italiane.

Nonostante la sconfitta e le lacrime, le ragazze capitanate da Sara Gama sono potute uscire dal campo a testa alta, consapevoli di aver fatto il possibile e di aver dato tutto. È stato proprio il loro impegno ad aver conquistato il cuore di tantissimi tifosi, che hanno apprezzato il loro gioco e la loro passione, accogliendole al loro ritorno in Italia con tantissimo affetto.
Dunque, anche se non c’è nessuna coppa intorno a cui festeggiare, ci si può consolare con un’altra vittoria, perché il calcio femminile ha finalmente ottenuto visibilità in Italia: ora che l’interesse è cresciuto, sempre più persone credono nella necessità di sostenere questo movimento, parlando di possibile professionismo e di maggiori opportunità per le ragazze che vogliono giocare a calcio.
Anche il Presidente della Repubblica Mattarella ha preso a cuore il problema e ha voluto incontrare al Quirinale una delegazione della nazionale, riconoscendo loro quanto è importante l’esempio che hanno dato in Francia.
Nonostante i risultati finora ottenuti, la strada per il calcio femminile italiano è ancora in salita e il lavoro da fare tanto per arrivare ai livelli di altri paesi. Eppure, Gama e compagne sono uscite contente dal Quirinale: se con il poco aiuto e sostegno che avevano fino adesso sono riuscite ad andare così lontano, chissà d’ora in avanti cosa saranno in grado di fare.