Mondiale femminile: spettacolare ritorno della nazionale italiana, in campo il buon calcio e i diritti

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di Elisa Beretta

Mi piace da matti il calcio, eppure ad oggi non seguo più così tanto le partite in televisione, tranne che per seguire la nazionale agli europei oppure ai mondiali. Quest’anno è toccato alla nazionale femminile, di cui finora non avevo mai seguito una partita. Solo una volta mi era capitato di andare allo stadio a vedere giocare il Brescia, dove ai tempi militavano Gama, Girelli e compagne: era stata proprio una gran bella partita.

Se devo dire la verità, non sapevo nemmeno cosa aspettarmi da questo Mondiale qualche giorno prima di vedere le prime partite dei gironi; o almeno, non sapevo cosa aspettarmi dall’Italia, poiché altre squadre come gli USA hanno una grande fama che le accompagna. Mi sono ricreduta però quando ho visto Italia-Australia, prima partita delle Azzurre, e mi sono subito innamorata. Non solo dell’Italia, ma del gioco in sè, pulito e assolutamente sportivo, qualcosa che non vedevo da un po’ di tempo in televisione.

Ho deciso allora di seguire anche le altre partite del girone: che spettacolo! Grande match quello di Giamaica-Australia, dove la nazionale giamaicana ha segnato il suo unico goal mondiale, ma ha dimostrato quanto tenaci e appassionate fossero le ragazze in campo. Come si fa a non emozionarsi sapendo con quanta fatica quelle giocatrici sono arrivate fino a lì? Dobbiamo poi considerare che la squadra femminile giamaicana ha avuto momenti difficili e solo grazie all’aiuto e l’impegno di Cedella Marley, figlia di Bob Marley, è riuscita a riprendere attività e a partecipare a grandi tornei come questo.

Tornando alla Nazionale Italiana, non potrei essere più fiera di ciò che le nostre ragazze sono riuscite a compiere. Hanno conquistato il primo posto in un girone non facile, con squadre come Australia e Brasile, dove troviamo una super attaccante, Sam Kerr, e una delle grandi stelle del calcio femminile, Marta. Le azzurre hanno regalato momenti di vera gioia, dimostrando passione, fatica, gioia e il dispiacere finale di vedere tutto terminare. Purtroppo per loro, il nostro mondiale si è concluso ai quarti di finale contro l’Olanda, la squadra più forte d’Europa, nonché la campionessa continentale in carica.

In “difesa” delle Azzurre bisogna dire che le uniche reti che hanno subito sono giunte da palloni inattivi, cioè rigori o punizioni; ciò sottolinea ancora una volta la grande qualità della nostra squadra, soprattutto della linea difensiva Bartoli-Linari-Gama-Guagni. Nella partita Olanda-Italia si è sicuramente visto uno dei migliori momenti del mondiale: lo scontro tra Guagni e Van de Sanden, due giocatrici velocissime sulla fascia.

Sono veramente soddisfatta di questa edizione della Coppa del Mondo, anche se le squadre che avevo un pochino a cuore, come Giappone e Svezia, sono ormai uscite – entrambe a testa alta però, ed entrambe per mano dell’Olanda, ancora una volta: spero almeno per loro che adesso lo vincano, il Mondiale!

Ma soprattutto, spero che l’attenzione e l’affetto che tutte queste ragazze hanno ricevuto non si fermi qui, ma continui e che porti un po’ più di sensibilità nei confronti del mondo del calcio femminile, per avere pari opportunità, affinché anche le nostre campionesse siano finalmente riconosciute come professioniste a tutti gli effetti e non trattate alla stregua di partecipanti al torneo della parrocchia.

Redazione

La redazione de l'Universitario è composta perlopiù da studenti dell'Università di Trento

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