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Un “tram-polino” di lancio verso il futuro?

Un tram a Trento: utopia o concreta possibilità? I benefici sarebbero numerosi: rappresenterebbe la soluzione più idonea al problema delle congestioni, specie nelle ore di punta, le emissioni si ridurrebbero e i tempi di costruzione paiono promettenti. Ma come spesso accade, le intuizioni che ci proiettano verso un futuro differente fanno sorgere dubbi e diffidenza. Ecco perché lo scorso 4 ottobre il Comitato cittadini “Un tram per Trento” e l’associazione Transdolomites hanno invitato tutti i cittadini per discutere delle potenzialità di quello che non è ancora un progetto, ma un’idea. Circa 100.000 auto entrano ed escono ogni giorno dalla città, e ciò causa un riscaldamento diretto dell’atmosfera, congestione, ritardi e inefficienze del trasporto pubblico locale. Gli spazi sono inoltre pensati prevalentemente per le auto: basti pensare che per spostarsi da Gardolo a Mattarello ci si impiega 15 minuti in auto e più di 50 minuti con i mezzi pubblici, ai quali spesso non è dedicata una corsia preferenziale.

Il futuro, secondo il Comitato, risiede nell’inversione della progettazione delle strade, dato che la linea tranviaria a Trento porterebbe ad una riqualificazione degli spazi. Una soluzione alternativa potrebbe essere rappresentata dalle auto elettriche, che sicuramente avrebbero un impatto ambientale migliore, ma non risolverebbero quello che, soprattutto in città, è il problema principale: lo spazio. Ecco perché la linea tranviaria pare la soluzione più idonea: innanzitutto si adatta alla morfologia della città di Trento, allungata nella Val d’Adige, inoltre si integrerebbe con la rete del trasporto pubblico grazie all’idea di collegare la linea tranviaria con quella ferroviaria attraverso parcheggi scambiatori. Infine, la linea può essere costruita lungo i principali poli attrattori permettendo così un’elevata fruibilità da parte soprattutto di pendolari e studenti, riuscendo a collegare in maniera efficiente il centro e la periferia.

Indubbiamente le perplessità da parte dei cittadini non mancano: i costi saranno ingenti ed i tempi d’attesa potrebbero protrarsi a lungo, non dando un’immediata risoluzione al problema del traffico. Inoltre, la costruzione dei binari implica la sottrazione di una corsia, ora destinata alla circolazione dei veicoli privati e degli autobus. In una città togliere una corsia al traffico significa aggravare ulteriormente il problema delle congestioni: la soluzione risiederebbe nel cambio di mentalità dei cittadini, che dovrebbero scegliere il tram in sostituzione all’auto. Idilliaco, ma forse ancora un po’ troppo utopico se consideriamo che il percorso previsto dalla tranvia lascia scoperte dal servizio varie parti della città.

Nel corso della conferenza i vari punti a favore della realizzazione del progetto sono stati largamente trattati, mentre con forse troppa superficialità non è stato dato spazio alle problematiche legate alla costruzione di una tranvia a Trento, cosa che ha rischiato di scadere in una mancanza di imparzialità. Ai dubbi relativi ai costi si è risposto mostrando come, in termini di finanziamenti, la gestione della mobilità privata costi 17 volte in più rispetto a quella pubblica. Per quanto riguarda le perplessità legate ai tempi di costruzione, una soluzione immediata sarebbe rappresentata dal “Metrobus”, già avviato a Bolzano, che prevede l’uso di autobus snodabili con corsie ad essi totalmente riservate.

Gli esempi di altre realtà nelle quali una tranvia è già stata costruita fanno ben sperare, se rimaniamo sempre fermamente consapevoli che ogni realtà è a sé stante e che non è scontato che un progetto che ha trovato successo in una città, necessariamente lo troverà anche in un’altra. Come è stato mostrato nel corso della conferenza, a Firenze questo progetto ha portato ad una riqualificazione delle strade con una nuova pavimentazione. Ha inoltre rappresentato un’opportunità di occupazione, dato che hanno partecipato alla costruzione 1900 manovalanze e 430 persone hanno attualmente trovato impiego grazie alla tranvia. Anche dal punto di vista economico il progetto ha avuto conseguenze positive: a fronte di una riduzione dello 0,5% del numero di aziende a Firenze tra il 2013 e 2018, lungo le linee tranviarie si è avuto invece un aumento dell’8/11%. Infine i prezzi di vendita e di acquisto immobiliare sono aumentati del 3,5% nelle zone limitrofe.

Considerando tuttavia i costi onerosi per la realizzazione (a Bolzano infatti per la costruzione della tranvia si parla di 10-15 milioni di euro al chilometro), i tempi di attesa di almeno cinque anni per la realizzazione e le perplessità che la conformazione della Val D’Adige suscita, il progetto al momento non è ancora stato approvato.

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