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“Un raggio di sole sul tuo viso”: una studentessa trentina presto in libreria

“Scrivevo ovunque: in camera mia, sull’autobus, a volte perfino in classe” così Angelica Beccari, ventenne trentina iscritta alla facoltà di lingue, mi descrive scherzando il processo che ha portato alla nascita del suo primo libro. “Un raggio di sole sul tuo viso”, romanzo autobiografico che racconta la storia d’amore tra Camille e Ryan, è stato da poco accolto da Bookabook, una casa editrice in crowdfunding.

Raccontaci un po’ del tuo libro. Perché un lettore dovrebbe essere attratto dalla storia di Camille e Ryan?

Beh la storia di Camille è una come altre, una storia di amore, dolore, crescita. È quella di una ragazzina immatura, che si innamora per la prima volta e a cui viene spezzato il cuore. Appunto per questo sentivo che fosse importante raccontarla, perché è una storia autentica in cui molti si possono immedesimare. E forse anche imparare che al dolore a volte non ci sono risposte, ma che con il tempo ogni ferita può rimarginarsi.

Da dove è nata l’idea per “Un raggio di sole sul tuo viso”?

Al liceo. Mi ero appena lasciata con il mio primo ragazzo ed ero a pezzi. Ho iniziato a tenere un diario, in cui raccoglievo brevi pensieri che indirizzavo a lui. Con il tempo ho cominciato a capire che non era solo un mio sfogo, ma che dietro a quelle pagine c’era qualcosa di più, una storia che meritava di essere raccontata.

Hai detto che scrivere era uno “sfogo” per te. Puoi dire che la scrittura ti abbia aiutata?

Mamma mia, certo. Quando ci siamo lasciati era come se avesse cancellato la nostra storia, come se ogni traccia di questa fosse stata distrutta. Così la scrittura per me era una sorta di corazza per proteggermi dal dolore, un modo per dare un senso a quello che era successo. Ogni parola che scrivevo era un monumento alla nostra storia, anche per questo dopo aver concluso il libro non ne volevo più sapere e l’ho tenuto chiuso in un cassetto. Lo chiamavo il “cadavere della nostra storia” (ride). Poi ho capito che come scrivere aveva aiutato me, così leggere le avventure di Camille avrebbe potuto fare per altri.

Quale era il messaggio che volevi trasmettere con la storia di Camille?

Innanzitutto volevo dire alle ragazze della mia età di non fare come me (ride). No, scherzi a parte, volevo trasmettere il messaggio che non sempre le cose hanno un senso e non necessariamente hanno una logica causa-effetto. Nel romanzo ho cercato di rappresentare Camille non come una vittima o un’eroina, ma come una ragazzina immatura che vive esperienze che la fanno soffrire. Volevo che la protagonista facesse capire ai lettori che è possibile superare il dolore, anzi che da questo possa nascere qualcosa di positivo. Avete presente il film Collateral Beauty? Ecco, la bellezza collaterale nata dal dolore della mia prima storia è stato il mio romanzo. Per questo vorrei invitare i lettori ad essere pazienti con se stessi, non strattonare il loro bambino interiore, ma accompagnarlo e tenerlo per mano.

Parlami di Bookabook. In che cosa consiste una campagna crowdfunding?

Ho 100 giorni per realizzare 200 preordini del mio libro, in formato cartaceo o ebook. Al conseguimento di questo obiettivo, “Un raggio di sole sul tuo viso” verrà venduto in libreria. La casa editrice mi ha fornito una scaletta e del materiale per sponsorizzare  il mio libro, sollecitandomi a puntare sui social. Ho deciso di integrare con delle grafiche fatte da me e con dei video che usciranno nelle prossime settimane, in modo da poter dare ai lettori un’anteprima, un assaggio visivo e sonoro.

Al libro hai anche associato il tuo pseudonimo Chandra. Cosa significa?

È un nome che deriva dal sanscrito e significa ‘raggio di luna’. A 18 anni, dopo essermi lasciata con il mio ragazzo, ho deciso di farmi un tatuaggio di una mezzaluna. Chandra per me è un modo per celebrare il nome del mio romanzo e la luna che ho tatuata sul braccio, due segni della mia Collateral Beauty, del fiore che è potuto sbocciare solo dal dolore che ho provato.

Quindi dal credere che il tuo romanzo fosse il cadavere della vostra storia sei passata a vederlo come un fiore sbocciato da un terreno fatto di dolore. Sei quindi cresciuta molto con il tuo romanzo. Chi è Angelica oggi, hai altri libri nel cassetto?

Al momento sto lavorando a un testo che vorrei presentare all’Ateneo dei Racconti, concorso letterario tenuto dall’Università di Trento. Ho partecipato l’anno scorso come lettrice e l’esperienza mi è piaciuta tantissimo. Quest’anno ho pensato di mettermi anche io in gioco. Poi per ancora 80 giorni sarò impegnatissima con la campagna crowdfunding e con i video che vorrei far uscire nelle prossime settimane. Per ora  il passaparola e la sponsorizzazione via social network hanno avuto risultati molto soddisfacenti: ho completato oltre il 30% delle prevendite in meno di quindici giorni. Il mio unico pensiero ed augurio per intanto è quindi che i lettori colgano il fiore della storia di Camille e Ryan.

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