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Non trovi l’appartamento? La colpa è dei turisti!

Ogni volta la stessa storia: l’anno accademico è alle porte e con esso la necessità di trovare un appartamento a Trento per chi di Trento non è. Impresa che però è destinata a farsi ancora più complicata negli anni a venire per due elementi principali: costi elevati e carenza di alloggi.

Quest’anno gli studenti iscritti all’ateneo trentino sono circa 16.500, 10.500 dei quali sono fuori sede. L’Opera universitaria mette a disposizione 1.500 alloggi, tra studentati e appartamenti veri e propri; ciò significa che la fetta maggiore del mercato ricade su agenzie immobiliari e privati cittadini. Mercato dal valore mensile complessivo di 2 milioni di euro, ai primi posti in termini di ricaduta economica sul territorio.

Il fatto che gli alloggi offerti dall’Università stessa siano tutto sommato pochi rispetto alla domanda effettiva incide molto sul prezzo: le agenzie e i privati che decidono di affittare ad universitari tendono infatti ad alzare i costi, non avendo un adeguato concorrente che ne proponga invece di ragionevoli e competitivi.

Secondo l’analisi di SoloAffitti (noto franchising immobiliare italiano) tra il 2015 e il 2016 il canone mensile per un appartamento già arredato a Trento è aumentato dell’ 8,3%; dato spaventoso che ha fatto guadagnare al capoluogo trentino il quinto posto tra le città italiane più care per gli affittuari.

Chiaramente i prezzi degli appartamenti variano anche in relazione ad elementi come la zona della città (il centro storico, Povo e Mesiano sono le più gettonate) e la qualità dell’immobile: una stanza singola con spese incluse in via San Pio X costa circa 380 euro, una in via Verdi arriva anche ai 420.

Non bisogna trascurare, inoltre, la crescita esponenziale di turisti che si è registrata negli ultimi anni a Trento. L’aumento dei visitatori ha portato, infatti, un numero considerevole di privati a prediligere questi ultimi agli universitari come locatari. Affittando ai turisti, soprattutto tramite alcune piattaforme digitali, la rendita è decisamente maggiore e si è più tutelati. Proprio per questo motivo tanti appartamenti sono passati dall’essere su siti come Bakeca.it all’essere su Airbnb e Booking, a scapito degli studenti che hanno visto ridursi ulteriormente le possibilità.

Edoardo Meneghini, presidente del Consiglio degli Studenti, in un’intervista a Il Dolomiti individua due vie possibili per risolvere il problema: in primo luogo il potenziamento delle strutture offerte dall’Opera universitaria e in secondo luogo l’adozione di politiche abitative adeguate, che mettano i privati nella condizione di preferire affittare ad uno studente piuttosto che usare i propri appartamenti a scopi turistici.

Chiaramente entrambe le proposte richiedono tempo, tuttavia una loro eventuale riuscita farebbe la differenza per i più di 10.000 studenti fuori sede che ogni anno scelgono Trento. Decisione che non verrebbe più presa solo per l’eccellente offerta formativa dell’Ateneo, ma anche basata sulle effettive possibilità di vivere l’esperienza universitaria in maniera serena, senza la necessità di dover lottare all’ultimo appartamento.

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