Pillola internazionale del 19 maggio 2020

a cura di Eugenia Gastaldo e Francesco Moreschi

Afghanistan | L’ospedale di maternità della zona di Dasht-e-Barchi a Kabul è stato attaccato da un gruppo di uomini armati, probabilmente parte dell’Isis-Khorasan. Il bilancio dell’attacco è di undici donne incinte morte e cinque ferite. Federic Bonnot, capo del programma di Medici senza frontiere che gestice il reparto maternità, ha dichiarato che è stato “un massacro sistematico delle donne”.

Filippine | Le Filippine sono state colpite dal tifone Vongfong che ha causato l’evacuazione di oltre 200 mila persone, le quali dovranno essere trasferite dalla zona costiera all’entroterra. L’evacuzione è stata complicata dall’emergenza da Coronavirus che ha registrato 11600 casi e 790 morti. “Il problema più grande è dover evacuare le persone assicurandosi che sia garantito il distanziamento sociale” ha dichiarato Ben Evardone, governatore della provincia di Eastern Samar.

Brasile | Il ministro della salute Nelson Teich si è dimesso dopo nemmeno un mese dal suo insediamento. Le proposte del presidente Bolsonaro per fronteggiare la crisi sanitaria, ovvero maggiore flessibilità per l’isolamento e l’uso di un farmaco senza comprovata efficacia scientifica, avrebbero innescato divergenze con l’ex ministro. Teich aveva preso il posto di Luiz Henrique Mandetta, anch’egli dimessosi per divergenze con Bolsonaro.

Francia | Félicien Kabuga, uno degli ultimi responsabili del genocidio del Ruanda e latitante da 23 anni, è stato arrestato dalla polizia francese. Kabuga, un tempo l’uomo più ricco del Ruanda, aveva largamente finanziato il genocidio dell’etnia Tutsi e aveva fondato una rete radiotelevisiva per incitare i ruandesi di etnia Hutu ad uccidere i ruandesi dell’altra etnia. Nel genocidio, accaduto nel 1994, morirono più di 800mila persone.

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