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Pillola internazionale del 30 luglio 2020

di Eugenia Gastaldo e Francesco Moreschi

Turchia | Venerdì si è tenuta la prima preghiera alla moschea di Santa Sofia di Istanbul, riconvertita da museo in luogo di culto dal controverso decreto del presidente Erdoğan. All’interno della moschea hanno pregato, oltre al presidente turco, altre mille persone, mentre diverse migliaia hanno pregato attorno al sito. La moschea è stata completamente riallestita e le icone cristiane sono state coperte da tendaggi.

Egitto | Il parlamento egiziano ha autorizzato lo schieramento delle forze armate nazionali al confine occidentale con la Libia. La decisione è stata presa dopo le recenti minacce del presidente egiziano al Sisi di intervenire nel conflitto libico a fianco delle milizie del maresciallo Haftar e contro le forze turche, che invece sostengono il governo di al Serraj- quello riconosciuto dall’ONU. L’invio di truppe a supporto di Haftar potrebbe portare a una nuova escalation militare.

Sudan| In Sudan è caduta la Sharia che venne imposta nel 1983 dal dittatore Jaafar Nimeiry. La serie di provvedimenti firmati dal presidente sudanese al-Burhan hanno consentito l’abrogazione della legge islamica. “Le nuove norme garantiranno la libertà religiosa e l’uguaglianza dei cittadini” ha dichiarato il ministro della giustizia Nasredeen Abdulbari. Le donne saranno libere di indossare i pantaloni e di viaggiare senza il permesso del capofamiglia. La mutilazione genitale femminile è stata criminalizzata già a maggio e il governo sudanese ha rimosso la pena capitale per “sodomia” e approvato una legge che consente ai non musulmani di consumare alcolici in luoghi privati.

Cina e Stati Uniti| La tensione fra Cina e Stati Uniti, si è inasprita in seguito all’ordine del governo cinese di chiudere la sede diplomatica statunitense nella città di Chengdu. Il governo cinese ha definito la propria decisione come una risposta “legittima e necessaria agli atti ingiustificati da parte degli Stati Uniti” che hanno deciso di chiudere il consolato cinese a Houston, dopo aver accusato i diplomatici cinesi di spionaggio economico e di attività illegali per il reclutamento di ricercatori americani con il fine di ottenere informazioni su tecnologie avanzate.

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