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Piazza degli Eroi di Thomas Bernhard

Lo spettacolo “Piazza degli Eroi” di Thomas Bernhard è stato trasmesso su Rai5 il 23 gennaio 2021 dal teatro Mercadante di Napoli, ma è ancora presente nel catalogo di RaiPlay nella sezione Teatro. Piccola curiosità: è stata la prima messa in scena di questo spettacolo in Italia (a mio parere, per un’occasione così il pubblico serviva; me ne sarebbe bastato anche uno ridotto).
Ho scelto di vedere in streaming questa pièce teatrale durante il periodo delle vacanze di Pasqua principalmente per passare il tempo, ma anche per assistere telematicamente alla messa in scena di uno spettacolo che non ho mai visto con i miei genitori e di cui non mi hanno mai parlato a scuola. Ma volevo anche riappropriarmi della magia del teatro che è quella che ci consente di essere catapultati in una storia e rimanerne affascinati.

Questa pièce teatrale è stata l’ultima scritta da Thomas Bernhard prima della sua prematura morte avvenuta nel 1989. L’opera ha suscitato un enorme scandalo in Austria, patria natale dell’autore, per via dei temi trattati, i quali sono molto controversi. Bernhard ha affrontato il tema dell’antisemitismo, che permea ancora nella società viennese, polemizzando molto sulla classe politica dell’epoca. Critica aspramente la Chiesa Cattolica e la sua morale giudicata ipocrita e perbenista; inoltre, si focalizza sulla crescita di movimenti e di partiti di stampo nazista o fascista, che sono presenti in ogni aspetto della vita quotidiana e pubblica dei personaggi di “Piazza degli Eroi”.

Il sipario si apre sul giorno del funerale del professor Schuster, morto suicida. Nella prima scena vi sono la signora Zittel, la prima narratrice della storia nonché amica molto intima del professore, e la cameriera Herta, la quale ha assistito in prima persona al suicidio di Schuster. Mentre svuotano l’appartamento del professore e preparano i pacchi che devono essere inviati a Oxford e nella casa in campagna del fratello Robert, dove si trasferirà momentaneamente la signora Schuster, le due parlano dei difetti del professore, tra cui la precisione e il rapporto burrascoso con la moglie.

Nel secondo atto, che si svolge in un parco a Vienna a seguito della cerimonia funebre, Robert e le figlie Olga e Anna parlano di come fosse una pessima decisione quella di ritornare a Vienna. In questa discussione vi è inserita la questione dell’antisemitismo e la decadenza della classe dirigente politica, che non è più in grado di fare fronte al ritorno dei nazionalismi. In questa pièce il suicidio, infatti, è solo un diversivo per riflettere sul tema dell’antisemitismo che permane ancora nelle società europee e su quello della crescita, prevista con larga anticipazione, dei movimenti di stampo fascista o nazista.

Di questo spettacolo ho apprezzato moltissimo la scelta dell’accompagnamento del pianoforte in alcune scene poiché conferiva un tocco di tragicità e permetteva una riflessione sui motivi legati al suicidio di Schuster e sulle tematiche descritte in precedenza. Inoltre, gli attori che hanno interpretato lo Zio Robert e la signora Zittel sono riusciti ad immedesimarsi alla perfezione nei loro personaggi. Concluderei con il consiglio di vedere questa pièce un poco alla volta, facendo delle pause, al fine di comprendere meglio i temi che Bernhard ha trattato, che comportano una scomoda riflessione.

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