9 MAGGIO: FESTA DELL’EUROPA

DALLA DICHIARAZIONE SCHUMAN ALLA CONFERENZA SUL FUTURO DELL’EUROPA. L’IMPATTO DELLA GUERRA IN UCRAINA.

In un’epoca minacciata dallo spettro di una terza guerra mondiale, i massimi esponenti delle nazioni decidono di agire insieme per un obiettivo comune: la pace nel mondo.

Da questo proposito il 9 maggio 1950 il Ministro degli Esteri francese Schuman, con quella che verrà ricordata come la “Dichiarazione Schuman”, dà il via al processo di europeizzazione.

“La pace mondiale non potrebbe essere salvaguardata senza iniziative creative all’altezza dei pericoli che ci minacciano” – recita la dichiarazione – e per far fronte al pericolo più imminente, la guerra, si propone di istituire la CECA (Comunità Economica del Carbone e dell’acciaio) a cui affidare la gestione di carbone e acciaio, materie fondamentali per la costruzione di armi da guerra.

L’Unione Europea viene istituita formalmente il 7 febbraio del 1992 con il Trattato di Maastricht, ma a Milano nel 1985 i capi di Stato e di governo hanno scelto il 9 maggio come data per la Festa dell’Unione Europea in quanto segna il primo passo verso quell’unione e cooperazione oggi parte di 27 paesi.

Nello stesso giorno, non a caso, dal 2021 viene organizzata la Conferenza sul futuro dell’Europa in cui ogni cittadino può partecipare e lasciare le proprie idee per un’Europa migliore.

Infatti Schuman diceva: “L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme: essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto” .

Oggi, dopo ben 72 anni dalla Dichiarazione Schuman, capiamo veramente l’importanza del termine solidarietà in quanto ci troviamo di fronte allo stesso pericolo: una terza guerra mondiale.

Il 24 febbraio 2022 la Russia ha dato inizio all’invasione dell’Ucraina, mossa dalla minaccia che Kiev entrasse a far parte della NATO e che quindi sciogliesse definitivamente i propri legami con Mosca dopo la fine dell’Unione Sovietica.

Né Russia né Ucraina fanno parte dell’UE, quest’ultima quindi non sarebbe obbligata a schierarsi o ad aiutare. La situazione si fa più complessa dal momento che la Russia è il maggior esportatore di gas e ha ostentato più volte l’uso del nucleare, minaccia che riguarda tutto il mondo.

Ed è qui che l’Unione Europea si fa solidale con l’Ucraina. Infatti, per fronteggiare questo problema le potenze europee all’interno della NATO si sono unite sotto un fronte comune condannando la Russia, facendo da intermediari, rifornendo l’Ucraina con armi e viveri e cercando di aprire passaggi umanitari per la popolazione civile, ospitandola poi in tutta Europa.

Azione che sta costando molto alle casse dell’Unione Europea, la quale non è ancora uscita dalla crisi economica dovuta alla pandemia da Covid-19.

Anche in quest’ultimo caso l’Europa si è dimostrata unita e determinata nell’affrontare il problema nel migliore dei modi.

Dopo trent’anni possiamo definire l’Europa come organizzazione unita che non si lascia abbattere, bensì cerca di trovare una soluzione nel nome del dialogo.

Redazione

La redazione de l'Universitario è composta perlopiù da studenti dell'Università di Trento

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