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I “RAGAZZI DI VITA” di Popolizio al Teatro Sociale di Trento

 

di Francesca Corradini e Francesca Cornella

 

Un ragazzo ai suoi primi amori
altro non è che la fecondità del mondo.
È il mondo così arriva con lui; appare e scompare,
come una forma che muta. Restano intatte tutte le cose,
e tu potrai percorrere mezza città, non lo ritroverai più;
l’atto è compiuto, la sua ripetizione è un rito. Dunque
la solitudine è ancora più grande se una folla intera
attende il suo turno: cresce infatti il numero delle sparizioni –
l’andarsene è fuggire – e il seguente incombe sul presente
come un dovere, un sacrificio da compiere alla voglia di morte.

 (La solitudine, P. P. Pasolini)

Per la sessantesima volta la compagnia del Teatro Argentina di Roma porta sul palco Ragazzi di vita, uno spettacolo ispirato all’omonimo romanzo di Pasolini. Il Teatro Sociale di Trento accoglie con entusiasmo l’opera, in scena da giovedì 7 fino a domenica 10 marzo con la regia di Massimo Popolizio e la drammaturgia di Emanuele Trevi.

La messa in scena fa immergere fin da subito lo spettatore nella vita popolare di una Roma delle borgate, delle vie e delle piazze, immersa nella miseria successiva al secondo conflitto mondiale, ma non per questo assente di prosperità e di vitalità.
Gli attori sul palco non interpretano i personaggi nel senso tradizionale ma s’inseriscono, grazie all’utilizzo di forme episodiche, in una narrazione molto più ampia, atta a mostrarci una perduta innocenza della cultura popolare e l’irrecuperabilità di una dimensione genuina e giovanile dell’esistenza, già allora quasi completamente soffocata da modelli consumistici.
Lo spettacolo non porta in scena la totalità del romanzo, ma ci mostra una serie di episodi emblematici e momenti simbolici, con lo scopo di far emergere determinati temi. Ognuno di questi ci racconta essenze, scorci di vita e frammenti di un modo di sopravvivere ormai scomparso al giorno d’oggi.

Il fine ultimo è quello di offrire uno spaccato della vita popolare della Roma del tempo in un momento di transizione fra i valori tradizionali e quelli consumistici, imposti dalla società dell’epoca. Proprio questo ci permettere di leggere l’attualità di Pasolini, qui sta la grandezza della sua cultura: offrirci uno spaccato di noi come genere umano occidentale. Il contrasto fra questi due modelli (tradizionale e consumistico) emerge significativamente dall’immagine del personaggio Riccetto: se in un primo momento egli si tuffa spontaneamente in acqua per salvare una vita, alla fine del ciclo perderà interesse nel farlo e abbandonerà un’anima a se stessa.

 

Redazione

La redazione de l'Universitario è composta perlopiù da studenti dell'Università di Trento

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