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(Ex) Isola Felice

Cattivi e buoni. I primi sono eterni adolescenti, arrabbiati con tutto il mondo. I secondi sanno di essere pieni di problemi, ma cercano di fare ciò che è giusto. Sia chiaro, non esiste né il buono né il cattivo, ma cercate di seguire questo ragionamento.

La retorica in questi ultimi anni di politica, sul piano internazionale, è stata monotona. Venivano dette sempre le stesse cose: da una parte i buoni, dall’altra i cattivi, senza però che si capisse chi fosse cosa. Questa retorica monotona è riuscita ad appropriarsi di una provincia che non aveva bisogno di immischiarsi in questo vortice di follia.

Questa provincia è il Trentino, che dal 1946 è a statuto speciale. Questo status comporta più competenze in diverse materie che normalmente spetterebbero allo Stato. Il Trentino, isola felice invidiata da tutti, non ha mai avuto bisogno di mischiarsi con la folla. Dalla cima dello stivale cresceva senza guardarsi tanto in giro, insegnava, dava esempio. L’ex assessora provinciale Sara Ferrari (PD) lo sapeva quando ha aderito al “programma BRAVO!”, attivato dall’agenzia italiana per la cooperazione e lo sviluppo del Ministero degli Esteri con la Comunità di Sant’Egidio. Questo progetto sostiene la costruzione dell’anagrafe, specialmente nelle zone rurali, in Burkina Faso; ciò permette di evitare che dei bambini nascano senza essere registrati, finendo per vivere una vita da “invisibili”. Il Trentino, in quanto capace dal punto di vista amministrativo, si è messo in gioco per diffondere e insegnare le sua abilità in questo campo al paese africano, dove sono effettivamente stati aperti centri di registrazione anagrafica. Per questo progetto, la provincia ha assunto a tempo indeterminato una persona che se ne occupasse. Alla visita della delegazione burkinabé in Trentino, però, il presidente della giunta provinciale Maurizio Fugatti e l’assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli (che ha tra le sue competenze anche la cooperazione) hanno deciso di delegare i loro compiti istituzionali e non presentarsi alla rappresentanza africana. Inoltre, è stato deciso di non riconfermare il progetto.

La giunta leghista, ancora una volta, ha dimostrato di tenere di più ai suoi ideali piuttosto che al Trentino. Ha scelto di rinunciare alla sua unicità e al suo poter essere guida, come in questo caso, per un paese in via di sviluppo come il Burkina Faso. Ha dimostrato, nuovamente, che nella sua visione non tutti meritano una mano. E come accaduto nel resto dello stivale, anche il Trentino, sfortunatamente, si è messo a giocare al buono e il cattivo.

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